La Jugoslavia a Italia ’90, il rimpianto del CT Osim

La Jugoslavia a Italia ’90, il rimpianto del CT Osim

Giugno 22, 2020 1 Di Luca Sisto

La Jugoslavia a Italia ’90: se avesse vinto, secondo il CT Osim, sarebbe potuta cambiare la storia, evitando la dissoluzione e la guerra.

Così si è espresso Ivica Osim, CT della Jugoslavia a Italia ’90.

“Mi chiedo cosa sarebbe accaduto se avessimo battuto l’Argentina. Forse pecco di ottimismo, però credo che le cose nel Paese sarebbero andate diversamente se avessimo giocato la finale o vinto il Mondiale. Forse non ci sarebbe stata la guerra. Ogni notte, quando vado a letto, non posso fare a meno di pensarci”.

Da Alex de Llano, El penalti que resquebrajò un pais, ovvero: il rigore che sgretolò un Paese, riferendosi al tiro decisivo fallito da Hadzibegic (o meglio, paratona, ennesima, di Sergio Goycochea) nella lotteria dei quarti, contro l’Argentina. Una serie di penalty che vede fallire gente come Dragan Stojkovic e Diego Armando Maradona (secondo rigore paratogli in 9 mesi da Ivkovic, dopo quello in Coppa Uefa con la maglia dello Sporting Lisbona), ma anche Brnovic e Troglio.

Fu questa l’ultima competizione internazionale giocata dalla Jugoslavia nel calcio.
Ma Italia ’90 segna la fine anche di altre nazionali: La Cecoslovacchia si dividerà nel 1992, l’URSS era già in dissoluzione e la Germania, dagli Europei del 1992, sarebbe tornata a giocare come un unico Paese.