La prima nazionale asiatica ai Mondiali: Le Indie Orientali Olandesi

La prima nazionale asiatica ai Mondiali: Le Indie Orientali Olandesi

Giugno 30, 2020 2 Di Luca Sisto

La prima nazionale asiatica ai mondiali furono le Indie Orientali Olandesi, odierna Indonesia, ai Mondiali del 1938 in Francia.

La definizione del nostro titolo è controversa.
Quando, il 5 giugno 1938, a Reims, scende in campo la futura Indonesia, l’arcipelago è ancora sotto il controllo della Compagnia delle Indie Orientali Olandesi. È con questo nome, e con una maglia arancione molto simile a quella indossata dalla controparte nella lontana “madrepatria”, che la nazionale asiatica si presenta in Francia.

Ma come erano arrivati ai mondiali? Il comitato organizzatore della FIFA aveva messo su un preliminare nella zona asiatica fra il Giappone e la CIOO. I nipponici però, bloccati politicamente dai venti di guerra che cominciavano a soffiare nel Sud Est asiatico, non si presentarono.
Fu quindi riformulata la proposta agli Stati Uniti, ma anche questi ultimi declinarono l’invito.

La Compagnia, qualificata d’ufficio, affrontò il lunghissimo viaggio in Francia per trovarsi di fronte, agli ottavi di finale (allora, il primo turno di qualificazione) la fortissima Ungheria.

A centrocampo, per il sorteggio, i capitani Gyorgy Sarosi per i magiari e Achmad Nawir per gli indonesiani: Sarosi era il più grande calciatore ungherese dell’ante guerra, ma era anche un fisico. Dottore era pure Nawir, a cui fu concesso di indossare occhiali da vista durante il match.
Ci vorranno 60 anni per rivedere un calciatore con “occhiali” (di diversa fattura) in campo: Edgar Davids, olandese di origine surinamese, li sfoggiò a France ’98.

La partita non ebbe storia. I magiari si sbarazzarono degli asiatici con un tennistico 6-0, arrivando fino alla finale, persa 4-2 contro l’Italia.

La seconda guerra mondiale portò all’occupazione dell’arcipelago da parte dei giapponesi, approfittando del fatto che gli alleati tedeschi avessero occupato l’Olanda.
Perso il conflitto contro gli Usa, i nipponici favorirono il movimento indipendentista filo comunista guidato da Sukarno e Mohammed Hatta, contro gli interessi olandesi.
Nel 1949 fu finalmente riconosciuta l’indipendenza con capitale della Repubblica d’Indonesia a Jakarta, sull’isola di Giava.

L’Indonesia, uno degli stati più popolosi al mondo nonché il più popoloso a maggioranza musulmana, organizzò grazie a Sukarno, al premier indiano Nehru e al cinese Zhou Enlai, la conferenza afroasiatica del 1955 a Bandung, Giava.
Vi partecipano 29 Paesi del sud del mondo, tra cui il leader egiziano Nasser.
È la nascita del terzomondismo, termine coniato dal giornalista francese Sauvy, con riferimento al Terzo Stato della Rivoluzione francese.
La conferenza, di cui Sukarno come detto fu grande promotore, si impegnava a sostenere i Paesi nella lotta al colonialismo, che 5 anni più tardi avrebbe formalmente abbandonato l’Africa.

Chi l’avrebbe mai detto che l’identità indonesiana anti colonialista sarebbe passata, ironicamente, da una partita di calcio ai Mondiali.