Roberto Baggio alla Juventus e quella sciarpa Viola piovuta dal cielo

Roberto Baggio alla Juventus e quella sciarpa Viola piovuta dal cielo

Giugno 30, 2020 1 Di Luca Sisto

Il passaggio di Roberto Baggio alla Juventus, dopo che per anni era stato una bandiera della Fiorentina, è considerato fra i più dolorosi nella storia del mercato estivo italiano. Un vero e proprio tradimento che, ad anni di distanza, viene ancora ricordato con disappunto dai Viola.

Il ritorno di Baggio a Firenze

Sabato 6 aprile 1991, a Firenze, non è un giorno qualsiasi. L’immaginifica coreografia dello skyline di Firenze dei tifosi viola, accoglie il ritorno al Comunale di Roberto Baggio, per la prima volta da avversario.

La Juventus di Maifredi è al tramonto di un campionato in cui non ha mantenuto le promesse di bel gioco e risultati per cui era stata creata. Dopo la stagione ’89-’90 in cui Zoff era riuscito a portare a casa Coppa Italia e Coppa Uefa, in finale proprio contro la Fiorentina, la Juventus aveva sprecato l’occasione del salto di qualità, necessario per uscire dagli anni di “transizione” post Platini.

La partita si trasforma quindi in un rendezvous fra vecchi innamorati. La Fiorentina da una parte, il Divin Codino dall’altra. I Viola passano in vantaggio con un magistrale calcio di punizione di Diego Fuser al 41′. Il centrocampista trafigge Tacconi sul suo palo. Una parabola magica che sbatte sul montante e gonfia la rete dell’angolo opposto. Sarà il gol partita.
Nel secondo tempo Baggio conquista un calcio di rigore, ma non se la sente di calciarlo. Sul dischetto va De Agostini, secondo rigorista. Mareggini si distende e devia in bello stile il penalty.

Un quarto d’ora più tardi, Baggio esce. Dagli spalti un tifoso lancia la sciarpa Viola al suo indirizzo. Baggio la raccoglie e la porta con sé, fra gli applausi del pubblico, nel tragitto verso gli spogliatoi, lungo la curva. Dirà “è stato un gesto naturale”. Non come lo fu, però, la cessione alla Juve. Il giorno successivo alla finale di ritorno di Coppa Uefa (0-0), giocata sul neutro di Avellino a causa delle intemperanze dei tifosi viola nella gara d’andata (persa 3-1 al Vittorio Pozzo di Torino).

Il trasferimento di Baggio alla Juventus e la rivolta di Piazza Savonarola

Quando, il 17 maggio 1990, in diretta radio, la Fiorentina annunciò il passaggio di Baggio alla Juve per 17 miliardi, a Piazza Savonarola fu vera e propria rivolta.
Baggio dichiarò di essere stato costretto dai Pontello a lasciare Firenze, giusto un mese prima della cessione del club a Cecchi Gori.

Secondo la versione più accreditata, il trasferimento fu orchestrato dal procuratore di Baggio, Antonio Caliendo, facendo leva sulle migliori possibilità di guadagno e di carriera del campione. Baggio non ammise mai pubblicamente la sua volontà di giocare per la Juventus (disse di preferire il Monaco a un certo punto) e, pur sciogliendo le riserve a giochi fatti, affermò di giocare i Mondiali di Italia ’90 “da giocatore della Fiorentina”.
Fu il preludio alle Notti Magiche al fianco del suo futuro compagno di reparto, Totò Schillaci, in Nazionale e alla Juventus.
Baggio lasciava la Fiorentina senza aver ancora toccato l’apice della carriera, che arrivò più tardi, col pallone d’oro del 1993 in maglia bianconera.

Superate le cocenti delusioni mondiali, Roby è stato capace di allungare una carriera che, sotto il profilo degli infortuni, è sempre stata di difficile gestione, fin dalla rottura del crociato pochi mesi dopo gli esordi in serie A.
Il suo posto è nell’olimpo dei calciatori italiani di ogni tempo.
Per alcuni, il più grande di tutti.