Le migliori performance delle curve italiane

Le migliori performance delle curve italiane

Luglio 22, 2020 2 Di Alessandro Amodio

Migliori Ultras d’Italia

Dopo il burrascoso e giusto stop per l’emergenza coronavirus, il campionato italiano, come tanti altri, è ripartito con una novità importante. Per ragioni di sicurezza tutte le partite vengono giocate senza pubblico. Nonostante l’assenza di pubblico consenta di sentire meglio le voci dal campo, ci sono cose che mancano tantissimo. Gli spalti gremiti, i cori delle curve, le coreografie, gli striscioni, elementi che rendono il calcio il meraviglioso sport che noi tutti apprezziamo. Alessandro ci racconta dei migliori ultras d’italia

In questo loop nostalgico del tifo abbiamo voluto elencarvi le migliori performance delle curve delle squadre italiane.

Buon divertimento!

Ascoli

Questo nostro lungo viaggio in giro per le curve della penisola parte dalle Marche, precisamente da Ascoli Piceno. Il picchio, così chiamata la squadra dai propri tifosi, in onore dell’uccello simbolo dell’antico popolo dei Picen, anche presente nello stemma Regionale. L’ Ascoli, fondata nel 1898, e tra le società più antiche e una delle più importanti del Centro Italia. Nella lunga storia ascolana spiccano due personaggi su tutti: uno di nascita e uno di adozione. Parliamo del presidente dei fasti della Serie A, Costantino Rozzi, e di Carlo Mazzone originario di Roma ma ormai trapiantato e legatissimo ad Ascoli Piceno. A sor Carletto è stata dedicata la nuova tribuna est dello stadio Del Duca mentre a Rozzi la curva sud, dove sono ubicati i gruppi più caldi del tifo ascolano.

Dopo anni di assenza, nel 2019, sugli spalti dello stadio Del Duca è ritornato lo striscione del più antico gruppo ultras ascolano, fondato nel 1974. Settembre Bianconero, connotato politicamente a destra, che sembra richiamare in maniera poco celata il gruppo palestinese responsabile degli attentati alle Olimpiadi di Monaco del ’72.

La curva sud, intitolata a Rozzi che fu anche costruttore dell’impianto, è stata demolita. Il progetto prevede la costruzione di una struttura, in sintonia con la tribuna Mazzone, che avvicini gli spalti al campo di gioco in modo che chi indosserà la gloriosa maglia del Picchio sentirà ancora più forte il boato del tifo ascolano.

Atalanta

La Curva Nord Bergamo è una delle più calde d’Italia. Pur non avendo i numeri di piazze più blasonate, sono rispettati ovunque. Molto attivi nel sociale: ricordiamo in particolare, il prezioso contributo per l’ospedale in fiera a Bergamo durante il lockdown di Marzo-Aprile 2020. Il loro leader “Bocia“, uno degli ultras più famosi e carismatici del panorama italiano, è stato ricevuto anche in Senato, al fine di discutere sulle norme relative alla sicurezza negli stadi. Secondo i militanti, il fenomeno del tifo organizzato è pesantemente inibito dalla repressione della polizia e dalle nuove regole all’interno delle strutture.

Ogni anno, in estate, gli ultras atalantini organizzano la “Festa della Dea” in cui vengono presentati i giocatori e c’è una sfilata delle vecchie glorie atalantine. La scenografia è di un livello altissimo, anche se non mancano le polemiche riguardo l’ordine pubblico.

Avellino

L’Avellino calcio ha vissuto il suo periodo d’oro a cavallo fra gli anni ’70 e gli anni ’80, quando i Lupi hanno militato per 10 stagioni consecutive in Serie A. Il pubblico del Partenio è sempre stato molto caldo, tanto che all’epoca fu coniato il termine della “Legge del Partenio“: le salvezze conquistate dai biancoverdi in A furono raggiunte anche grazie al supporto del pubblico.

Sono tanti i video che vedono protagonisti i tifosi irpini ma questo è impressionante. La partita è Lanusei-Avellino, spareggio del Campionato di Serie D girone G per stabilire la squadra promossa in Serie C. L’ Avellino vinse quella partita grazie alla spinta del pubblico giunto in massa allo stadio “Manlio Scopigno” di Rieti.

Da notare la copertura dello stadio reatino messa a dura prova dagli avellinesi.

Bari

Dopo anni difficili soprattutto nel rapporto fra la società (Famiglia Matarrese) e la piazza, a Bari sembra essere tornato l’entusiasmo già prima della rinascita post fallimento con De Laurentiis. Nel 2014 mentre i libri contabili  della società facevano la spola nelle aule di tribunale, sul campo, la squadra allenata da Roberto Alberti Mezzaferro, stava compiendo un vero e proprio miracolo su cui è stato realizzato anche un documentario.

Cinquantamila spettatori per una partita di regular season di Serie B sono una cosa più unica che rara. Per La Bari fu facile avere la meglio sul Novara e strappare il pass per i play-off. Il tifo del San Nicola quella sera fu davvero impressionante, a livello di un big match di Champions League.

Brescia

Gli Ultras Bresciani sentono molto la rivalità con i cugini dell’Atalanta. Il derby della provincia lombarda è uno dei più caldi d’Italia e nella stagione 2019/2020 si è nuovamente disputato, seppur in un sostanziale squilibrio di forze in campo. Fra i duelli più celebri ricordiamo quello del 3-3 con la famosa corsa di Mazzone.

Gli ultras bresciani vantano un antico gemellaggio con quelli del Milan che dura da più di 30 anni, molto sentito da entrambe le tifoserie. Una delle vicende più tristi del tifo bresciano è quella di Paolo Scaroni (Omonimo del Presidente del Milan) che il giornalismo di massa ha spesso dimenticato.

Nel video i tifosi Bresciani incitano la loro squadra prima del derby con l’Atalanta e questa volta sono i giocatori a girare i video dello spettacolo offerto dai loro tifosi. Chiedono che in campo vadano 11 leoni: essendo Brescia la città conosciuta come la “Leonessa d’Italia” è una richiesta più che lecita. Purtroppo la carica dei tifosi non ha sortito l’effetto sperato, troppo più forte l’Atalanta di Gasperini che si è imposta per 3-0 al Rigamonti.

Cagliari

Il tifo organizzato cagliaritano è guidato dal gruppo “Sconvolts 1987“. Fra i più longevi e rispettati in tutta Italia. Dopo lo scioglimento dei Furiosi, avvenuto negli anni ’90 a causa del furto dello striscione da parte dei milanisti, sono l’unico gruppo organizzato a sostenere il Casteddu, come da loro chiamato. La vita dei tifosi Cagliaritani non è semplice, visto che in ogni trasferta è necessario utilizzare almeno due mezzi di trasporto, di cui spesso uno è l’aereo: un affare complesso.

I più attenti noteranno che durante le partite casalinghe, la curva del tifo più caldo cagliaritano non è costellata da bandiere, strisiconi e sciarpe, mentre qui è totalmente il contrario. Non è un fatto accidentale: gli Ultras Cagliaritani, pur presenti ad ogni partita casalinga, hanno adottato uno stile casual sul modello inglese. Tutto al fine di rendere più difficile l’identificazione dei militanti.

Catania

Purtroppo il tifo catanese è conosciuto soprattutto per la triste vicenda dell’ispettore di Polizia Raciti.

I Catanesi vantano un particolare record: in occasione dello spareggio, nel giugno 1983, per salire in A contro la Cremonese ci fu il più grande esodo di massa del calcio italiano, con 40.000 Catanesi che gremirono gli spalti dell’Olimpico. Gli etnei conquistarono la promozione in massima serie a discapito delle due lombarde Como e Cremonese.

La curva catanese sembra una vera e propria torcida Argentina sia come colori che come ritmo dei cori. Nonostante le difficoltà societarie che hanno portato gli etnei in Serie C, nel giro di pochi anni, sugli spalti del Cibali il tifo è ancora molto caldo e variopinto come ai tempi della Serie A.

Cavese

Cava de’ Tirreni è una cittadina di oltre 50 mila abitanti in provincia di Salerno. La squadra locale, la Cavese, è salita alla ribalta nazionale nel 1982 per la famosa vittoria a San Siro contro il Milan nel campionato di Serie B. La Curva sud Catello Mari, dedicata a un giocatore della Cavese morto per un incidente stradale mentre tornava a casa dopo i festeggiamenti per la promozione in C1, è fra le tifoserie più conosciute del calcio italiano.

Il video “Dale Cava“, che riprende il ritmo del Dale Boca, è virale ed è ormai un marchio di fabbrica del tifo metelliano. Nel video è possibile apprezzare il ritmo, la compattezza e una voglia di cantare che neanche la pioggia battente può fermare. Gli striscioni sono rivolti contro gli orari assurdi delle partite per esigenze televisive, invocando che si giochi sempre alle 15 come da tradizione.

Fiorentina

Osservando le immagini di qualche anno fa della tifoseria viola si nota una cosa molto interessante, che rispecchia un calcio sempre più lontano dallo stadio e sempre più ostaggio delle tv. Che fine hanno i tifosi stipati in Curva Ferrovia? Oggi il tifo caldo del Franchi è solo in Curva Fiesole, la Curva Ferrovia è spesso deserta o, nei casi in cui vi è una massiccia presenza di tifosi in trasferta, usata come allargamento del settore ospiti.

Come da tradizione l’ingresso in campo delle squadre sul prato verde dell’Artemio Franchi è accompagnato dall’inno di Narciso Parigi. Reso famoso ai più grazie alla trasmissione “quelli che il calcio” il cui regista, Beldì tifoso della Fiorentina, sparava la musichetta ad ogni gol dei viola.

Con lo scioglimento del collettivo autonomo viola, la tradizione ultras è portata avanti dal gruppo “unonoveduesei” (che richiama l’anno di fondazione della squadra). La rivalità più accesa, oltre a quelle campanilistiche di origine medievale, è con la Juventus acutizzata dai vari trasferimenti degli idoli della tifoseria viola in maglia bianconera. Uno su tutti quello di Roby Baggio.

Foggia

Sono lontani i tempi del Foggia dei miracoli con Zdenek Zeman in panchina, ma il calore del tifo foggiano è rimasto sempre vivo, sia sugli spalti dello Zaccheria che in trasferta. La tifoseria Foggiana, insieme a quella del Napoli, è l’unica ad avere gruppi organizzati in entrambe le curve. Negli altri stadi, salvo qualche sparuta rappresentanza, la curva del tifo più caldo è una sola.

Da notare, nel video, che i Foggiani vincono nettamente il duello con i tifosi del Parma nonostante siano in trasferta: la curva sud e la curva nord hanno sovrastato i padroni di casa, i cori cantati dai foggiani si sentono forte e chiaro. La vittoria sul campo è andata ai Ducali ma sugli spalti la supremazia dei Satanelli è stata lampante.

Genoa

Come è noto, il Genoa Cricket and Football Club, fra quelli ancora esistenti, è il club più antico d’Italia essendo stato fondato nel lontano 1893. Nonostante siano passati quasi 100 anni dall’ultimo scudetto datato 1924 ed esista la forte concorrenza della Samp, in città il tifo rossoblù è ancora molto caldo e numeroso.

La gradinata nord dello stadio Luigi Ferraris somiglia molto alla Kop, tanto che spesso in sottofondo passa la canzone “You’ll never walk alone” e sulla balconata del secondo anello vi è uno striscione con tale scritta a caratteri cubitali.

Il derby della lanterna è uno dei più belli d’Italia, se non il più bello, e lo spettacolo sugli spalti spesso è di gran lunga superiore a quello in campo. Genoa-Samp è una partita che vale quasi sempre la stagione: sarebbe un peccato fare brutta figura con i propri cugini!

Hellas Verona

La tifoseria veronese è una delle più “facinorose” del calcio italiano. Apertamente dichiarati come di destra (sono note le simpatie con gruppi nazifascisti) il tifo gialloblù spesso è finito nell’occhio del ciclone. Con lo scioglimento delle “Brigate” oggi è il gruppo Hellas Army a guidare la curva sud del Bentegodi. Il loro stile riprende quello degli Hooligans Inglesi e il gruppo vanta una forte amicizia con l’ala organizzata dei tifosi del Chelsea.

Negli anni 2000, complice la crisi del Verona e la contemporanea ascesa del Chievo, la supremazia cittadina è stata in discussione. I tifosi gialloblù hanno accusato Campedelli di voler sottrarre simpatizzanti all’Hellas, tanto che vi sono state dispute fra le due società sia sul simbolo che sui colori sociali. Sul campo negli ultimi anni sembra che le gerarchie si siano ristabilite, mentre sugli spalti non vi è mai stato dubbio su quale fosse la tifoseria più numerosa e calorosa in città.

Inter

Alle spalle della Juventus, l’Inter, insieme ai cugini milanisti, è la squadra con più tifosi del nostro calcio. Il gruppo più famoso sono i “Boys San Siro” fondati nel 1969. Negli ultimi anni il tifo organizzato interista si è unito, per un più semplice coordinamento, in un unico gruppo denominato “Curva Nord ’69”.

In un’atmosfera underground anni ’80 i tifosi dell’Inter, prima di giungere al Signal Iduna Park, cantano forte il loro amore per i colori e per la maglia nerazzura rimarcando a gran voce che “il vero tifoso non molla mai”.

Juventus

Parlare dei numeri della tifoseria juventina è ridondante. Fra i tanti soprannomi della Juventus vi è anche quello della “Fidanzata d’Italia“. La Juve è polarizzante: si ama o si odia. Nonostante abbia molti haters, può contare su numerosi tifosi da Nord a Sud della nostra penisola (e nelle isole, in particolare in Sicilia), nonché ovviamente in tutto il mondo, essendo un brand globale.

Fra i gruppi organizzati spiccano i Drughi che riprendono il nome e anche il simbolo dai protagonisti del capolavoro di Stanley KubrickArancia Meccanica“. Nel video ammiriamo lo spettacolo offerto dai tifosi bianconeri nel vecchio Stade de Gerland di Lione.  Questo coro è cantato anche nella curva sud dello Stadium, ed è una sorta di contest fra l’anello superiore e l’anello inferiore. I poliziotti francesi, in assetto antisommossa, sembrano godersi lo spettacolo della tifoseria bianconera.

Lazio

La tifoseria laziale, come quella veronese, si dichiara apertamente di estrema destra, richiamando spesso il mito dell’aquila imperiale ed il collegamento con il regime fascista. Il gruppo principale della Nord è quello degli “Irriducibili“, un nome che incarna bene i concetti di resistenza, attaccamento alla maglia e amore per il tifo che niente e nessuno potrà mai intaccare.
I laziali sono una tifoseria molto calda, ma la morte di due tifosi, a distanza di diversi anni l’uno dall’altro, ha avuto un grande impatto sui media nazionali e stranieri: Paparelli negli anni ’70, e più di recente Gabriele Sandri nel novembre 2007, per mano di un poliziotto, a seguito della quale si scatenò una vera e propria rivolta degli Ultrà di tutta Italia.

In occasione dell’evento denominato “Di padre in figlio” per celebrare l’amore per i colori biancocelesti che si tramanda di generazione in generazione, la canzone “I Giardini di Marzo” di Battisti fa da colonna sonora. Aggiungere qualcosa sarebbe superfluo, meglio ascoltare lo spettacolo e la passione con cui cantano i tifosi laziali e stare attenti che non scenda qualche lacrimuccia.

Lecce

Nel 2012 dopo la retrocessione in B e le successive indagini della procura federale, nell’inchiesta sul calcio scommesse, i salentini scivolano in Lega Pro. La risalita è tutt’altro che semplice, non riuscendo mai a superare l’ostacolo dei playoff. Emblematica la sconfitta in finale con il Carpi nel 2013 quando tutta la città era già pronta a festeggiare il ritorno in B. Festa che si trasformò in guerriglia.

Con il ritorno in A dopo 7 anni è tornato anche l’entusiasmo in Salento. Grazie a prezzi agevolati e politiche di fidelizzazione, nella stagione 2019/20 il Lecce ha raggiunto la cifra record di 18.662 abbonati. Facendo meglio di piazze blasonate come Napoli, Torino, Genoa, Cagliari.

Uno dei tanti motti che caratterizzano il mondo ultras è “Ultras nella vita non solo alla partita“. In questo breve video gli Ultrà Leccesi spiegano che cosa significhi questo. Non sono sugli spalti del “Via del Mare”, in campo non ci sono i loro beniamini giallorossi. I loro cori e il loro stile di vita, in questo caso, sono per Ilaria Cucchi, che era a Lecce per un forum sui giovani, invitandola a non mollare e in un coro intriso di empatia onorano la memoria di suo fratello Stefano.

Lebowski (Firenze)

Non è semplice trovare una correlazione tra il film dei fratelli Cohen e il calcio italiano. La squadra della provincia di Firenze trae il nome proprio dal protagonista della pellicola.

Il Lebowski è un unicum nel panorama del calcio italiano. La squadra è gestita completamente dalla curva (denominata Curva Moana Pozzi) composta da ex tifosi della Fiesole. A detta loro, la repressione e il business caratterizzanti il calcio moderno hanno reso impossibile seguire la propria passione nelle categorie nazionali, al punto che hanno deciso di (ri)fondare una società tutta loro. Attualmente il Centro Storico Lebowski milita in Promozione Toscana, non male per una società che era partita dalla terza categoria senza investitori alle spalle.

Da oltre 15 anni i tifosi grigioneri danno spettacolo in tutti i piccoli stadi delle varie province toscane. Nella notte dei 10 anni del Lebowski, gli Ultrà della “Pozzi” hanno dato il meglio di sè con torciate, cori a intermittenza e uno striscione emblematico. Negli attimi che precedono il fischio d’inizo della partita i giocatori in campo sembrano affascinati dallo spettacolo: non capita spesso di giocare davanti a un pubblico del genere nelle categorie amatoriali.

 

Livorno

Se Lazio e Verona rappresentano le tifoserie politicamente schierate a destra, quella dei Labronici è un baluardo della sinistra proletaria. Spesso nella curva del Picchi ci sono bandiere con l’immagine del Che e vengono cantate canzoni accostate all’ideologia di sinistra, ovviamente sottoforma di cori.

Silvio Berlusconi non ha mai lesinato critiche nei confronti della sinistra, facendone un suo cavallo di battaglia per l’ascesa politica. Questa è l’accoglienza che, in occasione di Livorno-Milan, gli ha riservato l’Ardenza. Infine non può mancare “Bella Ciao“, per rimarcare la matrice antifascista degli Ultrà livornesi.

L’ Aquila

Il cuore pulsante del tifo Aquilano sono i Red Blue Eagles ’78. Dopo l’ennesimo fallimento (il terzo in meno di 25 anni) sono diventati proprietari del club che adesso milita in Eccellenza. La tifoseria Aquilana è molto attiva nel sociale, non facendo mancare il proprio contributo di solidarietà come avvenuto in occasione del terremoto del 2009 e, in ultimo, le donazioni in favore degli alpini di Bergamo per fronteggiare l’emergenza Covid nella città Orobica.

Un giorno all’Improvviso: quante volte abbiamo sentito questo coro negli stadi italiani e non, uno su tutti il San Paolo di Napoli. Nonostante gli ultrà partenopei abbiano fatto conoscere al grande pubblico questo coro, gli “autori” che hanno trasformato il brano dei Righeria in un coro da stadio sono stati proprio loro, i RBE 1978. In questo video è possibile ammirare lo spettacolo, il calore e la compattezza della curva dell’ex stadio Fattori, ora abbandonato per il nuovo e più capiente Stadio Gran Sasso d’Italia. Sperando che grazie anche al contributo dei loro tifosi e della loro gente L’ Aquila possa risorgere.

Messina

Dopo l’epopea Franza, in cui il Messina ha disputato tre stagioni in massima serie, a cavallo della metà degli anni 2000, i peloritani sono sprofondati nei Dilettanti. Tra fallimenti, fusioni e cambi di denominazioni il tifo messinese e un po’ allo sbando. Attualmente ci sono due società, con i medesimi colori sociali, a rappresentare la città di Messina: lo storico A.C.R. e l’F.C. La tifoseria Messinese ha espresso chiaramente di voler una sola squadra in riva allo stretto, affermando che questo campanilismo interno non faccia il bene di nessuno.

Il derby dello stretto è una delle rivalità più romantiche del calcio italiano. In questo video è possibile ammirare la goliardìa dei tifosi messinesi che riprendendo un coro degli argentini, durante i mondiali del 2014 in Brasile, ricordando ai rivali Reggini quali sono le loro origini.

Milan

Dici tifoseria Milan, leggi Fossa dei Leoni, la storia del tifo organizzato in Italia che ha cessato di esistere nel 2005. Oggi la tifoseria rossonera, al pari dei cugini interisti, è unita e compatta dietro un unico nome “Curva Sud Milano” che riunisce tutti i gruppi organizzati. Nonostante il Milan manchi ad alti livelli da alcuni anni, è ancora uno dei club con più tifosi in Italia e in Europa.

La vocazione europea del Milan è cosa nota: qui i tifosi incantano il pubblico dell’Emirates totalmente ammutolito, vista l’ormai l’assenza di tifo organizzato negli stadi inglesi. Nonostante l’inevitabile eliminazione del Milan, negli ottavi di Europa League, i supporters rossoneri cantano insistentemente, incarnando quello che è lo spirito di ogni vero tifoso che si rispetti “al di là del risultato“.

Napoli

Quella partenopea è una tifoseria da sempre conosciuta per il suo calore e il legame morboso fra la città e la sua squadra di calcio, racchiuso nella frase “Il Napoli non è una semplice squadra di calcio ma lo stato d’animo di un popolo“. La passione per la maglia azzurra è nota in tutto il mondo, fra le squadre italiane il Napoli è al quarto posto per numero di tifosi. La Curva A e la Curva B e i numerosi gruppi che le rappresentano hanno fatto la storia del tifo organizzato.

Napoli Juventus non è mai una partita come le altre, figuriamoci quando vale uno scudetto, come quella del 22 Aprile 2018. Grazie al goal di Koulibaly i partenopei espugnarono lo Stadium. La carica dei tifosi partenopei ai giocatori in partenza per Torino è folle, con il pullman della squadra completamente imbottigliato nella marea azzurra. Si sono visti pullman di squadre che celebravano trionfi, in giro per le varie città, con meno tifosi a supportarli.

Palermo

Maurizio Zamparini è stato croce e delizia del calcio Palermitano negli ultimi 20 anni. Arrivato nell’estate del 2002, in pochi anni ha portato il Palermo ai vertici del calcio italiano, acquistando (e rivedendo a prezzi piuttosto esosi) fior di giocatori, che hanno permesso di raggiungere una finale di Coppa Italia e svariate qualificazioni in Coppa Uefa. L’avventura però si è chiusa nel peggiore dei modi, con il fallimento. Nei primi anni della sua gestione il Barbera faceva registrare spesso il tutto esaurito, mentre negli ultimi anni complice la non impeccabile gestione, ormai sul viale del tramonto, alcune scissioni in seno alla curva palermitana hanno ridotto drasticamente il numero delle presenze sugli spalti.

Premettendo che il coro é molto più bello e orecchiabile del tormentone estivo di J-Ax, la performance dei tifosi palermitani è sublime. Rappresenta la loro risposta al fallimento del Palermo Calcio e la conseguente retrocessione in D a dimostrazione, ancora una volta, che ai tifosi non importa la categoria, perchè la maglia si ama a prescindere da essa, ma è necessario che da parte dei dirigenti delle società ci sia coerenza, chiarezza e che non si provi esclusivamente a lucrare sulla passione dei tifosi.

Perugia

Allo stadio Renato Curi, nella curva degli ultrà perugini spicca lo striscione del gruppo organizzato più famoso, “Armata Rossa“. Non è difficile capire la connotazione politica della curva perugina. Altri gruppi come gli Ingrifati e la Brigata sostengono costantemente la compagine umbra. La rivalità più sentita è con i corregionali della Ternana mentre vantano un gemellaggio con la tifoseria isolana dell’Ischia.

Il Renato Curi con qualche piccolo accorgimento potrebbe essere un vero gioiellino, mentre la curva perugina non ha bisogno di niente per competere con le migliori tifoserie del calcio italiano.

Pisa

La Toscana insieme all’Emilia Romagna è sempre stata una cosiddetta roccaforte rossa nello scenario politico italiano. Anche la curva pisana, seppur in maniera più lieve rispetto ai cugini livornesi, è politicamente schierata a sinistra. Il Pisa dopo gli anni ’80, in cui la piazza ha assaggiato con costanza la massima serie, fa l’ascensore tra B e C. Le rivalità più sentite, che traggono origini dal campanilismo medievale, sono con i tifosi del sopracitato Livorno e quelli della Fiorentina.

Nel 2016 per una disputa burocratica fra comune e società sulla concessione dell’Arena Garibaldi la partita Pisa-Ascoli fu disputata a porte chiuse. La tifoseria Pisana non si perse d’animo, radunandosi fuori i cancelli della Curva nord per sostenere la squadra. Emblematica la scena con protagonista Rino Gattuso, allenatore dei pisani, che esorta i giocatori ad andare a ringraziare, come si vede dal video, i tifosi.

Reggiana

La storia della tifoseria Reggiana merita di essere raccontata, soprattutto per la dura battaglia contro un colosso come la Mapei, proprietaria del Sassuolo.

Dopo il fallimento della Reggiana, il Sassuolo ha comprato lo stadio Giglio, eliminando ogni simbolo che potesse far riferimento alla Reggiana. Con l’ascesa del Sassuolo e il declino della Reggiana, la Mapei ha cercato di accaparrarsi  tifosi in quel di Reggio Emilia, impedendo alla Reggiana di giocare nello stadio della loro città. Dopo un accordo con il sindaco e dietro il pagamento di un abbastanza oneroso, la Reggiana è tornata a giocare al Giglio (Mapei Stadium). I Reggiani non hanno mai mollato, pur con squadre mediocri in C hanno sempre fatto più spettatori del Sassuolo in Serie A. “Via il Sassuolo da Reggio” è il nome di questa campagna, appoggiata anche dagli storici ultrà del Sassuolo, i quali dopo la decisione di giocare a Reggio Emilia non seguono più la squadra.

Il video scelto, di tutti quelli presenti in questa raccolta, è il primo girato dopo il lockdown di Marzo-Aprile 2020.

Dopo 21 anni fatti di fallimenti, scarsi risultati, l’annosa questione con la famiglia Squinzi, la città del tricolore è ritornata in B. La gioia per la promozione conquistata ai danni del Bari ha fatto saltare qualsiasi protocollo anticovid.

Reggina

Come l’altra Reggio anche i calabresi nel 2020 sono tornati in B dopo qualche anno. Alla guida della società amaranto vi è un giovane ed ambizioso presidente, Luca Gallo, romano ma di origini calabresi, che punta in alto sperando di riportare il club ai fasti di Lillo Foti.

In questo coro la tifoseria amaranto riassume le vicende della squadra degli ultimi anni, nonostante ora non sia più una grande per i tifosi resta sempre una Reg(g)ina e come tale viene trattata, con la speranza di ritornare presto a calcare i palcoscenici della Serie A.

Roma

La tifoseria Romanista è fra le grandi del calcio italiano. Vari studi di ricerca fanno notare che non risulti uniformemente schierata dal punto di vista politico. La rivalità più sentita è ovviamente con i cugini della Lazio e, in seconda battuta, con quelli del Napoli. Le due tifoserie erano gemellate prima del gesto di Salvatore Bagni, che sancì la definitiva rottura. Questa rivalità si è acuita sempre più (culminata con la morte del tifoso napoletano, Ciro Esposito) attualmente Roma-Napoli è una partita ad altissimo rischio.

Nel video proposto (certo la partita era di quelle importanti Roma – Barcellona) lo spettacolo offerto dall’Olimpico e dalla Curva Sud in particolare, è mozzafiato. Grazie alla spinta incessante della tifoseria giallorossa la squadra allenata da Di Francesco, è riuscita a ribaltare il 4-1 dell’andata con il goal di Manolas nel finale.

Salernitana

Nonostante la vicinanza con Napoli e due sole stagioni in massima serie, in oltre 100 anni di storia, la città di Salerno e parte della provincia meridionale sono state sempre molto legate alla squadra cittadina. Quella con Napoli è una delle rivalità più sentite, soprattutto in quel di Salerno. Memorabile la coreografia dei primi anni 2000 dei dieci strati di morbidezza.

La Curva Sud Siberiano, in onore di Carmine Rinaldi detto “Il Siberiano” (storico capo ultrà morto improvvisamente), sul fronte coreografie non è seconda a nessuno.

Jamm a vere” è un espressione tipica del dialetto salernitano che sta a significare l’esortazione a muoversi e a darsi da fare. Lo spettacolo della curva Siberiano è fantastico. Spalle al campo si balla e si salta tutti insieme. Ci si diverte come se fosse in una discoteca e il capo ultrà Mino Caputo, in questo frangente, sembra un vocalist che anima le serate nei locali.

Sambenedettese

L’incendio del Ballarin è la più grande tragedia in uno stadio di calcio italiano. Due ragazze di 20 anni persero la vita. Oggi la Samb gioca al “Riviera delle Palme“, un vero gioiellino, e all’esterno della curva nord aleggia, a caratteri cubitali, la scritta “IL TEMPIO DEL TIFO“, altro nome con cui è conosciuto lo stadio.

I bambini raccattapalle che saltano e cantano a ritmo con la curva sono una delle cose più belle ed emozionanti che troverete su youtube. La poesia del calcio in 50 secondi. Giovani e meno giovani, fianco a fianco, cantano con la stessa intensità e la stessa passione ciò che la loro squadra cittadina rappresenta nelle loro vite.

Sampdoria

Se oggi nel gergo comune sentiamo la parola “ultras” il merito è della tifoseria blucerchiata. Il primo gruppo di tifo organizzato con tale denominazione sono stati gli Ultras (Uniti Legneremo Tutti i Rossoblu A Sangue) Tito Cucchiaroni in onore del calciatore argentino che a cavallo fra gli anni ’50 e ’60 ha militato nella Samp.

Come già detto per il Genoa; il derby della Lanterna è una partita che vale la stagione, soprattutto per le tifoserie. Difficile stabilire chi abbia la supremazia cittadina: la Gradinata Nord e la Gradinata Sud sono soltanto un bene per il nostro calcio e in occasione del derby sfoggiano il meglio del loro repertorio.

Spal

Dopo 49 anni di assenza, nel 2017, la Spal è ritornata in Serie A grazie alla splendida cavalcata con Leonardo Semplici sulla panchina spallina. In seguito a due meritate salvezze, nella stagione 2019/2020 la Spal è retrocessa con 4 turni d’anticipo. Auguriamo ai ferraresi di tornare presto in A per poter riammirare nella massima serie lo spettacolo della Curva Ovest.

Nella curva ovest del Paolo Mazza spicca, oltre alla scritta “non camminerai mai sola”, anche lo sventolio della bandiera con il volto di Federico Aldrovandi (vicenda molto simile a quella di Stefano Cucchi) ragazzo di Ferrara, i cui tifosi non hanno mai dimenticato nonostante siano trascorsi più di dieci anni dalla morte.

Il coro “Per la ovest facci un goal” ha spesso trascinato i giocatori spallini soprattutto quando si trovavano ad attaccare sotto la loro curva. Memorabile Spal-Juventus 2-1 in rimonta grazie proprio alla loro spinta.

Ternana

Le frere vantano una fortissima amicizia con la tifoseria bergamasca. Spesso, durante le partite delle due squadre, è possibile notare gli striscioni dei gruppi della tifoseria amica. La rivalità più sentita è ovviamente quella con i cugini perugini, per il primato regionale.

Come quella perugina anche la tifoseria rossoverde, essendo Terni una città operaia, è politicamente schierata a sinistra. Realizzare un goal ed esultare sotto la curva est era il sogno, poi realizzato, di Riccardo Zampagna ex operaio amatissimo sia a Terni che a Bergamo.

Torino

Parliamoci chiaro: tifare Torino non è più così semplice. Eppure i granata, quantomeno in città, sembrano avere gli stessi tifosi della Juventus. Dopo il periodo di crisi negli anni ’90 e 2000 il Toro è stabilmente in Serie A, anche se con risultati modesti. Sono lontani anni luce, non solo i tempi del Grande Torino di Mazzola, ma anche quelli di Pulici e Graziani.

La Curva Maratona con questo coro oltre a trascinare la squadra, invita quelli rimasti a casa a cercare di meglio nel vasto palinsesto televisivo, piuttosto che guardare il Toro. Un concetto che attribuisce superiorità ai tifosi che vanno allo stadio nei confronti di quelli che seguono la squadra in Tv.

Vicenza

Gli anni ’90 sono stati il periodo di massimo splendore del Vicenza: la Coppa Italia in finale col Napoli, la semifinale di Coppa delle Coppe. Il nuovo millennio per i Berici non è stato rose e fiori, culminato con il fallimento. Ma Vicenza, lo tiene inciso nel nome (dal latino vincente), è una città che non ci sta a mollare. Nel 2018 Renzo Rosso fondatore del marchio Diesel, fra gli uomini più ricchi d’Italia, decide di spostare il titolo sportivo del Bassano Virtus. Fra Vicenza calcio e la moda vi è un legame molto stretto. Prima Lanerossi, azienda tessile entrata come sponsor, ormai parte integrante nella denominazione del club, poi Pal Zileri i cui cartelloni pubblicitari, nel periodo d’oro, erano ben visibili sopra i Distinti dello stadio Menti.

 

Vicenza e Pescara vantano il più antico e longevo gemellaggio nella storia del calcio. Dal 1977 vi è questo forte rapporto palesato anche con alcuni slogan “Pescara e Vicenza nessuna differenza; Vicenza e Pescara nessuno ci separa“. Il gemellaggio è ormai riconosciuto anche a livello societario. Nel 2017 in occasione dei 40 anni le squadre sono scese in campo scambiandosi i colori delle maglie. Il Pescara con la maglia biancorossa e il Vicenza con quella biancoazzurra.

 

Fare una selezione non è stato semplice e purtroppo, per ragioni di lunghezza, non sono state inserite molte piazze, incluse alcune di quelle più importanti. Il senso di questa raccolta, chiaramente, non è elogiare l’una o l’altra tifoseria. Ma ricordare che il tifo in Italia resta un fenomeno socioculturale molto influente, seppur trattato spesso con superficialità dai media.

In questo periodo ci siamo resi conto di quanto il calcio sia uno sport completamente diverso senza il calore del pubblico sugli spalti. Occorre una riforma seria (fatta non di repressione e regole machiavelliche) che vada a ridisegnare il rapporto con il tifo, al fine di evitare episodi di violenza e renderlo un elemento centrale nel sistema calcio. D’altronde è anche grazie al tifo se il calcio italiano è uno dei più apprezzati al mondo.