Gianluca Lapadula e il Perù: dalle Ande alle Alpi e ritorno

Gianluca Lapadula e il Perù: dalle Ande alle Alpi e ritorno

Agosto 3, 2020 Off Di Alessandro Amodio

Per Lunedì Proletario, la storia di Gianluca Lapadula, col Perù nel cuore, di cui oggi è nazionale, dopo aver esordito in amichevole con l’Italia. Una carriera comunque ottima in serie A per un attaccante completo e moderno.

 

“Cosa stai facendo? Ti sei mangiato di nuovo tutti i torroncini, ti ho visto!”

“Ehmm zio…avevo fame, sono qui da stamattina alle 9!”

“Bene figliolo ascolta, tu sei qui per lavorare! L’ho promesso a tua madre visto che a scuola non ci sei voluto andare più, se non ti comporti bene non ti farà giocare più a calcio. Già chiudo un occhio che arrivi sempre in ritardo.”

“Hai ragione zio, scusami, non accadrà più.”

Alcune ore dopo.

“Ciao mamma, sono a casa.”

“Allora? come è andato il lavoro oggi? Non è che hai fatto arrabbiare tuo zio?”

“No, assolutamente.”

“Dimmi la verità, lo sai che mi accorgo se c’è qualcosa che non va.”

“No no davvero, non è successo niente di che.”

“Non mentirmi. Se non hai voglia di lavorare te ne torni a scuola, non importa se verrai retrocesso nelle classi con quelli più piccoli di te, ci andrai lo stesso e scordati il calcio!”

“No mamma, ti prometto che mi impegnerò il doppio, sia al lavoro la mattina che negli allenamenti, sai quanto ci tengo a giocare a calcio.”

“E allora vedi di filare dritto. Questa settimana niente allenamenti il pomeriggio, dopo il mercato, lavorerai con noi al negozio e non voglio sentire repliche.”

Lapadula ha cominciato nelle giovanili della Juventus dove fu scartato nel 2004. Terminate le scuole medie decise di non proseguire gli studi preferendo lavorare con lo zio.

In carriera ha girovagato tanto, sin dalle giovanili, per lui anche un’esperienza in Slovenia. Esplode in C a Teramo dove, insieme ad Alfredo Donnarumma, forma una coppia d’attacco irresistibile conquistando la promozione, poi annullata a seguito di illecito sportivo.

Dopo la strepitosa annata resta in Abruzzo ma a Pescara e a suon di goal, 27 in campionato e 3 nei play-off, trascina la squadra in Serie A e su di lui mettono gli occhi le big del calcio italiano.

Nel frattempo il Perù, essendo la madre peruviana, lo convoca per la Coppa America ma rifiuta aspettando una chiamata azzurra, che arriverà poco più tardi. Una sola presenza con gli azzurri ma 3 goal realizzati nella sfida contro San Marino vinta per 8-0.

Il Milan lo acquista dal Pescara per 9 milioni più bonus. Il suo bilancio con i rossoneri è di 8 goal in 27 presenze, con la conquista della Supercoppa Italiana contro la Juventus. Tuttavia, nonostante il suo impegno e la sua grinta siano graditi ai tifosi rossoneri, non rientrerà più nei piani della società e a fine stagione passa al Genoa.

Il rapporto con il Grifone non decolla e dopo 2 anni con tante panchine e solo 7 goal lascia la Liguria e approda in Salento, terra d’origine di suo padre.

A Lecce disputa la miglior stagione in A dove raggiunge la doppia cifra con 11 reti, purtroppo non abbastanza per evitare la retrocessione.

Decide quindi di accettare la chiamata del Perù, con cui esordisce in occasione delle qualificazioni al prossimo Mondiale, che però difficilmente li vedrà presenti.

Lapadula sembra però tornato il bomber di Pescara, e sembra del tutto probabile che possa restare in A, non solo col Benevento, come quest’anno, ma anche nelle prossime stagioni.