Dan Friedkin: un (altro) americano a Roma

Dan Friedkin: un (altro) americano a Roma

Agosto 6, 2020 Off Di Luca Sisto

Dan Friedkin ha acquistato la Roma da un altro americano, Pallotta, mai amato dalla piazza. Riuscirà Friedkin a costruire una grande Roma?

Alla ricerca della romanità perduta

Da James Pallotta a Dan Friedkin, l’AS Roma cambia proprietà ma resta in mani americane. Quella della Città Eterna con gli statunitensi è una storia centenaria. Da “Vacanze Romane” all’indimenticabile interpretazione di Alberto Sordi in “Un americano a Roma”, la reciproca fissazione che coinvolge arte e cultua pop, di cui il calcio ne è straordinaria espressione, lega inestricabilmente la Capitale col business a stelle e strisce.

Dopo il fallimento della trattativa con il tanto vituperato George Soros, fu la cordata guidata da Thomas Di Benedetto ad acquisire la Roma nel 2011. Finita l’era Sensi padre e figlia, con in dote lo Scudetto firmato Capello, Totti, Batistuta e compagnia, la Roma cominciava lentamente a perdere la sua romanità.

Con la presidenza Pallotta, ormai indiscusso proprietario del club dopo aver acquisito le restanti quote di minoranza da Unicredit, si è avviato un processo di de-romanizzazione, approfittando della senescenza dei fuoriclasse che hanno fatto grandi i giallorossi negli ultimi 20 anni: il Capitano, Francesco Totti (ritirato), il Capitan Futuro, Daniele De Rossi (un ultimo romantico sussulto al Boca), e infine l’ultimo capitano, Alessandro Florenzi (al Valencia).

Dove ha fallito Pallotta

L’italo-americano di Boston, ha messo in piedi un progetto ambizioso che si è però scontrato con due problematiche cruciali: la prima, l’indiscussa superiorità della Juventus, che ha lasciato la Roma senza alcun titolo in queste 9 stagioni. Il fatto che la Lazio abbia invece portato a casa dei trofei (2 Coppe Italia e due Supercoppe), ha solo acuito il comprensibile malumore dei tifosi.

La seconda, ben più grave per i princìpi messi appunto da Pallotta, l’incapacità dell’amministrazione cittadina di venire incontro alle esigenze della proprietà giallorossa. Principale motivo del contendere, il mega-progetto del nuovo stadio. Prima annunciato, lanciato e sponsorizzato come un grande successo del nuovo connubio Comune di Roma Capitale – AS Roma, poi, rallentato in maniera frustrante come fosse la Metro C. Pallotta ha perso la pazienza e, forse, ha capito che il gioco da parte sua non valesse più la candela. A quel punto ha cercato nuovi compratori, dimostrando che l’investimento nel club non era altro per lui che un business di breve termine.

La trattativa col Gruppo di Dan Friedkin

Sempre dagli USA arriva il Gruppo Friedkin, di cui dal 2017, con la morte del padre, Dan Friedkin è proprietario e leader. Friedkin ha un patrimonio stimato intorno ai 4.1 mld $, con investimenti che vanno dalla distribuzione e vendita delle auto a marchio Toyota in diversi Stati, al settore dell’hotellerie di lusso (con diverse proprietà ad Aspen e Cabo San Lucas), fino alla produzione cinematografica (tra le pellicole principali, anche “The Mule” di Clint Eastwood recentemente).

Il primo contatto in gennaio lasciava presagire la fumata bianca. Ma è stata la successiva emergenza covid-19 a bloccare la trattativa. Un mese fa, sembrava che tutto fosse destinato a naufragare, ma nella notte fra il 5 e il 6 agosto, Pallotta e Friedkin hanno trovato l’accordo per la cessione del club per una valutazione complessiva di 591 mln di Euro (fonte il Sole 24ore).

Quale futuro attende la Roma di Dan Friedkin

Entro fine mese di agosto, Dan Friedkin dovrebbe a tutti gli effetti diventare il nuovo presidente giallorosso. Considerato fra i 500 uomini d’affari più ricchi al mondo, resta da capire quanto della sua forza economica abbia intenzione di inserire nel progetto Roma.

La squadra, appena conclusa la stagione con l’uscita di scena dai playoff di Europa League per mano del Siviglia, e con la certezza di partecipare nuovamente alla stessa competizione nel 2020-21, ha basato le ultime due campagne acquisti su una necessità di cedere pezzi pregiati e generare plusvalenza che i tifosi non hanno mai digerito. La Roma si è progressivamente indebolita, aumentando il gap dalla Juventus nonostante il progetto tecnico portato avanti dal portoghese Paulo Fonseca, e venendo sopravanzata da Inter, Atalanta e Lazio in graduatoria.

Proprio dalla riconferma dell’allenatore passa la prima importante decisione di Friedkin. Solo in secondo luogo, ci si potrà concentrare sugli obiettivi di mercato (e su chi dovrà portarlo avanti) necessari per rinforzare una squadra con tante lacune tecniche e tanti calciatori, pur giovani, ma probabilmente sopravvalutati, come Justin Kluivert e Under.

Molto lavoro attende la nuova proprietà. I tifosi aspettano, con la pazienza ormai al limite e un desiderio di rivalsa sempre più pressante. Non sarà facile, vista la concorrenza e il poco tempo a disposizione fra la fine di questa stagione e l’inizio della prossima. L’unico punto fermo? Probabilmente Lorenzo Pellegrini. Perché dai romani de Roma bisognerà ripartire.