Teji Savanier, il factotum di Montpellier, gemma nascosta della Ligue1

Teji Savanier, il factotum di Montpellier, gemma nascosta della Ligue1

Agosto 13, 2020 Off Di Valerio Vitale

Teji Savanier, centrocampista tuttofare del Montpellier, è la gemma nascosta della Ligue1. Ripercorriamo la sua carriera e il suo stile di gioco, impresso nel DNA della città.

Il DNA di Montpellier

A Montpellier, città del sud della Francia, capoluogo del dipartimento dell’Hérault nella regione dell’Occitania, 3 giorni prima del Natale del 1991 nasceva Teji Savanier. Un nome sconosciuto probabilmente ai più, meno, senza alcuna ombra di dubbio, ai tanti appassionati di Ligue 1. Montpellier è sede di tre università, nonché di una prestigiosa scuola di Medicina, oltre ad essere una delle città più giovani della Francia.

Nel DNA del nostro protagonista sembra risiedere tutto lo spirito sfrontato tipico dei giovani di Montpellier. In campo, infatti, Tèjì non teme nessuno: emblematica una discussione con Mbappè, non di certo l’ultimo degli arrivati. Tralasciando il lato caratteriale, Tèjì non teme nessuno anche quando ha la palla tra i piedi dimostrando una personalità quasi unica nel suo genere. Lui che inoltre è di origine ROM, sembra dimostrarlo anche sui prati della Ligue1: di ruolo fa il mediano in un 3-4-2-1, ma in campo ha traslato uno stile di gioco “nomade”, nel senso che è praticamente l’uomo ovunque dei suoi. Sempre pronto a proporsi per iniziare l’azione, oltre ad abbinare anche una grande capacità di corsa palla al piede, ottenendo proprio per questa qualità un record della corsa in dribbling più lunga della Ligue 1.

Le origini della carriera di Teji Savanier

Ma riavvolgiamo il nastro del discorso è facciamo un passo indietro. Montpellier, dicevamo, è il luogo dell’anima di Savanier. Non solo perché è il luogo dove per la prima volta ha visto la luce del sole, ma anche perché da qui è partita la sua ascesa nel calcio dei grandi in Francia. Cresce nel settore giovanile della sua città natale, ma per spiccare il volo deve fare le valigie e lasciare la sua amata città. E’ il luglio del 2011, ormai è estate, ma Tejì è un fiore non ancora sbocciato, e ad attenderlo c’è l’Arles. In Ligue 2 con i gialloblù comincia a mostrare tutto il suo valore. Sono 8 i gol e 10 gli assist in 4 stagioni. Il fiore comincia a mostrare i primi petali.

La svolta a Nimes

Se ne accorge il Nimes, e Teji Savanier ritorna a respirare l’aria di casa: Nimes, infatti, dista solo 1 ora di auto dalla sua Montpellier. Qui diventa protagonista assoluto. Nella prima stagione colleziona 3 gol in 27 presenze, poi comincia a diventare una macchina da gol ed assist, da bonus, direbbero i tanti giovani fantallenatori. Ben 8 gol e 13 assist nella stagione 16/17, 4 gol e 9 assist in quella del 17/18 che vede il ritorno in Ligue1 del sodalizio biancorosso. A quasi 27 anni il piccolo Tèjì cresciuto a pane e calcio è pronto all’esordio nel massimo campionato francese.

E’ l’anno della consacrazione. Il minuto centrocampista, 171 cm per 62 kg, in campo in realtà è un gigante. Ha il carisma di un leone, capacità senza palla eccelse sia quando il Nimes è in possesso sia quando deve difendere, ma soprattutto è un passatore eccezionale. Più che eccezionale, il migliore. Al termine della stagione, infatti, il tabellino dice ben 14 assist al primo anno di massima serie, oltre a 6 gol. Scusate se è poco.

Ormai il talento di quello definito da molti come un giocatore molto simile a Verratti è davanti agli occhi di tutti, oltre a quelli particolarmente attenti della Fiorentina. I viola, infatti, si interessano al calciatore, ma alla fine per sostituire l’altro francese Veretout puntano su Pulgar. L’Italia lo seduce e lo abbandona, ma certi amori fanno giri immensi e poi ritornano. La sua Montpellier, quella calcistica, non lo ha dimenticato, anzi lo vuole per costruirgli intorno la squadra.

Il ritorno a Montpellier

Lascia Nimes con 22 gol e 44 assist in 129 presenze, numeri da capogiro. La dirigenza arancioblu spende ben 9.5 milioni di euro dopo averlo perso a 0 otto anni prima e lo riporta a casa. Scelta azzeccata. Fino all’interruzione per il Covid sono 6 gol e 2 assist, diventando il pilastro della squadra di mister Michel Der Zakarian, che fino a febbraio era settima in classifica ad 1 punto dal quinto posto. Dati sofascore alla mano, Savanier è il settimo miglior giocatore di quest’ultima Ligue 1 per media voto, roba da ingolosire tanti club europeo.

 

Quale futuro?

Del resto un guerriero, con spirito da leader e piedi da artista, non può non piacere a qualsivoglia allenatore. Per ora sta bene a casa sua, ma l’altra metà del suo cuore, quella nomade della comunità gitana, potrebbe portarlo a provare nuove esperienze altrove. In Francia sarebbe un profilo perfetto per il Marsiglia. In Italia un colpo magari per la Roma, per disegnare una mediana tutta francese con Jordan Veretout. Sarebbe ideale anche al fianco di De Roon nel 3-4-2-1 di mister Gasperini, modulo che conosce alla perfezione. Prevedere dove giocherà è difficile, probabilmente ancora al Montpellier, la veggenza la lasciamo agli altri, ma su una cosa siamo certi: Savanier merita un club di prestigio. Da Montpellier alle stelle, magari quelle della Champions.