Il caso Suarez e l’ipocrisia italiana

Il caso Suarez e l’ipocrisia italiana

Settembre 24, 2020 Off Di Valerio Vitale

“Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”

Bertolt Brecht, Vita di Galileo.

Sembra ieri, ma sono passati quasi 10 anni, quando la prof. di Lettere lesse questa frase in classe. Nell’immaginario dei bambini ed anche degli adolescenti gli eroi servono. Sono importanti, quasi fondamentali ed allora era lecito chiedersi perché mai una terra dovesse sentirsi sventurata con un eroe al suo fianco.

Gotham City sventurata ad avere Batman? Ed allora New York sarebbe stata più vivibile senza Spiderman? Insomma, la convinzione che gli eroi fossero necessari per ristabilire l’ordine delle cose era così chiara e netta da percepire quella frase con grande distacco, come una boutade ai tempi del calciomercato, della serie: “Cavani all’Hotel Vesuvio”. Crescendo però quella frase ha cominciato ad avere un altro significato, fino ad arrivare al punto di pensare: “Aveva ragione il buon Brecht”.

Ricercare un eroe, significa infatti trovare qualcuno capace di risolvere i nostri problemi, qualcuno in grado di ristabilire situazioni intricate ove noi non riusciamo. Un deus ex machina piovuto dal cielo, magari con tanto di mantello, per arrivare dove noi non riusciamo. La negazione dell’io, l’incapacità del singolo cittadino di riuscirci, tanto ci pensa qualcun’altro. Nel senso brechtiano del termine l’Italia è sventurata, nella vita quotidiana ma anche nel calcio.

E’ palese quando qualcuno rimane esterrefatto dinanzi alla situazione passaporto-esame di Luis Suarez (foto skysport.it). Ma come? Wow, allora l’esame era truccato? E via indignazione di massa, come se fosse la scoperta del mistero di Fatima.

Che un calciatore straricco, il quale fino a qualche settimana prima non sapeva manco dove si trovasse Perugia probabilmente, potesse prendere in uno schiocco di dita la cittadinanza italiana, più di un sospetto lo avrebbe dovuto destare.

Anche per rispetto di chi da anni vive ed ama il nostro Paese e la sua cultura, parlando la lingua italiano, ma purtroppo non è riconosciuto come cittadino italiano. Poi le intercettazioni per puro caso (si cercavano altre magagne della stessa università degli stranieri di Perugia), poi lo stupore. E magari ora tutto sotto la sabbia, come la testa degli struzzi, fino al prossimo caso che susciterà la stessa indignazione a comando, per pochi istanti, fino alla prossima “porcata”.

Sventurata, Italia, perché i tuoi cittadini aspettano che arrivi Batman a risollevare le sorti di un paese allo sbaraglio, che arrivi a ripristinare l’ordine, ma Batman esiste solo nei fumetti e nei film. Ed allora non indigniamoci a comando, ma promulghiamo noi per primi comportamenti eticamente giusti, come per esempio non vendendo esami solo perchè “guadagna 10 milioni all’anno non possiamo bocciarlo”.

Ecco se ognuno, nel suo piccolo, fa questo, allora Batman lo ammireremo solo in tv o sui libri illustrati, senza aspettare invano, come l’arrivo di Godot, la sua invocazione.