Il caso del nordcoreano Han Kwang-song: l’ONU bacchetta la Juventus

Il caso del nordcoreano Han Kwang-song: l’ONU bacchetta la Juventus

Settembre 29, 2020 Off Di Luca Sisto

Il caso del nordcoreano Han Kwang-song, con l’ONU che ha bacchettato la Juventus per presunte irregolarità sul trasferimento del calciatore.
Han Kwang-song è un discreto attaccante. Probabilmente il più forte giocatore nordcoreano dai tempi della nidiata dei mondiali del ’66.
Formatosi in Europa nel centro tecnico catalano del CE Tecnofutbol, i cui giocatori militano nella seconda divisione catalana, sorta di anticamera della Masia e del Barcellona B, fu prelevato dal Cagliari e regolarizzato con un contratto per le giovanili, esordendo anche nel Torneo di Viareggio a 17 anni, grazie all’intercessione dell’allora senatore Antonio Razzi, amico di vecchia data di Kim, un po’ come Dennis Rodman. Da non credere.
Dopo essere diventato, nell’aprile 2017, il primo nordcoreano a esordire e più tardi a segnare un gol in Serie A (in occasione di Cagliari-Torino 2-3), viene prestato in due diverse occasioni al Perugia in B dove gioca adeguatamente e segna 11 gol totali.
Se ne accorge la Juve che lo preleva per 3.5 mln dal Casteddu e lo aggrega, giusto un anno fa, alla sua U-23 in serie C.
Passano pochi mesi, 17 presenze senza lasciare traccia nel tabellino, e nel gennaio 2020 Han genera subito una bella plusvalenza, venendo ceduto a prezzo raddoppiato in Qatar all’Al Duhail.
Problema: tra le varie sanzioni ONU contro la Corea del Nord per i misfatti sugli esperimenti del governo Kim sul nucleare, c’era la deadline del 22 dicembre 2019 per il ritorno in patria di tutti i lavoratori nordcoreani all’estero.
Scaduto o meno, il visto andava automaticamente annullato.
Circa 100.000 lavoratori nordcoreani sono rimasti all’estero semplicemente cambiando visto come “studenti” o “tirocinanti”, Han non risulta fra questi.
Dopo un controllo, l’ONU ha quindi richiamato l’Italia e la Juventus come parte in causa, per non aver rispettato il vincolo sulle sanzioni inerenti i lavoratori nordcoreani all’estero.
Insomma, in nome del bilancio, stavolta, la Juve si è fatta bacchettare persino dalle Nazioni Unite.