PandemiA: discorsi da bar a due voci

PandemiA: discorsi da bar a due voci

Ottobre 4, 2020 Off Di Luca Sisto

A: Hai sentito? Il Napoli non parte per Torino.

B: E Perchè mai?

A: L’ASL li ha bloccati nel pullman per l’aeroporto, per quella storia del covid, Zielinski ed Elmas (foto di copertina ANSA) positivi, dopo la gara col Genoa.

B: Embè? Il Liverpool ha fuori per covid Thiago Alcantara e Sadio Manè, e nessuno ha detto nulla. Il PSG ha cominciato il campionato con mezza squadra fuori. Di Boga a Sassuolo si sono perse le tracce per un mese. Il Milan sono settimane che è senza Ibra. E il Genoa allora? Diciannove positivi, e il tassametro corre.

A: Vedi, è proprio questo il problema. Il conteggio va avanti. Al Genoa si sono infettati quasi tutti, quindi l’ASL è intervenuta per evitare un ulteriore focolaio. Nel Napoli la situazione è in evoluzione. Non si può rischiare.

B: Ma il regolamento condiviso da presidenti e Lega Calcio dice altro. Fino a 13 giocatori+il portiere si gioca. Altrimenti ti giochi il jolly, ed esaurito quello sconfitta 0-3 a tavolino.

A: De Laurentiis, che di covid ne sa qualcosa, visto che è ancora in attesa dei tamponi negativi da più di due settimane, ha telefonato ad Andrea Agnelli per trovare un punto di incontro, ma pare non se ne sia fatto nulla. Il Napoli è stato bloccato dall’intervento dell’ASL, è la Regione che si è messa di mezzo. Pur controvoglia, il Napoli avrebbe giocato, ora non parte più e la squadra deve restare in isolamento fiduciario. I nazionali sono a rischio, tant’è vero che, al netto di Insigne infortunato, Mancini non ha convocato neppure Di Lorenzo ed eventualmente Meret.

B: La Juve fa bene a manifestare la sua volontà di giocare, quel comunicato mi sembra coerente col regolamento della Lega.

A: Beh, non sono d’accordo. Qui non parliamo di Cile-URSS del ’73, ma di una squadra che intende esplicitamente vincere a tavolino perchè l’altra non può partire, non è che non voglia per motivi politici.

B: De Luca sta facendo politica. L’ASL non si sarebbe messa in mezzo!

A: Questo non possiamo saperlo. E’ stato applicato il protocollo vigente in Campania.

B: Beh, allora di questo passo se le altre regioni si adeguassero, il campionato sarebbe a forte rischio.

A: Lo è. Ne parlammo già. Il problema non era solo finire la stagione 2019-2020, ma anche le prossime, fino a che non si troverà un vaccino che possa mettere in sicurezza le fasce più deboli della popolazione, saremo a rischio. Lo sport in generale, sarà a rischio, specialmente quello da contatto.

B: Quindi che si fa? Il Napoli perderà a tavolino!

A: Le parti, gli avvocati, sono a lavoro per trovare un accordo sul rinvio. Il Napoli non andrà quest’oggi a Torino, è certo. Ma come ti dicevo, la legge al momento è dalla parte di De Laurentiis. Si gioca, salvo provvedimenti diversi adottati dalle istituzioni preposte alla pubblica sicurezza.

B: L’Italia non ci fa una bella figura.

A: Non è questione dell’Italia, o del campionato di calcio. Parliamo di sicurezza. Laddove non può essere garantita, come accadde fra marzo e giugno, ci si ferma.

B: E dire che Caputo sfoggiò la famosa maglietta col refrain “andrà tutto bene, restate a casa”.

A: Beh, a lui sta andando alla grande, segna gol a raffica!

B: Beviamoci su va, che sto campionato ormai, se non si adotta un piano B, rischia di saltare peggio del precedente.

A: Già. Siamo passati da “è ora di far entrare qualcuno allo stadio” a “fermiamo tutto” in una settimana. Dobbiamo avere fiducia. Rinviare Genoa-Torino e Juventus-Napoli non è la fine del mondo, se si riuscisse a contenere il contagio. Intanto, a proposito di piani alternativi, se si riuscisse a portare a termine almeno metà del campionato, si sta già studiando un piano playoff e playout.

B: Hai detto bene, se. Io credo non ci si possa permettere di rinviare ogni volta una partita. Una scelta era stata fatta, la Lega calcio a questo punto dovrebbe imporsi, ma se dici che non può.

A: Non può. Si creerebbe un precedente imbarazzante. Il comunicato della Juve pecca di eleganza.

B: Ritengono De Laurentiis in malafede, forse.

A: Lo fai così potente? Queste sono illazioni, chiacchiere da bar. Ma sì, beviamoci su, non troppo che con tutte ste rogne già mi gira la testa.

B: Beh, occhio che torna lo “Sceriffo” col lanciafiamme. Già si parla di nuovo lockdown. Il problema con questo covid, è che vengono penalizzati soprattutto i pazienti che soffrono di altre patologie, per la penuria dei posti letto.

A: Anche a febbraio si minimizzava. Era solo un raffreddore, ricordi? Abbiamo dimenticato lo tsunami epidemico che ha fatto trentacinquemila morti solo in Italia, non prima di aver cominciato ad investire il resto del mondo.

B: Abbiamo la memoria corta nel nostro Paese. Ma di sto passo, la vedo dura col campionato.

A: Forse ci sono cose più importanti di un pallone che rotola, ma so che non per tutti è così. Gattuso dice che senza pubblico non è calcio. ha ragione.

B: E allora chiudiamo sto circo e non se ne parla più…ma che discorso è?

A: Guarda, vorrei poterti dire che esiste una soluzione. Ma si sa, non riusciamo a mantenere un discorso coerente per più di due settimane da queste parti. Guarda il calo delle paytv. Non era solo colpa della pirateria. Il prodotto è marcio da ben prima della pandemia.

B: Sì, ma lo spettacolo deve andare avanti. Ora ci sono le nazionali, vediamo come va a finire sta storia. Certo, se la Juventus dovesse davvero vincere a tavolino…ok, non accadrà. Ma se accadesse?

A: Se la Juventus vincesse a tavolino, De Laurentiis uscirebbe di casa con tutta la quarantena obbligatoria e si incatenerebbe davanti alla sede della Lega Calcio. D’altronde, il primo a rischiare di far danni è stato lui, non volendo, ma non ci fece sta gran figura.

B: Sono tempi duri amico mio, tempi duri.

A: Eh, chissà quando finiranno!