El Capi, Carles Puyol: nato per essere leader

El Capi, Carles Puyol: nato per essere leader

Novembre 4, 2020 Off Di Luca Sisto

El Capi Carles Puyol è nato per essere leader. La fascia di capitano del Barcellona tatuata nell’anima, per uno dei più vincenti della storia.

El Capi, Carles Puyol, viene da La Pobla de Segur, provincia di Lleida, Catalogna. E la fascia catalana non ce l’ha avuta solo al braccio, ma tatuata direttamente nell’anima.

Da bambino, racconta, stava guardando il Barcellona col padre, una partita persa contro il Valencia. Gli disse; “papà, quando giocherò col Barcellona partite come questa non accadranno”.

Il padre gli sorrise. Quando finalmente “Charlie” entrò a La Masia, il padre lo strinse e pronunciò, secondo quanto riporta Puyol, queste parole “non tornare fino a che non avrai dato tutto; non necessariamente devi diventare un calciatore, ma se fallirai, non dovrà essere perchè non hai dato tutto”.

Puyol fece in tempo a vincere la Champions League col Barça, quella strappata nella finalissima con l’Arsenal di Wenger, Henry, Pires, Bergkamp nel 2006. In novembre, il padre, a soli 56 anni, rimase vittima di un incidente sul lavoro vicino casa, mentre guidava un escavatore.

Puyol era distrutto, ma comprese un altro degli insegnamenti che gli aveva trasmesso: “vincere è difficile, ripetersi è molto più complesso”. E Puyol, con un’altra generazione del Barça guidata da Lionel Messi, avrebbe vinto ancora, da capitano, e ancora.

Grazie alla sua capacità di fare da collante del gruppo, riuscì ad essere l’anima di una selezione spagnola mai così unita, nonostante in Liga le fazioni di Real Madrid (con Sergio Ramos, più che Casillas che è da sempre più diplomatico), Barcellona, Atletico Madrid e Valencia fossero estremamente rivali. L’obiettivo comune, coadiuvato da una rinnovata mentalità vincente, ha portato la generazione d’oro spagnola a farsi portavoce di un movimento sportivo più ampio., con successi che abbracciavano sia il calcio che il basket e numerosi sport individuali, come tennis e ciclismo.

Solo così, la Spagna ha potuto dominare l’Europa per due edizioni, 2008 e 2012, vincendo nel mezzo i mondiali di Sudafrica 2010 con ampio merito.

Una volta, Gerard Piquè raccolse un accendino caduto dagli spalti durante un Clasico. Lo stava portando all’arbitro, ma Puyol lo fermò “dobbiamo batterli sul campo, niente trucchi”.

Questo, e molto altro, è stato Carles Puyol.

Quando si parla di Lionel Messi e del suo status, ultimamente tema ricorrente sui media, bisogna capire quale generazione di calciatori abbia ereditato la Pulga: i Puyol, i Valdes, Iniesta, Xavi, il suo mentore Ronaldinho, l’indomito leone Eto’o. Parliamo, forse, di una delle dieci squadre più forti di tutti i tempi, se non la più forte relativamente ai club.

E’ qui che il rispetto dovrebbe venire automatico.