Ode a Gerd Muller

Ode a Gerd Muller

Novembre 4, 2020 Off Di Luca Sisto

Caro Gerd, so cosa stai passando.

Sono i minuti di recupero. Non c’è vittoria, non c’è sconfitta.

Si attende solo il triplice fischio dell’arbitro, che ti consegnerà all’immortalità.

So perché non stai mangiando. So che la malattia ti ha mangiato a poco a poco ogni neurone. Che tua moglie ti parla ma tu non la senti più. Conosco il tunnel che hai imboccato, l’ho vissuto con i miei occhi attimo per attimo.

Sei arrivato a 75 anni, ma te ne pensano il doppio.
Eppure, quelle camionate di gol, col Bayern e con la Germania Ovest, quel tuo essere sgraziatamente spietato e crudelmente (per gli olandesi) coordinato, beh, nessuno potrà mai scordare tutto questo.

In Italia vivi in quel 4-3. In Germania sei una divinità, un folletto un po’ tondo ma con due gambe d’acciaio e due piedi chirurgici. Lo sa bene Cruijff, che ha dovuto accettare quella sconfitta. Perché dietro due grandi squadre e altrettanti fallimenti, l’Aranycsapat e L’Arancia Meccanica, c’è sempre la Germania Ovest.

E, nel ’74, c’eri soprattutto tu, con il Kaiser, Maier e Paul Breitner. Che squadra, migliore dei più forti del mondo, i Tulipani della rivoluzione calcistica, del Totaal Voetbal.

Forza Gerd, sono con te.