Jurgen Sparwasser, l’eroe della DDR che voleva solo fare l’ingegnere

Jurgen Sparwasser, l’eroe della DDR che voleva solo fare l’ingegnere

Novembre 9, 2020 Off Di Luca Sisto

Per Lunedì Proletario, raccontiamo l’incredibile storia di Jurgen Sparwasser, eroe della DDR suo malgrado, che segnò il gol più importante alla Germania Ovest nel 1974, e che voleva solo essere l’ingegnere di Halberstadt.

 

“Noi Commissione, in nome della grande nazione della DDR, proclamiamo:

Mr. Willems Hans Joerg, Dottore in Ingegneria Meccanica cum laude;

Mr. Sparwasser Jurgen, Dottore in Ingegneria Meccanica…”

“Congratulazioni a voi dottori!”

“Ah caro Dott. Sparwasser, se così posso rivolgermi.”

“Presidente, Lei mi onora.”

“Jurgen, saremmo davvero molto lieti se tu potessi un giorno, sai, a carriera da calciatore finita, diventare l’allenatore della squadra. Qui a Magdeburgo sei un simbolo e, insomma, ci siamo capiti. Il Partito ne sarebbe orgoglioso.”

“Presidente, sono di famiglia umile, mio padre allenava dei ragazzini, e io ero tra quelli. Il mio posto è fra i giovani della Germania Orientale, come allenatore o come professore. Non ho velleità di…”

“Jurgen, tu sei un eroe. Se sulla tua lapide un giorno scrivessero “Amburgo 1974″, tutti saprebbero a chi appartiene quella tomba”.

“Ma io non sono ancora morto, Presidente, anzi. Prenderò anche il patentino da allenatore, ma credo che il Magdeburgo sia una responsabilità troppo grande”.

“Come vuoi Jurgen, ma sappi che il tuo impegno da calciatore del nostro glorioso club, volge al termine fra non molto”.

“Ne sono ben conscio, Onorevole Presidente”.

 

Jurgen Sparwasser è un nome ricorrente nella cultura di massa. Mezzala destra del grande Magdeburgo e della Germania Est degli anni settanta, è noto per aver realizzato il gol con cui, ai Mondiali di Germania Ovest 1974, la Germania Est sconfisse i tedeschi occidentali futuri campioni.

Originario di Halberstadt, periferia di Magdeburgo, land della Sassonia-Anhalt, cominciò a dare i primi calci nella formazione locale, allenata dal padre.

Notato dal Magdeburgo, ne divenne bandiera e il Partito ne fece un simbolo della DDR.

Bronzo alle Olimpiadi di Monaco 1972, con il Magdeburgo vinse 3 Oberliga, 4 coppe e una Coppa delle Coppe nel 1973-74 in cui sconfisse il Milan in finale.

Sul finire della sua carriera calcistica si laureò in Ingegneria Meccanica e nel 1980 conseguì il patentino da allenatore, che sfruttò fra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta (una volta fuggito in Germania Ovest, da vice a Francoforte e poi da capo allenatore a Darmstadt, per una sola stagione), ma mai col Magdeburgo che pure gli aveva offerto il posto, poiché temeva che le pressioni politiche non gli avrebbero permesso di liberarsi dal giogo del partito.

Lasciò con la famiglia la Germania Est prima dell’effettiva caduta del muro, sfruttando la richiesta di espatrio della figlia e fu tacciato dai media locali di essere un traditore della patria.

A Sparwasser, che ha poi deciso di lavorare nel campo assicurativo sportivo, sono stati dedicati libri, documentari e circoli culturali ricreativi, come quello ARCI di Roma, proprio per il suo essere un simbolo romantico.

Ma l’ex mezzala del Magdeburgo è sempre stato un uomo scaltro, cresciuto a pane, libri e pallone, a cui quello storico gol procurò più grattacapi che altro. Tanto è vero che molti suoi amici gli voltarono le spalle, dubbiosi sui risvolti politici favorevoli alla DDR che quella partita avrebbe causato. La successiva vittoria finale della Germania Ovest mitigò in parte quei sentimenti, ma Sparwasser tenne sempre a mente che restare in Germania Est avrebbe messo in pericolo la sua famiglia, per tale motivo decise di fuggire.

Grazie alla sua capacità diplomatica, Sparwasser è stato anche presidente dell’associazione calciatori tedesca sul finire degli anni Novanta.

Non male, per un ingegnere di Halberstadt.