Quanto può incidere la presidenza Biden sul “soccer”?

Quanto può incidere la presidenza Biden sul “soccer”?

Novembre 9, 2020 Off Di Luca Sisto

Joe Biden è il nuovo presidente eletto degli Stati Uniti.
A differenza del presidente uscente, il Repubblicano Donald Trump, non ha un passato calcistico, ma il partito Democratico ha investito molto più degli avversari in termini di pubblicità durante gli eventi calcistici delle federazioni maschili e femminili (250k $ vs 28k $).
Curiosamente, da ragazzo, Trump giocava a “soccer” da ala destra. Biden ha invece un passato da QB nel football americano alla high school.
Il 78enne di Scranton, Pennsylvania, insieme alla neo First Lady, ha partecipato al programma dell’atleta della nazionale americana femminile Megan Rapinoe, famosa anti-trumpista e attivista per i diritti LGBT, a cui spesso Biden, in aperto contrasto con Trump, ha fornito appoggio.
La Rapinoe, che ha appena annunciato che sposerà la sua compagna, la cestista Sue Bird (campionessa WNBA), si è scherzosamente candidata alla vice-presidenza con i democratici.
Una posizione poi andata a Kamala Harris (madre di origine indiana e padre giamaicano), considerata un po’ la shadow candidate dei Dem, anche alla luce dell’età avanzata di Biden.
Non ultimo, Biden ha bacchettato le federazioni calcistiche americane, affermando che, se fosse diventato presidente, avrebbe considerato obbligatoria la regola dell’equal pay fra donne e uomini.
Sia la WNBA di basket che la NWSL di calcio si sono schierate apertamente col candidato americano, a differenza di molti presidenti della MLS che hanno sostenuto Trump.
In un’America che si sta preparando per i mondiali del 2026, sia a livello di settore giovanile che di infrastrutture, la MLS dovrà assecondare le richieste del programma di Biden o rischierà di vedersi ridurre i fondi sportivi dai democratici.