Roberto Muzzi, un biancoceleste cresciuto a Trigoria

Roberto Muzzi, un biancoceleste cresciuto a Trigoria

Novembre 16, 2020 Off Di Alessandro Amodio

Per la rubrica Lunedì Proletario, raccontiamo la storia del bomber Roberto Muzzi, un biancoceleste cresciuto a Trigoria.

 

“A Robbe’ stamattina in officina è venuto sor Bruno, quello che c’ha ‘a macelleria alla Cecchignola, si è un po’ lamentato der lavoro che gli hai fatto.”

“E perché a pa’ si è lamentato, ho fatto tutto quello che m’aveva chiesto.”

“Dice che a botta de l’incidente gli hai sistemata bene, ma è ‘a pasta su ‘a vernice che non va bene. Controsole se vede er rattoppo, non è omogeneo.”

“Papà ma quella machina è ‘n catorcio del 1970, io faccio er carrozziere no e miracoli, più de quello che ho fatto non potevo fa, poi ce o so io perché si è lamentato quello.”

“E perché sentiamo?”

“Perché ha cominciato a raccontarme tutta a vita sua: ‘a moglie, er figlio, er lavoro. Io a un certo punto l’ho stoppato perché dovevo anna’ a fa allenamento. Ce ‘o sai com’è permaloso sor Bruno, me voleva fa o’ sgarro perciò se lamentato co’ te.”

“Ancora co sto calcio?! Te e tu fratello dovete capi’ che er futuro vostro è nell’officina. So 40 anni che alla famiglia nostra, con grossi sacrifici, ce permette una vita dignitosa. Non permetto che quello stupido gioco sia la rovina del lavoro di tanti anni mio e de mi padre”

“A pa’ statte bono! Tranquillo che io continuerò a lavorare nell’officina fino a quando non diventerò un professionista e guadagnerò qualcosa de sordi, ma pure se non diventassi ‘n professionista io er calcio non lo abbandono. A costo de anda’ a gioca’ la sera con la tuta da meccanico.”

Pur essendo sin da bambino tifoso della Lazio, Muzzi è cresciuto nelle giovanili della Roma, con cui ha esordito in Serie A nel Febbraio 1990 contro l’Inter.

Dopo i primi anni a Roma, con un prestito a Pisa in B, nell’estate 1994 passa al Cagliari del neoallenatore Tabarez. L’esperienza a Cagliari sancisce la sua esplosione, con i rossoblù realizzerà 64 reti in 5 anni fra A e B.l, con un Season-High di 16 gol nella stagione 98-99.

Nell’estate ’99 nonostante l’attaccante avesse espresso il desiderio di restare a Cagliari, città alla quale tutt’oggi è ancora legato, passa all’Udinese per la cifra di 20 milliardi di Lire per sostituire il Brasiliano Marcio Amoroso, passato nel frattempo al Parma.

Con i friulani Muzzi realizza delle buone stagioni, tornando a giocare nelle coppe europee, sotto il profilo realizzativo la migliore campagna è quella 2001/2002 e l’allenatore è lo stesso di Cagliari, Giampiero Ventura con cui Muzzi ha sempre avuto un ottimo feeling. Lui stesso definisce Ventura il suo maestro.

Nel 2003 corona il sogno di indossare la maglia della Lazio da poco travolta dallo scandalo Cirio, che sancì la fine dell’era Cragnotti, che portò i biancocelesti ad un passo dal fallimento. Con la Lazio non lasciò un grande ricordo, salvo siglare il gol della matematica salvezza per i biancocelesti nel 3-3 di Palermo.

Un ultimo sussulto per la sua carriera ad alti livelli è con il Torino, con cui conquista la promozione in Serie A e realizza 8 reti fra campionato e play off, risultando fra i migliori marcatori della squadra a fine Torneo. Chiude la sua carriera da professionista a Padova in Serie C.

Per quanto riguarda la maglia azzurra, Muzzi non ha alcuna presenza con la nazionale maggiore, tuttavia ha fatto parte dell’Under 21 di Cesare Maldini Campione d’Europa nel 1992 e 1994, realizzando anche la rete, nella semifinale di ritorno del 1992 a Perugia, del definitivo 2-0 alla Danimarca.