El gol de Arconada: come la storia del calcio può ribaltarsi

El gol de Arconada: come la storia del calcio può ribaltarsi

Novembre 25, 2020 Off Di Luca Sisto

Storia de el gol de Arconada. La punizione di Platini, che regalò gli Europei del 1984 alla Francia e il gesto di Palop 24 anni più tardi.
29 Giugno 2008. Allo Stadio Ernst Happel di Vienna, la Spagna di Luis Aragonès ha appena vinto Euro 2008 nella finalissima contro la Germania. Il gol di Fernando Torres con un preciso tocco sull’uscita di Lehmann marca il secondo titolo continentale per gli spagnoli (dopo quello del ’64), nonché l’inizio di un quadriennio di vittorie che culminerà con Euro 2012, dopo la conquista del mondiale sudafricano.
Mentre i calciatori si ritrovano per la passerella delle medaglie e Monsieur Platini, presidente UEFA, attende l’organizzazione della cerimonia di consegna della Coppa, uno dei portieri di riserva, Andrés Palop, corre negli spogliatoi da solo, riemergendo poco dopo.
Ha svestito i panni ufficiali della Spagna 2008, e ha indossato una maglia verde, con uno stemma vintage, un tessuto che fa molto anni ottanta: è la maglia di Luis Arconada, storico portiere della nazionale spagnola pluridecorato con i baschi della Real Sociedad in Liga.
“Avevo 10 anni nel 1984 ed ero davanti alla TV. Arconada era il mio idolo. I suoi balzi felini, il senso della posizione, la reattività, il coraggio. Volevo essere come lui. Nella finale degli Europei di Francia, il gol di Platini che spianò la strada ai transalpini nacque da un errore del portiere. Piansi davanti al televisore, inconsolabile. Ero crollato insieme al mio eroe”.
Nella retorica mediatica spagnola, quel gol di Platini è ricordato come El gol de Arconada.
Ma Luis è stato molto di più. E quell’errore ne ha segnato immeritatamente il ricordo e la memoria. Palop, che della solitudine dei numeri primi è ben conscio, vuole rendere omaggio alla figura del mitico portiere basco. Perchè 68 presenze in nazionale, 2 campionati con il club della sua città, San Sebastian, e 3 trofei Zamoranon possono essere offuscati da quel momento negativo.
A Siviglia, Palop, prima di partire per gli Europei, ne aveva parlato con alcuni giornalisti: “se vinciamo, voglio riscattare la memoria di Luis”. Uno degli uomini della carta stampata era un grande fan del portiere basco a sua volta. L’accordo è di farsi spedire la maglia via aereo una volta giunti nella sede del ritiro.

foto UEFA.com

E così fecero. Palop scese negli spogliatoi e riapparve durante la premiazione con la maglia di Arconada (nella foto, Palop è quello in basso a sinistra).
Mentre Platini gli cinge la medaglia al collo, Palop afferma “Monsieur, ricorda questa maglia? E’ quella dell’uomo a cui fece gol nell’84”. Ma Platini lo sorprende: “Arconada è allo stadio, l’ho invitato personalmente, ne sarà felice”.
Palop aveva realizzato il suo sogno di bambino. E, pur alle spalle del titolare Casillas, aveva riscattato la memoria del suo mito d’infanzia. E la Spagna, dopo 24 anni, poteva finalmente mettersi alle spalle uno dei traumi sportivi più ricorrenti nella retorica popolare post-franchista.