L’orrendo caso Bruno Fernandes, 10 anni dopo

L’orrendo caso Bruno Fernandes, 10 anni dopo

Novembre 25, 2020 Off Di Luca Sisto

La violenza di genere è un problema che andrebbe affrontato attentamente anche negli ordinamenti giuridici statali.

Nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, torniamo a parlare degli sviluppi di un caso che, 10 anni fa, tenne il Brasile sulle spine per oltre 3 anni.

Molti di voi ricorderanno la storia del portiere del Flamengo, Bruno Fernandes. In odore di nazionale e seguito dal Milan come erede di Dida, Bruno si ritrovò indagato per la scomparsa di una donna, Eliza Samudio, considerata sua amante e madre di un figlio mai riconosciuto, Bruniño.

A distanza di tempo, attraverso le indagini e un attento lavoro di profiling di tutte le persone coinvolte nel caso, soprattutto donne, e di un criminale del quartiere carioca dove viveva Bruno, emergono particolari a dir poco agghiaccianti di una vicenda mai del tutto chiarita.

Innanzitutto, partiamo dalla fine: perché se ne sta riparlando? Bruno, condannato e reo-confesso (nel 2013, a 3 anni di distanza dall’omicidio) a 20 anni e 6 mesi di carcere, è attualmente in regime di semi-libertà vigilata e, un anno fa, è riuscito a lasciare lo stato di Minas Gerais e la prigione dove era detenuto, per riassaggiare le calde spiagge di Rio de Janeiro insieme all’attuale moglie e alla figlia della coppia.

Sì perché, ottenuto il divorzio dalla ex moglie Dayanne, Bruno in carcere si era sposato nel 2013 con la sua dentista, Ingrid Calheiros Oliveira, donna con la quale era ufficialmente fidanzato all’epoca della scomparsa dell’amante (nel 2008 era già separato dalla prima moglie, Dayanne Rodrigues, dalla quale aveva avuto due figlie).

Ma in questa storia di inaudito orrore, letale è l’influenza che Bruno sembra avere sulle donne della sua vita.
L’ex funambolo dei pali, cresciuto senza la madre Sandra che, incapace di mantenerlo da sola, l’aveva abbandonato dalla nonna quando aveva due anni, nel 2010 intratteneva una relazione con quattro donne contemporaneamente, tutte apparentemente consenzienti e consapevoli delle manovre in atto, ad eccezione (per quanto fino ad oggi provato) dell’attuale moglie Ingrid, l’unica scagionata.

Per mesi infatti, sia l’ex moglie Dayanne (condannata a 5 anni con la condizionale), sia Fernanda Gomes, altra amante di Bruno, erano state assoldate dall’ex Flamengo e dal cosiddetto Macarrão, un criminale amico dell’ex portiere, per sequestrare e nascondere Eliza Samudio e il bambino, Bruniño.

Secondo la confessione di Bruno, che per 3 anni aveva gettato tutta la colpa della scomparsa di Eliza sul Macarrão, la situazione ad un certo punto era “sfuggita di mano”. La Samudio, dopo mesi di torture e minacce in cui continuava a ripetere di esigere il riconoscimento del bambino e di denunciare tutto alla polizia, morì strangolata. Ad ucciderla pare sia stato proprio uno dei suoi seviziatori.

Solo una volta provata l’accusa di essere il mandante dell’omicidio, nonché la colpevolezza degli altri reati (rapimento, sequestro di donna e di minore e occultamento di cadavere), Bruno confessò: il procuratore dimezzò quindi la richiesta da 41 anni a 20 anni e 6 mesi in primo grado. L’ex Flamengo dichiarò di aver chiesto a Macarrão di fare a pezzi il cadavere e di disperderne le tracce, dando in pasto i resti ai suoi rottweiler.

In attesa dell’appello, Bruno, che come possibile in Brasile intratteneva rapporti sessuali con Ingrid, sposata in carcere e incinta di lui, era anche uscito per buona condotta provando a rientrare nel giro del calcio dilettantistico.

Tutto ciò fino alla condanna definitiva nel 2017, che confermava l’obbligo di scontare tutta la pena. Ma non si sa per quali “santi in paradiso”, o quali altri nomi segreti fossero coinvolti, in due anni, nel gennaio 2019, Bruno ottenne la libertà vigilata con coprifuoco alle 21:00 (e non alle 20:00 come da legge statale del Minas Gerais), con permessi premio come quello sfruttato, in dicembre, per festeggiare il suo compleanno a Rio de Janeiro con Ingrid e la figlia. Bruno, che ama postare sui social i momenti di ritrovata vita sociale e privata, ha pubblicato foto della festa organizzata alla vigilia di Natale (il suo compleanno cade il 23 dicembre, 1984 l’anno di nascita) in un locale alla presenza di tanti tifosi rubronegri, che sembravano non fare troppo caso all’oscuro passato del loro ex beniamino, a cui quantomeno il Flamengo e gli sponsor rescissero il contratto dal momento in cui Bruno si presentò alle autorità, spontaneamente, per denunciare la “scomparsa” della sua amante.

La madre di Eliza Samudio, che ha ottenuto la custodia del nipote Bruniño, ha denunciato la situazione ai giornali: “non è possibile che venga riservato a Bruno questo trattamento di favore, dopo quello che ha fatto a mia figlia”.

La profiler Claudia Padua, fondamentale per accertare la correttezza delle indagini durante tutto l’iter processuale di primo grado e d’appello, ha ritratto un quadro inquietante della situazione. In breve vi riportiamo i punti salienti.

Bruno, secondo la Padua, cresciuto senza una figura di diniego, si crederebbe onnipotente. Ciò emerge dalla sua incredibile facilità nel disporre della debolezza economica e psicologica delle donne con cui intrattiene rapporti. Dalla ex moglie Dayanne, donna estremamente religiosa e tormentata dal senso di vergogna per la separazione dal marito, all’amica e amante Fernanda Gomes, che senza neppure richiedere nulla in cambio assurse a carceriera di Eliza. E la stessa Eliza, che volle in tutti i modi dare alla luce il bambino, in gran segreto, pare avesse paura del suo passato (secondo quanto raccontato da Dayenne e Fernanda). Descritta sui media locali come una prostituta ben conosciuta negli ambienti festaioli di Rio de Janeiro, si è ritrovata violata due volte, nel corpo e nella memoria: da viva, poichè impossibilitata a vivere liberamente la sua maternità, fino al rapimento e al brutale assassinio. Da morta, poichè altri, dai media ai suoi assassini, hanno disposto del suo corpo, facendolo a pezzi fisicamente e moralmente. Chi si sarebbe preoccupato di una povera prostituta, una donna di bassi costumi morali, e chi avrebbe messo in carcere il famoso portiere del Flamengo?

E infine, la Padua ha analizzato anche la figura estremamente fedele e zelante di Ingrid, attuale moglie di Bruno. La donna non solo ha dimostrato la sua estraneità ai fatti, ma l’ha perdonato e l’ha sposato dando alla luce una bambina e restandogli accanto, in carcere e fuori. Non è tutto: è stato appurato che il Macarrão avesse un piano per far fuori anche Ingrid, per paura che sapesse tutto e che parlasse, e che Bruno convinse il criminale a desistere solo a fronte di un compenso economico molto più elevato di quanto promesso inizialmente.

Non sta a chi scrive giudicare il comportamento che emerge dalle persone indagate, nè tantomeno il corso della giustizia di un Paese peraltro diverso da quello dello scrivente.

Lasciamo pertanto ai lettori, una volta analizzati i fatti qui riportati così come presentati dai giornalisti brasiliani, che si sono occupati delle carte processuali, la possibilità di farsi ognuno la propria idea.

Su questa storia è stato scritto un libro: “Indifendibile: la storia del portiere Bruno e della morte di Eliza Samudio”, di cui il gigante delle telecomunicazioni brasiliane, Globo, ha comprato i diritti nel 2020. Presto, ne faranno anche una serie Tv e un film e, come è ovvio che sia, grazie a tutto ciò Bruno si è garantito una bella fetta dei guadagni.