Come Re Mida: la parabola di Juric allenatore dell’Hellas Verona

Come Re Mida: la parabola di Juric allenatore dell’Hellas Verona

Dicembre 2, 2020 Off Di Valerio Vitale

Juric, allenatore dell’Hellas Verona, da due stagioni è uno dei tecnici più produttivi in rapporto al monte ingaggi della rosa.

Se ci si domandasse per caso da dove trae ispirazione il successo dell’Hellas Verona e soprattutto la grande maestria del suo condottiero Ivan Juric (foto copertina di Giuseppe Maffia/NurPhoto) la risposta ce la fornisce proprio il tecnico croato degli scaligeri: “Da Gasperini ho imparato tutto quello che so del calcio da allenatore”. Poche parole, zero retorica, semplice verità. Proprio come Ivan Juric, semplice e sincero, ma soprattutto grande nella sua umiltà, perché se qualcuno avesse ancora dubbi, Juric sta dimostrando settimana dopo settimana di essere uno dei migliori allenatori d’Italia.

Quando l’allievo è pronto, il maestro apparirà”. Recita così un proverbio cinese che sembra essere ben più che adatto alla situazione. Il maestro è apparso, Gasperini, e l’allievo, Juric, è stato pronto, anzi prontissimo. Lezione di tattica quella impartita dal croato nel match di sabato sera scorso con i gialloblù che hanno saputo far male quando dovevano, difendendo con grande caparbietà e sopraffina abilità contro una squadra che poteva giocare sulle ali dell’entusiasmo reduce dal trionfo europeo di Liverpool.

E pure la storia di Juric da allenatore in Serie A, dopo essere stato assistente del Gasp, non era partita proprio col piede giusto. Lungo tira e molla col Genoa che prima lo chiama, poi lo caccia, poi lo richiama, poi lo ricaccia ancora, ed ancora una volta così. Pura follia del presidente Preziosi che aveva l’oro tra le mani e non lo sapeva.

Ma se sulla sponda rossoblù si mangiano le mani per un grande allenatore mandato via ingiustamente a Verona, che di calcio stanno dimostrando di intendersi tanto, ne approfittano subito. Nella stagione 2019/2020, infatti, a Juric è affidata la panchina del neopromosso Hellas ed il croato conduce senza patemi d’animo la flotta scaligera nel mare mosso della Serie A, portandola con anticipo al porto sicuro chiamato salvezza.

Il Verona poteva vantare nella sua rosa giocatori ambitissimi dai migliori club italiani. Kumbulla, voluto da tutte le big, preso alla fine dalla Roma. Rrahmani, sul quale il Napoli si è fiondato prima di tutti. Amrabat, anch’esso desiderato da tanti, soprattutto dallo stesso Napoli, che alla fine ha però scelto la Fiorentina.

Inoltre l’Hellas contava su Pessina che dopo una grande stagione ha dovuto fare ritorno a casa base, proprio dal Gasp a Bergamo, e Verre, ritornato anch’egli alla Sampdoria dopo il prestito. Insomma, all’alba del nuovo campionato ci si chiedeva fin dove potessero arrivare i meriti di Juric, con molti che credevano impossibile replicare la bella stagione scorsa dopo le tante perdite sopracitate.

Ma avevano sottovalutato ancora il tecnico croato. Con pochissimi rincalzi di spessore, Juric ha fatto una nuova magia. Il giovanissimo Lovato da sconosciuto è diventato di colpo uno dei talenti di prospettiva più ambiti del nostro campionato. Di colpo? Non proprio. Meriti di Lovato, per carità, ma soprattutto del suo maestro Juric che si è costruito in casa il nuovo Kumbulla, visto che dal mercato non era arrivato nessuno all’altezza per sostituirlo.

Ma Lovato è uno dei tanti fiori all’occhiello del Verona di Juric. Antonin Barak, un giocatore che sembrava finito a Udine ed in leggera ripresa a Lecce, è tornato ai fasti dei tempi quando si affacciava alla Serie A come giovanissimo dal grande valore. Zaccagni ha continuato la sua crescita, fino a meritare la convocazione in nazionale ed anche qui c’è tutta la capacità di Juric di costruirsi talenti in casa, con tanti sorrisi per la dirigenza scaligera che fiuta l’occasione di nuove ricche plusvalenze. Ma il Verona è anche Ilic, giovanissimo che gioca come un veterano; è Ceccherini, che a Firenze non sembrava affatto un giocatore da Serie A mentre con la cura Juric sta tornando ad inanellare buone prestazioni. E’ anche e soprattutto Silvestri, portiere straordinario, da nazionale e da squadra big senza ombra di dubbio.

Dove può arrivare la banda terribile dell’Hellas con il suo 3-4-2-1 tutto grinta, pressione continua, marcature a uomo, ripartenze fulminee, è difficile ipotizzarlo ora. La flotta Verona, la stessa che è arrivata alla salvezza nella passata stagione, continua a viaggiare a vele spiegate, e nonostante di tanto in tanto qualche marinaio dia forfait per infortunio, il comandante Juric riesce sempre a rimediare reinventandosi qualcun altro, così che la nave possa continuare a viaggiare senza problemi. Il porto questa volta sarà forse chiamato Europa League? E’ ancora troppo presto per pensarlo, ma per l’allenatore croato che in così poco tempo ha superato il maestro solo il cielo è il limite. Ci punterà, nonostante le smentite di rito ai microfoni, senza pressioni, con la voglia di replicare le grandi imprese delle ultime stagioni del suo maestro. Ci proverà, Ivan Juric da Spalato. Ma chiamatelo pure Re Mida, perché quello che tocca diventa oro. Oro giallo-blù.