Son of the wind: l’arma in più del Tottenham di Mou

Son of the wind: l’arma in più del Tottenham di Mou

Dicembre 8, 2020 Off Di Luca Sisto

Da segreto ben custodito delle ottime stagioni degli Spurs, a superstar globale. L’ascesa di Heung-min Son (foto copertina getty image korea) nell’olimpo della Premier è senza precedenti.

Fino a pochi anni fa, se aveste chiesto a un qualsiasi appassionato di calcio, in Corea, quale fosse il suo club preferito, vi avrebbe risposto, senza esitare, il Manchester United. Park Ji Sung con i Red Devils ha vinto 4 Premier e una Champions League, ed era l’arma tattica di Alex Ferguson, un jolly capace di interpretare a piacimento le diverse fasi di gioco. Incursore, ala, all’occorrenza impiegato per francobollare il fulcro del gioco avversario, come quando si occupò di non far respirare Pirlo in un Manchester U.- Milan del 2010 stravinto dagli inglesi per 4-0 (con sigillo del coreano) e rimasto impresso nella memoria di Wayne Rooney (autore di una doppietta, recentemente ha scritto un articolo a riguardo per elogiare Park).

Dicevamo, oggi è diverso. I Mondiali Coreani con la clamorosa e controversa semifinale ottenuta dalla selezione allenata ai tempi da Guus Hiddink, sono lontani 18 anni. La nuova generazione di tifosi vede nel Tottenham, grazie a Son, la nuova squadra feticcio del Paese. Il 21% dei coreani dichiara infatti, secondo un recente sondaggio, di interessarsi regolarmente alle sorti degli Spurs.

Salutato lo storico White Hart Lane, il Tottenham vuole finalmente portare una Premier (gli Spurs hanno vinto due campionati inglesi, l’ultimo nel lontano 1961) nel nuovissimo stadio. Gli Spurs di Josè Mourinho sono al momento in testa insieme al Liverpool e la coppia d’oro Son-Kane ha dimostrato di essere la più produttiva d’Europa: Kane ha fornito ben 10 assist nelle prime 11 gare della stagione. Otto di questi sono andati a vantaggio di un gol di Son. Otto sono anche i gol di Kane in questa stagione di Premier, 10 quelli di Son con 3 assist.

Nel North London Derby giocato sabato 5 dicembre, i due hanno dato l’ennesimo saggio di un’intesa perfetta. Il primo gol è una perla: Harry Kane viene incontro a centrocampo, addomestica il pallone e col mancino verticalizza sulla fascia sinistra per Son. Il coreano conduce con l’esterno del piede puntando l’area di rigore con una fluidità impressionante, tanto che sembra fluttuare sul manto erboso del Tottenham Hotspur Stadium sulle ali del vento londinese. Il difensore dei Gunners Rob Holding, preoccupato di non farsi saltare, decide di indietreggiare e attendere l’aiuto di Bellerin. La sovrapposizione a tutta velocità di Reguilon attira l’attenzione dei due che lasciano troppo campo a Son, il quale si porta la palla sull’interno piede e lascia partire un destro a giro dai 25 metri che non lascia scampo a Leno.

A fine primo tempo il gol del definitivo 2-0 è di Harry Kane con un micidiale sinistro che sbatte prima contro la traversa per poi gonfiare la rete, ancora su splendida iniziativa di Son, capace di creare lo spazio giusto con un gioco di gambe in area di rigore. A fine partita, Mourinho ha espresso parole dolci per i suoi giocatori: “non è solo una questione di gol e assist. Son e Kane lavorano duro tutti i giorni per essere a questi livelli, sono due grandi professionisti”.

Il coreano, classe ’92, ha già realizzato 13 gol in stagione, 10 dei quali in Premier e dovrebbe ampiamente superare il suo personal best di 14 (2016-17). Il fatto che segni con una tale frequenza e che si scambi gol e assist indifferentemente con Harry Kane, non ha ancora trovato le giuste contromisure da parte degli avversari. Se escludiamo la prima stagione di Son agli Spurs, con 4 gol nel 2015-16, l’ex Amburgo e Leverkusen è sempre andato in doppia cifra in Premier.

Il Tottenham ha superato 6-1 lo United in trasferta in questa stagione, regalando una vendetta di ghiaccio al manager portoghese. In quell’occasione Son ha segnato una doppietta (così come Kane) con i suoi classici tagli da sinistra. Gli Spurs hanno vinto lo scontro col City di Guardiola (primo gol di Son), con Mourinho che per la prima volta in carriera ha battuto il catalano per due volte di fila. Contro il City, Son ha anche segnato in Champions quello che è fino ad ora il gol più importante della sua carriera, nei quarti di finale dell’edizione 2018-19, quella della splendida cavalcata degli uomini di Pochettino sino alla finalissima persa contro il Liverpool di Klopp.

L’acquisto di Gareth Bale in prestito, col Real che partecipa al 50% del compenso del gallese (la metà di 24 mln all’anno), non ha spostato gli equilibri degli Spurs. Ma Heung Min Son, che fino ad ora era forte di un contratto fino al 2024 da 7 mln, in punta di piedi, ha cominciato attraverso i suoi legali a discutere di rinnovo.

Levy non vuole certo perdere il 28enne coreano. Son, che riuscì a scampare i due anni di servizio militare in Corea vincendo la Coppa d’Asia under-23 nel 2018 in Indonesia, ha espletato durante il primo lockdown i suoi obblighi prestando servizio per due mesi nelle forze armate, tempo sufficiente stavolta per essere congedato con onore grazie alle sue qualità da cecchino.

Skills che ha ampiamente dimostrato, senza far danni fisici a nessuno, sui campi di tutta Europa. L’offerta di rinnovo fino al 2026 si aggira sulle 200mila sterline a settimana, circa 12.5 mln di euro all’anno, e la firma dovrebbe arrivare entro gennaio. Un contratto da superstar globale, col Tottenham che grazie al 28enne ha una corsia preferenziale nel mercato asiatico.

Il valore di mercato di Son secondo Transfermarkt è di 75 mln di euro, ma il Tottenham non è intenzionato a fare cassa e Mou crede fortemente nella possibilità di vincere trofei con questo assetto.

Son, d’altro canto, è concentratissimo sulla sua carriera. Su consiglio (diciamo così) del padre, non prenderà moglie fino a fine carriera. Di famiglia tradizionalista, Son è molto legato ai genitori e, nonostante i suoi già ingenti guadagni, non ha ancora la piena libertà di gestione del suo patrimonio. Si sente ancora “figlio” e non è pronto per una famiglia tutta sua.

Ne frattempo, in campo, corre così veloce che sembra figlio del vento. Non ce ne voglia il grande Carl Lewis se abbiamo preso in prestito il suo nickname. Corre, come quando ai Mondiali del 2018 si involò verso la porta sguarnita per segnare il gol della staffa alla Germania campione uscente.

Corre Son, corrono gli Spurs di Mourinho: che sia l’annata buona per qualche “titulo” importante?