Il bilancio delle italiane in Europa: stecca solo l’Inter

Il bilancio delle italiane in Europa: stecca solo l’Inter

Dicembre 10, 2020 Off Di Luca Sisto

Bisognerebbe avere l’onestà intellettuale, quando si è dei professionisti esperti e di altissimo livello, di riconoscere un fallimento.

L’Inter di Conte è uscita dall’Europa, pur essendosi magicamente conquistata, dopo quattro partite in cui aveva raccolto due punti, il diritto di giocarsi il tutto per tutto in casa contro lo Shakhtar, grazie alla vittoria in casa del Gladbach.

E così, mentre le stampa italiana perdeva il sonno con l’odore dei biscotti nel forno, il Real Madrid tornava ad onorare il suo nome in una gara da dentro o fuori asfaltando i tedeschi e regalando su un piatto d’argento la qualificazione ai nerazzurri. Un piatto, evidentemente, che la difesa ad oltranza dello Shakhtar rendeva indigesto. L’Inter non va oltre lo 0-0, e Antonio Conte cosa fa? Non solo non risponde alle domande da studio di Fabio Capello e compagnia, che gli chiedevano di un fantomatico B Plan, ma si lamenta del fatto che gli ucraini si siano accontentati del pareggio e abbiano abbassato il baricentro.

Semplicemente imbarazzante. Gli interisti, polemica Eriksen a parte, sanno cosa servirebbe ora. Solo con lo Scudetto Conte potrebbe lavare i suoi peccati e onorare un contratto e una campagna acquisti in cui Marotta e Zhang hanno fatto esattamente ciò che ha chiesto, a costo di sacrificare in parte il futuro del club con giocatori non futuribili e ingaggi pesanti.

La Juventus, nel frattempo, è andata a Barcellona a giocarsela. Servivano 3 gol, ed ecco serviti gli scettici: due rigori di CR7 che domina lo scontro a distanza con Messi, e il secondo gol di fila dello statunitense McKennie su assist di un devastante Cuadrado in formato derby, sono più che sufficienti per ribaltare la differenza reti e guadagnarsi un accoppiamento presumibilmente più comodo agli ottavi.

L‘Atalanta non si lascia bloccare dalle polemiche della vigilia ed espugna l’Amsterdam Arena con un gol del solito, subentrante colombiano Muriel. Ilicic non trova spazio mentre il Papu Gomez lo difende a spada tratta dai presunti attacchi del Gasp. Gli orobici stanno giocando un buon campionato e hanno guadagnato la seconda qualificazione di fila agli ottavi di Champions. Chi si aspettava lo Scudetto probabilmente resterà deluso, ma le favole Leicester like sono rarissime. Forse, è la futuribilità del progetto Gasperini il vero argomento di discussione con Percassi: quando raggiungi l’apice e senti di averlo fatto, è dura superarsi.

Attenzione alla Lazio: i biancocelesti ce l’hanno messa tutta per complicarsi il girone dopo aver battuto il Borussia Dortmund alla prima giornata, ma il Brugge/Bruges non ne ha approfittato. In campionato alcune prestazioni, come accaduto all’Atalanta, sono da rivedere, ma era troppo importante incassare il premio per il passaggio del turno in Champions ed evitare una clamorosa retrocessione in Europa League.

Tra le squadre migliori che troveranno interesse nella seconda competizione europea per club, ci sono senza dubbio Manchester United, eliminato da PSG e RB Lipsia, l’Ajax e il Salisburgo, altra squadra a marchio Red Bull.

Qui le italiane hanno fatto registrare un bel 3 su 3 e da prime in classifica.

Solo il Napoli ha rischiato fino all’ultima giornata, nel girone chiaramente più difficile. Serviva almeno un punto contro la forte Real Sociedad, seconda in Liga, e pareggio è stato nella prima gara con la nuova denominazione dello stadio, ormai Diego Armando Maradona. I baschi hanno sprecato tanto raggiungendo il pari solo al 91′ con Willian Josè, mentre un gran gol di Zielinski sul finire della prima frazione aveva portato in vantaggio i partenopei. La sconfitta dell’AZ in casa del Rijeka ha poi reso assolutamente amichevoli gli ultimi minuti di melina con le squadre ormai certe del passaggio del turno.

Con un turno d’anticipo si erano già qualificate Roma e Milan, dimostrando di essere, con Tottenham e Arsenal, fra le principali candidate alla vittoria finale.

Menzione a parte per quanto accaduto a Parigi in occasione della sfida fra PSG e Basaksehir di Champions. L’UEFA dovrà fare piena luce sulle presunte frasi razziste del quarto uomo rumeno Coltescu all’indirizzo di Pierre Webo, assistente allenatore camerunense dei turchi. Ne abbiamo parlato sulla pagina, ma vogliamo sottolineare le due correnti di pensiero, sintomo che anche l’opinione pubblica è spaccata fra chi ritiene razzista il comportamento dell’ufficiale di gara, e chi ritiene che alla base di tutto ci sia una leggerezza dovuta ad un misunderstanding linguistico. Il contesto è fondamentale. Demba Ba, attaccante senegalese anch’egli in panchina, è stato espulso per aver protestato contro l’appellativo “this black guy” e “negru” (nero in romeno) rivolto a Webo per identificarlo. Le due squadre hanno lasciato il campo e la partita è ricominciata il giorno successivo con una diversa terna arbitrale e ovviamente con un altro quarto ufficiale. Nel pre partita, le squadre si sono radunate attorno al cerchio di centrocampo, inginocchiandosi con il pugno sollevato, un gesto inequivocabile. In campo, Neymar con tre gol e Mbappè con due, entrambi sempre molto attivi nella lotta al razzismo, hanno dato spettacolo.

Giustificare un comportamento fin troppo superficiale di Coltescu non mi sembra corretto. Ma un uomo ignorante e superficiale non necessariamente è razzista. Di questi tempi, però, il confine è ormai fin troppo sottile ed è giusto lasciare che le indagini facciano il proprio corso, in nome del motto principale della UEFA “no to racism”.