Gonzalo Villar, un regista spagnolo a Roma

Gonzalo Villar, un regista spagnolo a Roma

Dicembre 29, 2020 Off Di Valerio Vitale

Gonzalo Villar, regista della Roma di Fonseca, è arrivato in Italia in sordina, ma il suo gioco calmo e ragionato sta stupendo tutti.

La nascita di Gonzalo Villar

E’ il 23 marzo del 1998, un giorno tranquillo e mite di inizio primavera a Murcia, in Spagna. Mentre oltreoceano il colossal Titanic di James Cameron, interpretato indelebilmente da Leonardo Di Caprio e Kate Winslet, si aggiudica ben 11 Oscar eguagliando il precedente record di Ben-Hur (1960), dall’altra parte dell’Atlantico, a Murcia, si avverte il primo vagito di Gonzalo Villar.

Nel profondo sud-est della Spagna, situata a circa 40 km dal Mediterraneo, Murcia conta circa 500 mila abitanti ed è stata dapprima un importantissima zona di commercio permanente per i cartaginesi, chiamata dai romani Carthago Nova. In seguito divenne una delle province romane che formarono la Hispania Tarraconensis. Fino a diventare circa 2000 anni dopo la città che ha dato alla luce il talentuoso centrocampista giallorosso.

La crescita all’Elche, il passaggio al Valencina

Il piccolo Gonzalo cresce calcisticamente nella non lontana comunità valenciana, nel settore giovanile dell’Elche. Proprio con l’Elche esordisce nella terza serie spagnola alla tenera età di 16 anni, lasciando intravedere da subito le sue grandi qualità. Passano appena 6 mesi e di quel centrocampista, così elegante nelle sue movenze e dal pensiero veloce come un fulmine, se ne accorge il Valencia che decide di investire 175 mila euro. Pochi, pensando alle cifre che viaggiano nel calciomercato odierno, tanti pensando che Gonzalo aveva da poco compiuto 16 anni.

Gonzalo Villar e l’incontro con Penev prima del ritorno all’Elche

Villar viene aggregato al Valencia Mestalla, la seconda squadra del noto club iberico. Qui riesce da subito a mettersi in mostra, risultando fondamentale per la sua crescita il lavoro del tecnico Lubo Penev. Con la squadra B dei Pipistrelli colleziona 32 presenze e 3 reti, ma il Valencia non crede fino in fondo nel talento del centrocampista ed allora lo riacquista l’Elche per 200 mila euro. Tornato a “casa” nel 2018, diventa un titolare del club che milita in seconda serie, collezionando oltre 30 presenze. Si accorge di lui anche la nazionale spagnola che comincia a convocarlo nelle file dell’Under 21. Fino alla Roma.

L’approdo a Roma

E’ il gennaio del 2020, Villar è in lotta con l’Elche per la promozione in Liga spagnola (la quale avverrà tramite i play-off), ma la chiamata dei giallorossi è troppo ghiotta per il calciatore e per il club di proprietà del suo cartellino che lo lascia partire per 4 milioni più bonus. Come tanti talenti che arrivano nel nostro calcio da sconosciuti o poco meno, Villar non viene accolto chissà con quale entusiasmo dalla piazza giallorossa. Il suo trasferimento, utilizzando un eufemismo, passa quasi in sordina, proprio come Gonzalo. Viso pulito, il classico ragazzo timido che tra i banchi di scuola ascolta diligentemente, senza grilli per la testa. Capelli semplici, nessuna cresta o capelli colorati, tatuaggi manco per sogno. Zero apparenza, tutta sostanza.

La conquista di Roma di Gonzalo Villar

Nella prima metà di stagione in maglia giallorossa, colleziona 11 spezzoni di partita, le qualità si intravedono. Poi l’esplosione degli ultimi mesi. Con lui in campo dal primo minuto, in Serie A, la Roma non ha mai perso. Oltre il 90% di passaggi riusciti, numeri mostruosi per chiunque, esagerati per un giocatore che alla fine non aveva mai giocato in massima serie, tantomeno in un campionato tatticamente complesso come quello italiano. Se esteriormente Gonzalo non ama apparire, in campo si fa apprezzare eccome. Come un libro dalla copertina semplice, monocromatica, ma quando lo sfogli ogni pagina è un’avventura magica, un’esplosione dei più caldi colori. Così Gonzalo in campo. Testa alta, sempre, a cercare i compagni piazzati meglio. Piede calibrato, velocità di pensiero da fuoriserie e quella capacità di sapere già cosa fare appena entrato in possesso di palla che appartiene solo ai più grandi tra quelli che scelgono di battagliare ogni santa domenica in mediana.

Se la Roma corre veloce in questo avvio di stagione lo deve soprattutto al suo metronomo Gonzalo, capace di saper sfruttare le occasioni concesse da mister Fonseca che ora si coccola il suo prezioso gioiello. Perché Gonzalo Villar non è quella meteora come ingiustamente riteneva qualcuno soltanto 11 mesi fa. Gonzalo illumina pure, per carità, non proprio come una meteora, piuttosto come un faro. La luce guida dei suoi compagni in mezzo al campo. Dove possa arrivare la Roma in questo campionato così strano, combattuto, insidioso ed al contempo nebuloso non proviamo nemmeno a dirlo, lasciando tale difficile compito a chi di mestiere fa il veggente. Qui si provano a raccontare storie, come quella di Gonzalo, un ragazzo semplice che con il pallone sotto il braccio sta coronando il suo sogno. Non serve, tuttavia, un indovino per capire che il talento di Gonzalo è cristallino ed il suo futuro è roseo.