Perdere è l’unica cosa che conta

Perdere è l’unica cosa che conta

Gennaio 10, 2021 Off Di Luca Sisto

Lo Schalke 04 si ferma ad una sola partita dal record negativo del Tasmania Berlino del 1966, con 31 gare senza vittoria.

Sconfitto anche dall’Hertha Berlino nel quattordicesimo turno di campionato con un perentorio 3-0, lo Schalke 04, tristemente ultimo in graduatoria con 4 punti, era giunto alla poco invidiabile striscia di 30 partite consecutive senza vedere il simbolo W, tra la precedente stagione e quella corrente. Il record negativo del Tasmania Berlino del 1966 era ormai vicinissimo, col serio rischio di essere pareggiato e superato nelle successive due gare, contro l’Hoffenheim in casa alla Veltins-Arena di Gelsenkirchen il 9 gennaio e l’Eintracht Francoforte in trasferta il 17 al Deutsch Bank Park.

Un record scomodo per tutti, ma non per il Tasmania

Ironia della sorte, nessuno sarebbe stato contento di questo (tranne le squadre che lottano per evitare la Zweite, chiaramente). Il meno felice di tutti, proprio il club berlinese, attualmente in quinta serie dopo essere scomparso e riapparso fra i radar delle serie minori tedesche per anni.

“Questo record negativo è parte dell’identità del club. Quando vendiamo il nostro merchandising, quando presentiamo il nostro progetto, tutti sanno cos’è il Tasmania Berlino”

Almir Numic, direttore esecutivo del Tasmania Berlino.

Come riporta BundesItalia.com, I tifosi del Tasmania avevano già esposto striscioni implorando il club della Ruhr di vincere contro l’Hoffenheim: “non toglieteci il record”, in breve sintesi.

Secondo il club berlinese, che milita attualmente in quinta serie, la Oberliga Nord, con velleità di promozione (sono primi, ma il campionato è fermo da fine ottobre a causa del blocco dei tornei dilettantistici dovuto al covid-19), perdere il record avrebbe voluto dire un drastico ridimensionamento in fatto d’immagine. Per quanto questa società, l’SV Tasmania Berlin, non sia direttamente legata con il defunto Sport-Club Tasmania von 1900 Berlin, ne ha assunto a pieno titolo la storia sportiva. L’SV Tasmania è il diretto discendente dell’SV Tasmania Neukolln, che nel 1973 si era staccato come sezione dilettantistica e giovanile dallo Sport-Club, ormai vicino alla bancarotta (che puntualmente fu dichiarata nella stagione successiva).

L’attuale denominazione è in vigore dal 2011, ma il club e i suoi tifosi si riconoscono nella storia e nella tradizione perdente del Tasmania. Quella squadra concluse la Bundesliga 1965-66, alla quale aveva partecipato per contestata scelta politica della federazione dopo l’espansione del torneo della Germania Ovest a 18 squadre, con ogni possibile record negativo: 2 vittorie e 28 sconfitte, 31 gare di fila senza vincere, con 15 gol segnati e 108 subiti.

Lo spettro della retrocessione dopo 29 anni di fila in Bundesliga

Dal canto suo, lo Schalke 04 si trova vicino allo spettro della retrocessione in Zweite, dopo aver partecipato alla Bundesliga ininterrottamente dalla stagione 1991-92, potendo vantare la Coppa Uefa vinta contro l’Inter nel ’97, 7 titoli di Germania (prima dell’avvento della Bundesliga) e 5 Coppe di Germania, insieme a numerose partecipazioni alla Champions League, tra cui l’edizione 2010-11 con Raul Gonzalez Blanco in attacco e Neuer in porta, dove eliminò ancora l’Inter nei quarti di finale, venendo sconfitto solo dal Manchester United in semifinale.

Il club di Gelsenkirchen era riuscito nell’impresa di non vincere all’undicesima giornata contro l’Augusta, che era in 10 e sotto di un gol quando, nel terzo minuto di recupero, era riuscita a trovare il pareggio. Da allora altre tre sconfitte di fila. Lo Schalke 04 ha già perso il Revierderby col Borussia Dortmund per 3-0 e ha cominciato la stagione 2020-21 con una sconfitta per 8-0 contro il Bayern Monaco. Nelle prime tre giornate ha segnato un gol subendone 15, e al momento è ultimo sia per gol fatti, 8, che subiti, 39. Gli altri 3 punti sono arrivati per effetto dei pareggi in casa con Stoccarda e Union Berlino, e in trasferta col Magonza penultimo. L’Arminia Bielefeld terzultimo dista 6 punti e ha vinto lo scontro diretto a Gelsenkirchen per 1-0 il 19 dicembre. Lo Schalke non vinceva in Bundesliga dal 2-0 al ‘Gladbach dello scorso 17 gennaio, unica gara del 2020 in cui ha registrato una vittoria nel massimo torneo tedesco.

 

L’ultima chance è quella buona

Il 9 gennaio, l’Hoffenheim in crisi (3 sconfitte nelle ultime 4 partite, con problemi legati al gioco e all’onda lunga di un focolaio covid che ha decimato la squadra a novembre) è una ghiotta opportunità per tornare alla vittoria e, magari, rilanciarsi in ottica salvezza. Ma questo Schalke , che ha già cambiato 3 allenatori ed è guidato solo da una partita dal 66enne svizzero Christian Gross (succeduto a Huub Stevens che a sua volta aveva sostituito per una sola settimana Manuel Baum), era in caduta libera da 12 mesi.

E dire che, al netto della cessione di McKennie alla Juventus, l’organico è in linea con quello che, nella prima parte di stagione 2019-2020, aveva ottenuto ben otto vittorie. Al momento invece, il club è il maggior indiziato alla retrocessione in Zweite insieme al Magonza e l’unico obiettivo realistico, a fronte di un necessario cambio di rotta, potrebbe essere tentare l’assalto al terzultimo posto, valido per lo spareggio contro la terza classifica della Zweite.

L’acquisto di Kolasinac, rientrato a Gelsenkirchen dopo l’esperienza a Londra con i Gunners che l’avevano ormai messo alla porta, sembra aver galvanizzato lo Schalke. Nei primi 15 minuti il terzino con quattro tackle di fila suona la carica. Lo Schalke è una furia, l’Hoffenheim scompare presto dal campo. Il 2001 americano Matthew Hoppe segna una clamorosa tripletta e Amine Harit chiude i conti. Finisce 4-0, lo Schalke 04 rilancia le sue ambizioni in chiave salvezza, mentre il record negativo del Tasmania Berlin è salvo!