La Kidiaba dance al Mondiale per Club

La Kidiaba dance al Mondiale per Club

Febbraio 4, 2021 Off Di Luca Sisto

Nel gennaio del 2019, l’onorevole Robert Kidiaba Muteba entrava nel parlamento congolese, come deputato eletto nella Provincia del Katanga Superiore, nel Partito Nazionale per la Democrazia e lo Sviluppo.

Non sono passati neppure dieci anni da quando il mondo, in un torneo estremamente bistrattato come l’erede della Coppa Intercontinentale, ha avuto modo di conoscerlo come folkloristico portiere del TP Mazembe. La Kidiaba dance al Mondiale per club resterà uno dei momenti più riconoscibili nella storia della competizione.

E’ il 18 dicembre 2010 quando l’Inter del Triplete, allenata da Rafa Benitez dopo l’addio di Josè Mourinho, allo Stadio Sheikh Zayed di Abu Dhabi affronta i congolesi del TP Mazembe, campioni della CAF Champions League, i quali hanno fatto fuori i messicani del Pachuca e i campioni della Libertadores dell’Internacional.

L’Inter, che tutto si attendeva dopo aver superato 3-0 i coreani del Seongnam, fuorché trovarsi di fronte una squadra diversa dai brasiliani, fa buon viso a cattivo gioco e liquida la pratica con un altro secco 3-0. Segnano Pandev, Eto’o e Biabiany, ma tutti ricorderanno la competizione per questo:

E’ il minuto 52, quando il numero 11 dei bianconeri del TP Mazembe, Mulota Kabangu, controlla palla in area, e spara all’incrocio dei pali portando in vantaggio i congolesi contro l’Internacional. Durante i festeggiamenti accanto alla panchina, le telecamere si spostano sul portiere Kidiaba che, all’interno dell’area di rigore, sembra impazzire di gioia in una folle danza, saltellando per terra col sedere direttamente a colpi di reni…

Una novità assoluta per il resto del mondo, non per coloro i quali già conoscevano le imprese del portiere del TP Mazembe. Un’esultanza destinata a ripetersi in Coppa d’Africa più volte negli anni, sia nel 2013 (con la nazionale eliminata senza sconfitte ai gironi, nonostante una clamorosa rimonta 2-2 col Ghana), sia quando la Repubblica Democratica del Congo si presenterà in gran forma in Guinea Equatoriale nel 2015, con un organico composto ancora per gran parte da giocatori del club più rappresentativo, per l’appunto il TP Mazembe del portiere titolare Kidiaba.

L’RD Congo raccoglie nuovamente 3 pareggi nel girone eliminatorio come due anni prima, ma stavolta passa il turno per differenza reti. Ai quarti di finale c’è l’attesissimo derby col Congo (Brazzaville), che aveva eliminato Gabon e Burkina Faso, due ottime selezioni dell’Africa Subsahariana.

La partita è fantastica, succede tutto nel secondo tempo. Il Congo passa in vantaggio di due gol grazie alle reti di Dorè e Bifouma, ma la Repubblica Democratica del Congo non molla mai, figuriamoci in un derby. Tre minuti dopo il gol di Bifouma, al 65′ Mbokani dà il via alla rimonta. Passano altri dieci minuti e Bokila pareggia, portando l’inerzia tutta dalla parte della nazionale che, come Zaire, aveva partecipato ai Mondiali del ’74 regalando al mondo una delle storie più assurde della pur complessa cosmologia della più importante rassegna iridata calcistica. All’81’ Kimwaki fa 3-2 per la Rep. Dem., e Kidiaba si scatena di nuovo. Il quarto e definitivo sigillo nel recupero è ancora di bomber Mbokani.

La RD Congo perderà la semifinale contro i futuri campioni della Costa D’Avorio, ma ancora una volta Kidiaba strapperà le luci della ribalta con le sue parate e le sue esultanze, vera attrazione della squadra e della Coppa.

Appesi i guanti al chiodo, ha deciso di sfruttare la sua popolarità per dare un contributo al Paese come deputato e, come abbiamo visto, è stato anche eletto al parlamento di Kinshasa.

Agli occhi del mondo però, la Kidiaba dance al mondiale per club (foto di copertina tratta da FIFA.com) e in Coppa d’Africa, sarà sempre il motivo per cui l’ex portiere congolese verrà ricordato.