Ibra contro Lukaku come Miocic vs Ngannou: due pesi massimi, un solo trono

Ibra contro Lukaku come Miocic vs Ngannou: due pesi massimi, un solo trono

Febbraio 18, 2021 Off Di Luca Sisto

Domenica 21 febbraio, nell’ormai inconsueto orario delle 15:00, Milan e Inter si affronteranno al Meazza per decidere una buona fetta di campionato. Con l’Inter che ha appena sopravanzato di un punto i cugini rossoneri, i migliori giocatori delle due squadre, Ibrahimovic e Lukaku (foto di copertina Sky Sport), sono chiamati a contendersi la cintura dei pesi massimi, per utilizzare un gergo caro alla boxe e alle arti marziali. Il trono di Milano e, più in generale, della Serie A, attende.

 

Difficile pensare a uno scontro più interessante, in un periodo in cui la Juventus appare in calo e inseguitrici come Roma, Atalanta, Lazio e Napoli presentano un rendimento altalenante.

All’andata la spuntò il Milan proprio grazie a Ibra. In Coppa Italia, una parziale rivincita dei nerazzurri grazie alla punizione ai supplementari di Eriksen (prima che la Juventus estromettesse l’Inter nel turno di semifinali), aveva posto all’attenzione del grande pubblico, fra meme e fazioni opposte, la rivalità nella sfida. Ex compagni dalla strana convivenza al Manchester United, Lukaku e Ibra sono venuti alle mani, insultandosi vicendevolmente, scatenando i social su un possibile incontro di MMA fra i due, in cui ognuno come in una sorta di Street Fighter Arcade si è scelto il suo campione.

Non interessa in questa sede il perché i due abbiano regalato al mondo un momento di sport poco edificante. C’è chi ha (per ovvie ragioni) urlato al razzismo, chi ha invece sottolineato la felicità per un minimo di ritorno a un calcio più ferale. Al pubblico si sa, piace vedere il sangue. Ibra ha ricordato a Lukaku una vecchia polemica su un presunto stregone voodoo, che aveva suggerito alla madre di firmare per il Chelsea e lasciare l’Everton a suo tempo. Lukaku l’ha presa male (probabilmente, vecchie ruggini dei giorni in maglia Red Devils) e ha riferito poco gentilmente a Ibra di aspettarlo fuori, in uno showdown vecchio stile.

AFP PHOTO / Oli SCARFF (Photo credit should read OLI SCARFF/AFP/Getty Images)

Ibra e Lukaku compagni di squadra ai tempi del Manchester United (foto tratta da goal.com)

Da appassionato di mixed martial arts, non posso che pensare, per stile di combattimento e pedigree, al prossimo 27 marzo, quando per il titolo dei pesi massimi UFC, lo statunitense (di origini croate) e detentore della cintura Stipe Miocic se la vedrà con Francis Ngannou, camerunese con passaporto francese, sfidante già sconfitto in passato, ma che proviene da 4 vittorie di fila per ko e che, nel primo scontro con Miocic, ha provocato danni sufficienti per mettere il campione in condizione di perdere il successivo incontro con Daniel Cormier.

Ngannou è potenza pura, istinto da boxeur di razza, ottimo incassatore ma leggermente in difficoltà nella lotta a terra, dove Miocic a suo tempo conquistò la maggior parte dei punti propedeutici alla vittoria per decisione unanime.

Miocic è l’uomo d’acciaio capace di sconfiggere due volte di fila Cormier, dopo un’iniziale disfatta, strappando il titolo e mandando in pensione anticipata l’ex campionissimo. Fortissimo in piedi, ma soprattutto buon lottatore, capace con un takedown di costringere l’avversario spalle a terra, schiacciato contro la gabbia (vedere gli highlights per credere), accumulando vantaggi su vantaggi nel corso di un insostenibile match di 5 riprese.

Miocic (a sinistra) contro Ngannou (a destra) durante il peso, in occasione della prima sfida fra i due nel 2018 (foto mmafighting.com, link: https://images.app.goo.gl/ysi5yFpSrGvEAtPb8)

Ibrahimovic ha un’incredibile abilità nei calci: l’abbiamo scritto in passato, citando tutti i suoi incredibili gol in cui ha utilizzato l’arte appresa dal taekwondo, disciplina marziale coreana di cui è cintura nera.

In un ipotetico scontro con Lukaku, Ibra potrebbe vincere ai punti, tenendo a bada l’avversario. Ma se Lukaku dovesse sopraffarlo portandolo al suolo, a poco servirebbe il range di calcio di Ibra, che sulla corta distanza, una volta smarrita la possibilità del calcio al volto e del jab sinistro, faticherebbe a contenere lo strapotere fisico del belga Romelu.

Calcisticamente, la questione si fa anche più interessante. Spalle alla porta, entrambi riescono, chi con un instancabile lavoro fisico, chi con la capacità di difendere il pallone tra i piedi, a far guadagnare decine di metri ai compagni. Ambedue gli attaccanti sono bravissimi a creare spazi per l’inserimento di esterni, mezzali e seconde punte. Ibra è chirurgico nelle conclusioni ed è incredibilmente abile nel gioco aereo. Lukaku punta sulla potenza animalesca del suo calcio e, in allungo, è praticamente inarrestabile in campo aperto.

La loro capacità unica di migliorare i compagni e rendere semplice il gioco del calcio, fatto di spazi sempre più stretti grazie a tempi di gioco infinitesimali, è il vero motivo per cui Conte da una parte e Pioli dall’altra stanno dominando il campionato colpo su colpo. La sconfitta del Milan contro lo Spezia e la vittoria dell’Inter contro la forte Lazio di Simone Inzaghi, unite alla mancanza delle coppe per i nerazzurri, fanno pensare ad un momento della stagione in cui Lukaku e compagni potrebbero davvero approfittare della situazione per mettere 4 punti di distanza fra sé e i rossoneri.

Un’eventuale vittoria del Milan garantirebbe altresì due punti di vantaggio ed entrambi gli scontri diretti a favore. Un pari lascerebbe tutto com’è, rimandando la tenzone a un duello a distanza, in cui l’Inter per adesso ha realizzato più punti.