Antonin Barak è la sorpresa dell’Hellas Verona

Antonin Barak è la sorpresa dell’Hellas Verona

Marzo 3, 2021 Off Di Valerio Vitale

Antonin Barak è la sorpresa dell’Hellas Verona di Juric, una squadra che sta ancora una volta racimolando molti più punti, in Serie A, di quanti gli addetti ai lavori potessero attendersi dopo uno sguardo alla rosa in estate. Analizziamo lo sviluppo della sua carriera dagli inizi fino alla rinascita veronese, passando per la difficoltà di Udine.

 

“Nascere non basta. E’ per rinascere che siamo nati. Ogni giorno”

Pablo Neruda.

Lo sa bene Antonin Barak, vero e proprio uomo in più dell’Hellas Verona di Ivan Juric. Il centrocampista ceco nato a Pribram il 3 dicembre del 1994 ha saputo infatti rinascere come la famosa fenice, capace di risorgere dalle sue ceneri e mostrarsi al mondo ancora più splendente di prima. Rinascere, dicevamo appunto, perché la carriera di Antonin dopo tutta la trafila giovanile passata tra le fila della squadra della sua città natale sembrava sul punto di decollare nella stagione 2016/2017, quando con la gloriosa maglia dello Slavia Praga il centrocampista sigla 4 gol in 25 gare oltre a vari assist, vincendo il campionato con i biancorossi. Numeri importanti, con molti club che cominciano a mostrare il proprio interessamento per il calciatore.

Lo scouting dell’Udinese, da sempre fiore all’occhiello del club friulano, nota subito questo calciatore dal fisico statuario (190 cm di altezza) e dal sinistro velenoso. I bianconeri non ci pensano due volte e Barak approda nel calcio nostrano. Lo fa in grande stile. La sua prima stagione nel Bel Paese è una di quelle da incorniciare. Antonin incanta tutti col suo sinistro delizioso, segnando 7 gol. Il gioco di Barak non si giudica solo dalla sua vena realizzativa, ma anche dal suo grande spirito di sacrificio in mezzo al campo, dalle doti di leader e da quella innata e straordinaria capacità di saper sempre cosa fare sul prato verde di gioco. Sembra di essere dinanzi alla nascita di una stella. Ma spesso previsioni e realtà sono due rette parallele destinate a non incontrarsi mai in questo immenso piano cartesiano chiamato vita.

Barak in azione durante Udinese-Genoa nella stagione d’esordio in maglia bianconera, allo Stadio Friuli il 10 Settembre 10 2017 in Udine. (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images via Toro News)

La stagione 2018/2019 per Barak, infatti, è fallimentare per utilizzare un eufemismo. Appena 8 presenze in campionato, solo 4 da titolare. Il mostro da combattere si chiama lombalgia acuta, non sembra uno di quegli avversari imbattibili, ma Barak soccombe al suo cospetto e per diversi mesi il campo da calcio lo vede solo in televisione o al massimo dagli spalti. Ed ecco che nascere non basta più, perché qualcosa può sempre andare storto, perché non sempre il cammino è in discesa, anzi sono molte di più le strade da percorrere in salita, ricche di curve e varianti, piene di imprevisti come il tabellone del Monopoly.

Nella stagione successiva, quella 2019/2020, Barak resta ad Udine con la voglia di riprendersi tutto quello che aveva perso in un anno e ritornare a splendere come nella prima stagione in terra friulana. Barak ritrova il campo in campionato solo 8 volte e non sempre partendo da titolare. L’Udinese non ci crede più.

A gennaio arriva la chiamata di Liverani che vuole il ceco a Lecce per tentare l’impresa salvezza. Appena giunto in giallorosso Barak si presenta con un gol. E’ l’alba di un nuovo giorno, è l’inizio della rinascita. Con i pugliesi gioca in metà stagione ben 16 partite, segnando due gol e soprattutto risultando sempre uno dei migliori tra i suoi. Terminato il prestito, si ritorna ad Udine. La volontà è quella di lasciar partire nuovamente il ceco, non credendo al cento per cento nella sua rinascita. Liverani, chiamato dal Parma, è pronto a far calte false per assicurarsi il calciatore che alla fine sceglie di vestirsi di gialloblù, quello però dell’Hellas Verona. Ed è all’ombra dell’Arena che Barak ritrova se stesso.

La chioma è sempre bionda, ma questa volta foltissima e chissà, proprio come il famigerato Sansone, Barak acquista ancora più forza. In realtà, dietro questo exploit ci sono soprattutto 2 motivi. Uno, la grande forza mentale e non solo di questo ragazzo. Due, Ivan Juric. Il tecnico croato lo ha coccolato da subito, lo ha fatto sentire importante come meritava. La fiducia del resto è tutto, non solo in amore o in amicizia. Lo ha reso protagonista nel suo 3-4-2-1 brillante, mettendolo nei due dietro la punta, spostato sul centrodestra, con libertà di offendere ed accentrarsi con il sinistro velenoso o sfruttando il colpo di testa, come proprio nell’ultimo gol siglato contro la Juventus. Nel sincronismo quasi perfetto scaligero la capacità di pensiero di Barak si è mostrata ancora di più in tutta la sua grandezza.

Come la Regina di Scacchi della famosa serie Netflix, il centrocampista ceco sembra avere delle visioni, sapendo sempre la mossa giusta da fare in campo, riuscendo a trovare spazi per gli altri nascosti ed inesplorati, per lui lì alla portata. Antonin Barak è la vera sorpresa dell’Hellas Verona di Ivan Juric. Il centrocampista ceco è rinato e non vuole morire più. In 21 partite giocate in questa stagione, sono già 6 i gol con 2 assist.

Ed allora, per parafrasare una famosa frase assai nota dalle parti di Buckingham Palace, lunga vita ad Antonin.