Palermo-Milano-Losanna: in trasferta non conta il risultato

Palermo-Milano-Losanna: in trasferta non conta il risultato

Aprile 4, 2021 Off Di Redazione

Mario Ferrigno, nostro lettore, ci racconta Losanna-Palermo, trasferta di Europa League del 2010-11, che ha vissuto in prima persona, conscio della grande occasione di poter seguire la sua squadra del cuore in Europa.

 

Un’edizione storica per il Palermo

È la stagione 2010/2011, ed il Palermo gioca l’Europa League dopo aver sfiorato una storica qualificazione in Champions l’anno prima. Nel girone ci sono CSKA Mosca, Sparta Praga e Losanna. Con gli amici passiamo serate intere a pianificare ed a progettare una trasferta, ma alla fine non se ne fa nulla. Io non voglio lasciarmi sfuggire questa occasione, non so se il Palermo giocherà ancora in Europa, e purtroppo la Storia mi darà ragione.

Decido di organizzarmi da solo. Scelgo Losanna, che è più facile da raggiungere e più economica: basta un volo per Milano e una macchina. La partita sarà l’ultima del girone, ed è in calendario per giovedì 16 dicembre. O almeno è quello che penso io quando prenoto. Circa venti giorni prima, invece, scopro per caso che, inspiegabilmente, quella partita si giocherà mercoledì 15. Ormai ho deciso, non mollo e riprenoto tutto.

 

Una partita “inutile” ai fini della classifica, ma in trasferta non conta il risultato ma il viaggio

Nel frattempo, l’andamento del girone ha reso la partita di Losanna totalmente inutile: il CSKA ha dominato vincendo tutte le partite, il Losanna è stata la cenerentola, il Palermo ha giocato per il secondo posto con lo Sparta Praga, ma la sconfitta esterna ed il pareggio in casa sono stati fatali. Poco importa, in tutte le trasferte che ho fatto in lungo e in largo per l’Italia, il risultato è stato sempre l’ultimo dei miei pensieri.

Il 15 dicembre atterro a metà mattinata a Malpensa, ritiro l’auto e mi fiondo verso la Svizzera. Faccio con tutta calma e verso le 17 sono già nei pressi di Losanna. Siamo nel 2010, non ho ancora uno smartphone, l’itinerario da Milano a Losanna l’ho studiato su internet. Ma per arrivare allo stadio e poi al b&b mi servirà il Tom Tom che mi ha prestato un collega. Scopro con orrore che l’accendisigari della Punto non funziona, quindi non posso caricare il Tom Tom. Per fortuna ha la carica sufficiente per stasera e per riportarmi in autostrada domani.

 

Lo stadio Olympique de La Pontaise e il primo gol mai trasmesso in diretta televisiva

La partita è alle 19, arrivo allo stadio Olympique de La Pontaise con più di un’ora di anticipo. Lo scoprirò solo anni dopo, ma in quello stadio è stata scritta una pagina importante della storia del calcio: ha ospitato infatti alcune partite dei Mondiali del ’54, e nella prima di queste, Francia-Jugoslavia, Miloš Milutinovic (fratello del famosissimo allenatore Bora Milutinovic) ha segnato il primo gol trasmesso in tv della storia del calcio. Lo stesso Milutinovic, tra l’altro, ha segnato il primo gol nella storia della Coppa Campioni, realizzando infine una doppietta nella gara tra il suo Partizan e lo Sporting Lisbona, terminata 3-3.

 

L’esperienza allo stadio: un gelo inimmaginabile

Prendo il mio posto nel settore ospiti, e familiarizzo subito con il mio inseparabile compagno di questa serata: il freddo. Il termometro segna – 9 gradi, e siamo in riva al lago di Ginevra. Quindi è un freddo umido, di quello che ti penetra le ossa. Come se non bastasse, ho dimenticato i guanti. Ho tutto il mio abbigliamento invernale da stadio (pigiama sotto i jeans e la felpa, scarponi da trekking), e anche se la temperatura non è paragonabile a quella a cui sono abituato a Palermo, funziona bene. Ma senza guanti è un supplizio: chiedo ad un ragazzo di farmi una foto con la sciarpa, ed il mio volto è l’immagine della sofferenza. Siccome non riesco a stare né seduto né in piedi, decido che seguirò la partita passeggiando avanti e indietro. Aspetto con ansia l’intervallo per prendere qualcosa di caldo, ma nel bar del settore ospiti servono solo birra fredda. La partita è come la immaginavo, totalmente priva di senso. Ricordo solo la panchina del Palermo con i giocatori avvolti dalle coperte, una traversa colpita dal capitano del Losanna, Celestini, ed il gol di Muñoz che ci regala la vittoria.

 

Finita la partita faccio un po’ il turista in giro per Losanna, una cena veloce e vado a dormire. La mattina dopo mi concedo una passeggiata in riva al lago, poi riprendo la macchina e torno a Malpensa, ed in serata sono di nuovo a casa. Non ho ascoltato mio padre, i miei amici e la mia fidanzata che mi dicevano “ma chi te lo fa fare”.

È stata la passione a guidarmi, e solo chi ha passione può capire.

 

Un grazie speciale a Mario Ferrigno per averci raccontato questa storia d’amore sportivo e per le foto da lui condivise.