Il Brentford ha fatto la storia: promosso in Premier League

Il Brentford ha fatto la storia: promosso in Premier League

Giugno 1, 2021 Off Di Andrea Indovino

Ce l’ha fatta il Brentford. All’ennesimo tentativo la maledizione è stata spezzata. E le Bees del West London sono state finalmente promosse in Premier League. Per la prima volta nella loro storia. L’ultima partecipazione nel massimo campionato inglese per il Brentford risaliva a ben 74 anni fa, quando il campionato si chiamava First Division. Altri tempi. In finale, la squadra di Thomas Frank ha sconfitto nettamente, per due a zero, i gallesi dello Swansea. Con reti decisive di Ivan Toney (dal dischetto) e di Emiliano Marcondes. A Wembley. Nello stadio più affascinante del mondo, ha fatto festa il Brentford. Proprio lì, sotto l’arco, dove lo scorso anno ha visto sfumare sulla sirena la promozione in Premier League. Sempre nell’ultimo atto. Sconfitto con lo stesso punteggio: 0-2 dal Fulham di Scott Parker. Curiosità, proprio le Bees prenderanno parte alla Premier League 2021/2022 al posto dei Cottagers.

Festa grande nel West London

Tra i canali e le case galleggianti del West London, si farà festa a lungo. Per una tifoseria che nel passato recente ha dovuto ingoiare tanti bocconi amari. Troppi. Tante delusioni, con le Bees che nel terzo millennio hanno addirittura perso sei finali playoff. E costrette a campicchiare addirittura tra la terza e la quarta serie del calcio inglese. Poi nel 2014 l’acuto. Con il secondo posto in League One che gli ha permesso di sbarcare in Championship. E da lì, l’escalation verso l’alto. Col Brentford che si è imposto come realtà del torneo, stabilmente nella parte sinistra della classifica. Quinto, nono, undicesimo. Poi ancora nono. Undicesimo. E i due terzi posti. Quello dello scorso anno, e quello del campionato appena andato a libri, che si è chiuso con la magnificente promozione in massima serie. Attraversando le pericolose forche caudine degli spareggi.

Tanto merito a Thomas Frank

Celebrazioni. Tante. Festa grande a Hounslow. Il quartiere, cuore pulsante della tifoseria delle Api. A circa tredici chilometri da Charing Cross. Di festeggiare uno storico traguardo raggiunto con volontà e dedizione non si vuol smettere. Un traguardo voluto. Preso e afferrato con passione. E bagnato con fiumi di birra.

‘Adesso voglio solo ubriacarmi, e non pensare a niente. Alla Premier League ci penserò da domani’, le parole del manager Thomas Frank immediatamente dopo i tre fischi dell’arbitro che hanno sancito la promozione della sua squadra nella massima divisione inglese. Un allenatore unico, come nessun altro. Divertente e coinvolgente. E umoristico. Le sue conferenze stampa, nel corso della stagione, hanno contenuto di tutto. Dai riferimenti al leggendario allenatore NBA Phil Jackson, all’ultima serie televisiva vista in famiglia sulla piattaforma Netflix. Con riferimenti perfino alle carriere personali, calciofile, alla Play Station. Ma può passare da divertente a schietto nella stessa frase.

Allena le Bees dall’ottobre 2018, con risultati eccellenti. Un coach brillante, con un curriculum di tutto rispetto. In grado di migliorare chiunque gli sia intorno. Il Brentford ha conquistato la promozione attraverso il bel gioco, caratteristica delle squadre del manager danese. Con un sistema flessibile – nelle tre partite di spareggio ha utilizzato il 3-5-2, il 4-3-3 e il 4-4-1-1 – e l’obiettivo di dominare il possesso, praticando un forte pressing sulla palla senza di esso.

Ivan Toney: ennesimo bomber lanciato dal Brentford

Frank ha adottato uno stile di gioco verticale alla ricerca dello spazio tra le linee avversarie per favorire la risalita rapida del campo e creare così più occasioni da gol possibile. Segnare. Tanto. Sempre un gol in più degli avversari. Questo è il mantra del danese. E con questa filosofia di calcio è nata la stella di Ivan Toney. Che in Championship quest’anno ha brillato come Sirio abbaglia l’universo. Accecante. Ha indossato il mantello del bomber di razza. Trentatrè centri stagionali. Trentatrè! Undici dal dischetto. Una clamorosa macchina da gol. Come se fosse una creatura ideata e sviluppata in laboratorio. Nessuno dei trentatré realizzati fuori dall’area.

Toney realizza dal dischetto contro lo Swansea (foto Wales Online)

Il suo gioco di collegamento, ed il lavoro senza palla lo hanno reso un centravanti moderno a tutto tondo. Una leadership e una presenza scenica assoluta. Oltre ad un virtuosismo tecnico indescrivibile profuso in ogni sua giocata. E’ sua la copertina. Un attaccante destinato a scrivere pagine importanti in Premier League. Con o senza Brentford.

L’eccellente lavoro del supporting cast

Ma il contorno è stato assolutamente all’altezza di Toney. Dasilva, Mbeumo, Marcondes e Forss hanno completato un reparto d’attacco di primo livello per la categoria. Semplicemenete il più ricco. Il più irresistibile. Corsa, fantasia, tanta qualità. E gol a grappoli. Ma anche dalla cintola in giù il Brentford si è scoperto speciale. Con Jansen e Janelt a comporre una cerniera di centrocampo nella quale si sono mescolate e distribuite in modo uniforme abilità tecniche e durezza caratteriale. Roerslev, Rasmussen e Canos sono stati gli esterni a tutta fascia. In grado di coprire una grossa porzione di campo. Utili in entrambe le fasi. E la difesa, solida, ha fatto il resto. Comandata da Pinnock, giamaicano con cittadinanza inglese. Un leader in campo e fuori. Una piacevole sorpresa. Rendimento altisonante, dal primo all’ultimo impegno stagionale.

Pinnock che ha trovato in Pontus Jansson (lo ricordate in Serie A al Bologna?) e Dalsgaard due fidi scudieri con i quali ha eretto il muro a strisce bianco e rosse. Con 42 gol subiti, la difesa delle Bees è stata la quarta meno battuta dell’intera Championship. Una lotta ai mulini a vento, insomma, il più delle volte per gli avversari, tentare di far del male alla squadra londinese.

Il futuro prossimo del Brentford

La prossima finestra di calciomercato vedrà quasi certamente il Brentford tra le protagoniste più attive della scena. Del resto, la Championship dalla quale il club londinese proviene è un campionato molto diverso dalla Premier League, che dovrà disputare dall’agosto prossimo. Per cui occorrono molti rinforzi. Tuttavia, le conferme ci saranno. Più di un calciatore non si muoverà, come giusto che sia: la presenza di alcuni elementi confermati in rosa potrà garantire una certa continuità. Difficilmente la dirigenza delle Bees venderà i suoi gioielli più luccicanti. Come accaduto lo scorso anno con Benrahma, ceduto al West Ham e Watkins, passato a titolo definitivo all’Aston Villa.

Griffin Park

La festa promozione sarebbe potuta essere ancora più tipica, peculiare, se tutto fosse stato al suo posto. Compreso ‘Griffin Park’. Storico stadio, per 116 anni casa e fortezza delle Bees, che hanno dovuto salutare dopo la gara di ritorno delle semifinali del playoff di Championship dello scorso anno. Ironia della sorte, contro lo Swansea. Col cuore in mano grondante sangue. Un gioiellino, incastonato perfettamente tra le abitazioni del London Borough of Hounslow. Con la caratteristica di aver avuto un pub ad ogni suo angolo.

Dopo oltre un secolo di storia, ha ceduto la scena al più eclettico e moderno ‘Brentford Community Stadium’, che ha fatto bingo al primo anno d’età. E ora si godrà guascone lo spettacolo della Premier League. Così splendida. Così meravigliosa. Insieme al popolo biancorosso. Perché da oggi i derby che disputerà il Brentford non saranno col Queens Park Rangers o col Fulham. Ma con avversari di altro rango. Alto, assai più alto. Il Chelsea campione d’Europa, l’Arsenal, il Tottenham. E allora buon divertimento Bees. In bocca al lupo Brentford Fc.

 

Immagine di copertina: Brentford FC official website

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