“It’s coming home”: che non resti il solito tormentone

“It’s coming home”: che non resti il solito tormentone

Giugno 3, 2021 Off Di Andrea Lorello

Con l’avvicinarsi di Euro 2021, ritorna in auge il tormentone “It’s coming home”, nato 22 anni fa durante Euro 96′. Il brano musicale in realtà è intitolato “Three Lions“, scritto dalla band “The Lightning Seeds“. Fu ideato proprio per celebrare il ritorno del calcio nella sua patria d’origine, in occasione dell’Europeo del 1996, svoltosi proprio in Inghilterra. Con il tempo, il significato attribuitogli dai tifosi inglesi, è cambiato.

E’ diventato ormai monito di speranza per le sorti della selezione inglese di calcio. Basti pensare che l’Inghilterra ha vinto, nei lontani anni ’60, l’unico titolo della sua storia: il mondiale del 1966. Mentre nel campionato europeo, il miglior piazzamento è stato il terzo posto raggiunto nell’edizione del 1968 e del 1996. Un paradosso per la storia del calcio inglese, per il valore ed il prestigio raggiunto nel corso degli anni e per i tanti campioni che hanno indossato la maglia dei tre leoni.

UN SALTO NEL TEMPO: EURO 2004 E I FANTASTICI 4

Fermatevi e ritornate indietro nel tempo fino ad Euro 2004. Lì troverete uno dei centrocampo più forti di tutti i tempi. Ma non solo, un duo d’attacco esplosivo non solo nei singoli, ma complementare. Due mastini come centrali di difesa e terzini di spinta e contenimento allo stesso tempo. Al comando, un CT venuto da lontano. Avete capito di chi stiamo parlando: dei fantastici 4. I compagni di merenda Steven and Frankie. Di Becks and Paul Scholes. E poi davanti il pallone d’oro Michael Owen e il giovane Wayne Rooney. E dietro? Sol Campbell e John Terry. Sulle fasce Ashley Cole e i fratelli Neville. Alla guida lo svedese Sven Goran Eriksson. Uno squadrone in tutti i ruoli tranne uno: il portiere.

La maledizione che colpisce la nazionale inglese dagli anni gloriosi di Gordon Banks, considerato uno dei migliori portieri di tutti i tempi, o di Peter Shilton, quello con il maggior numero di presenze con la maglia dell’Inghilterra. Dopodiché la mediocrità più assoluta. Da Seaman a John Hart, per poi passare a Paul Robinson, Rob Green, David James e l’attuale Jordan Pickford. David James completava l’undici titolare di Sven Goran, buttato fuori dal Portogallo ai quarti di finale. Un piazzamento deludente, al di sotto delle aspettative nutrite dagli inglesi dell’epoca, speranzosi di poter riportare finalmente il “Football at Home”, come d’altronde fiducioso è il sentimento per l’attuale CT Gareth Southgate e la sua rosa verso Euro 2021.

I fantastici 4 in tutta la loro classe e bellezza (Foto di Twitter)

LA ROSA DI SOUTHGATE: I LATERALI DI DIFESA E D’ATTACCO

Analizzando la rosa di Southgate emergono due punti di forza indiscussi: il centravanti, e le potenzialità dei laterali, sia difensivi che offensivi. Infatti sulle fasce l’Inghilterra può contare su ben 4 terzini destri di prima fascia: Trent Alexander-Arnold (che però probabilmente sarà sostituito per infortunio), Reece James, Kyle Walker e Kieran Trippier. Riteniamo che il motivo per cui Southgate abbia portato con sé ben 4 terzini destri è che Trippier e Trent Alexander-Arnold possono giocare anche a sinistra, dove Chilwell ha la sola concorrenza di Shaw. Mentre Walker può essere schierato centrale insieme a Stones o Maguire.

Inoltre l’abbondanza di laterali difensivi è dovuta anche agli schemi più spesso utilizzati dal CT inglese: il 4-3-3( molto probabilmente sarà questo lo schema definitivo) ed il 3-4-2-1. In quest’ultimo caso vedremmo Walker come centrale di destra. In avanti, sempre sulle fasce, c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Southgate può contare anche qui su quattro talenti puri che dovranno giocarsi due posti ( nel 4-3-3): Marcus Rashford, Bukayo Saka, Jadon Sancho e Raheem Sterling. Il primo è un misto di velocità, atletismo e freddezza sotto porta. Il secondo pare quello più sacrificabile ma anche più versatile, infatti può giocare nel 3-5-2 come quinto a sinistra.

Jadon Sancho è uno dei gioiellini più ambiti dai top club europei, classe 2000, vale già 100 milioni. Sterling è quello con più esperienza internazionale, inoltre conosce alla perfezione il 4-3-3, anche se Guardiola gioca un calcio a parte. Ma attenzione, non è finita qui. Southgate spesso ha utilizzato anche Mason Mount nei tre d’attacco. Quest’ultimo, è il più vecchio tra i giovani. Mi spiego meglio. Pur essendo classe 1999, gioca come un veterano. E’ il jolly della squadra ed ha appena sollevato la Champions League da protagonista. Basta questo per affermare: Kane, Mount più altri 9.

Esultanza al gol di Harry Kane ( foto di Tuttocalciomercato24)

LA ROSA DI SOUTHGATE: I DIAMANTI PIU’ PREZIOSI D’EUROPA

Per quanto riguarda il centrocampo, cominciamo col dire che non è quello dei fantastici 4 di Euro 2004. Come giusto che sia, aggiungerei. I miracoli non si verificano a distanza di così poco tempo. Ma non solo per i nomi. Questi qui di Euro 2021 sono di un’ altra categoria. Quelli nati fra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila. C’è un solo giocatore nel pieno della sua carriera: Jordan Henderson. Il resto: giovani talentuosi. Foden, il più blasonato. Giocherà l’europeo come mezzala nel 4-3-3 o dietro la punta nel 3-4-2-1. E poi c’è Jack Grealish , il classico numero 10, come non se ne vedevano da un po’ nel calcio.

Ecco, a proposito, c’è carenza di numeri 10 nel football moderno. Dove sono i nuovi Rui Costa, Riquelme, Andrés El cabezòn D’Alessandro. Sarà forse perché il 4-3-3( quello più utilizzato dai top club) non lascia posto al 10, o la ragione va trovata nell’intensità del calcio moderno, dove tutti hanno il compito di rincorrere l’avversario, e quindi non ti puoi proprio più permettere il numero 10? Ovviamente se ti chiami Leo Messi fai quello che ti pare. Ma tornando a Grealish, di cui il mio amico Valerio ha scritto e per il quale prova un debole, Jack può alternarsi a Foden come mezzala o dietro all’ariete Kane come fantasista.

Due predestinati o già veterani? (Foto di Evening standard)

In mezzo al campo invece il perno è Declan Rice che si gioca il posto con Jordan Henderson nel 4-3-3. Altrimenti potrebbe giocarci in coppia nel 3-4-2-1. Rice, classe 1999, altro diamante, neppur troppo grezzo. Anzi, ha dimostrato di meritarsi il ruolo più delicato: quello davanti la difesa. Dove c’è traffico, poco spazio e la velocità mentale è tutto.

Infine le altre due mezzali. Citate per ultime ma non per importanza. Kalvin Phillips e Jude Bellingham. Il primo scuola Bielsa, il secondo scuola superiore. Jude ha infatti 17 anni. Quello che ha segnato al City di Guardiola nel recente quarto di finale di Champions. Quello che a Birmingham indossava la maglia numero 22. Sappiate che pare sia talmente forte che i dirigenti del Birmingham, dopo il suo trasferimento al Borussia Dortmund, hanno ritirato il numero di maglia. Verrebbero da dire due cose: o questi so matti o il ragazzino è un predestinato. Probabilmente la seconda.

Per quanto riguarda il suo ruolo in campo e le sue doti maggiori, non vorremmo sbilanciarci sul ragazzo. E’ così giovane che i margini di apprendimento e miglioramento sono al momento imprevedibili. Diciamo solo che potrebbe diventare il classico centrocampista box to box, come dicono in patria. Una cosa è certa, ne vedremo delle belle. Siamo arrivati al centravanti. E potremmo anche non nominarlo. Non meriterebbe presentazioni l’uragano. Ma come non parlare del finalizzatore di questa magnifica squadra. Kane è tecnica allo stato puro. E’ fortissimo sia spalle alla porta che lanciato in profondità. Sarà il suo europeo.

Chi invece non merita un approfondimento è Dominic Calvert-Lewin. Salvo imprevisti, il suo concorrente è intoccabile. Insomma questa è la rosa. Fatta soprattutto di giovani, i diamanti più preziosi d’Europa. Ed è normale che le aspettative siano alte. Ed infatti i bookmakers quotano l’Inghilterra come la favorita, dopo la Francia. Ci siamo. Manca poco. Prendete posto e mettetevi comodi.

Che squillino le trombe, rullino i tamburi and “It’s coming home” non resti il solito tormentone.

 

Immagine di copertina tratta da Eurosport