Nuova proprietà saudita, Newcastle saluta Ashley e torna a sognare

Nuova proprietà saudita, Newcastle saluta Ashley e torna a sognare

Ottobre 14, 2021 Off Di Andrea Indovino

Il Newcastle volta pagina. Mike Ashley si fa da parte, dopo 14 anni alla presidenza dello storico club bianconero. Che passa nelle mani di un gruppo d’investimento guidato dal Public Investment Fund (PIF), comprendente anche PCP Capital Partners e RB Sports & Media, diventando i proprietari più ricchi del calcio mondiale. Con un valore di 320 miliardi di sterline. Grazie al fondo PIF, Fondo Investimenti Pubblici, Bin Salman possederà l’80% del club, insieme all’impresa della donna d’affari Amanda Staveley (PCP).

Chi è il principe Bin Salman?

Mohamed Bin Salman Al Sa’ud è il figlio dell’attuale re saudita Salman, principe ereditario, vice-primoministro e ministro della difesa dell’Arabia Saudita. In poche parole: un membro della famiglia reale. 36 anni e un patrimonio smisurato. Che ammonta all’incirca a 18 miliardi di dollari.

Cifre da capogiro. Addirittura da far invidia alle ricche proprietà arabe che stanno dominando la scena europea ormai da anni. Manchester City e Paris Saint-Germain, per nominarne due.

Investimento choc

Si parla di una cifra intorno ai 350 milioni di euro: il capo del fondo PIF, Yasir Al-Rumayyan sarà presidente non esecutivo del Newcastle. Il fondo nei mesi scorsi bussò alle porte di Milano, tentando un approccio con Suning. Un interesse per l’Inter che poi non ha portato a nulla.

La copertina del Sun online di pochi giorni fa. Bin Salman era balzato alle cronache, recentemente, per il caso dell’omicidio Kashoggi e per l’incontro con il leader di Italia Viva, Matteo Renzi.

La cattiva gestione Mike Ashley

Sulle rive del Tyne è comunque tempo di festeggiamenti. Perché Ashley non è stato mai ben visto e voluto dalla tifoseria dei Magpies. Accusato da oltre un decennio di investire poco nella società. E di aver trasformato il Newcastle, da squadra di vertice del panorama calcistico inglese, in una compagine di provincia abituata forzatamente a vivacchiare all’ombra delle big della Premier League . Conoscendo perfino le retrocessioni e la Championship nel 2009 e ancora nel 2016. Tra i ‘capi d’imputazione’ ad Ashley, anche l’accusa  di non aver investito granché nella struttura principale (stadio) e nei campi d’allenamento. St. James’ Park necessita di un ammodernamento, così come il training centre che è rimasto uguale da venti anni a questa parte. E manca di strutture standard come una piscina o un impianto idroelettrico. Insomma, una trascuratezza generale che ai Geordies, che vivono per il club 24/7, non è mai andata giù.

Gli obiettivi a medio e lungo termine

Subito al lavoro il nuovo fondo saudita, per risollevare le sorti del gigante bianconero. Dormiente da tanti, troppi anni. Amanda Staveley, amministratore delegato di PCP Capital Partners, ha dichiarato dopo l’ufficialità dell’operazione: ”Questo è un importante investimento a lungo termine. Poche parole, tanti fatti. Ci mettiamo subito all’opera, entusiasti delle prospettive future per il Newcastle United. Vogliamo creare una filosofia nuova in tutto il Club, stabilire uno scopo chiaro e contribuire a fornire una leadership che consentirà a questo glorioso club di raggiungere grandi risultati a lungo termine. Perché Newcastle merita di essere sempre al vertice del calcio inglese. La nostra ambizione è allineata perfettamente con quella dei fans: intendiamo creare una squadra di successo costante che gareggi regolarmente per importanti trofei nazionali e continentali, e generi soprattutto orgoglio in tutto il mondo”.

Si sogna ad occhi aperti

Ci sarà programmazione. Non ci sarà la raffica di colpi di mercato in stile PSG. Ma a Newcastle si iniziano a contare i giorni che separano il club dai primi acuti sauditi. Con ogni probabilità il primo colpo sarà il nuovo allenatore. In pole ci sarebbe Antonio Conte, pronto a rimettersi in sella e sostituire Steve Bruce. Che come Ashley non è mai entrato nelle grazie della tifoseria dei Magpies. Tanto appassionata, calda, rumorosa, quanto esigente.

Poi, solo dopo il cambio di guida tecnica, a passare sotto il metal detector della nuova proprietà sarà la rosa. Che verrà potenziata già a partire dalla prossima finestra di mercato di gennaio. Ma potrebbe rivelarsi azzardato, come detto, aspettarsi grandi colpi prima dell’estate prossima. Quando il principe Salman metterà mano al portafogli per ‘modellare’ il parco giocatori a suo piacimento.

Newcastle ha fame di grande calcio

Ora che il gigante addormentato si sta risvegliando, dopo anni di profondo letargo, per le strade di Newcastle la festa sta impazzando. Perché molti fans hanno accolto con favore il buyout, o takeover, come preferite chiamarlo, in quanto dovrebbe significare un’enorme iniezione di denaro nelle casse del club. Con i Toon che stanno già iniziando a pregustare incroci infuocati per il titolo di campioni d’Inghilterra contro Chelsea, Liverpool, Manchester United e Manchester City. Il ‘Takeover‘ è stato salutato con feste di cori e pubblico, e fiumi di birra. Immancabili, a quelle latitudini.

Perfino Alan Shearer, la leggenda del Newcastle United degli anni ’90, idolo indiscusso della Toon Army, si è sbottonato sui social, enfatizzando il passaggio di proprietà: “Finalmente. Ora possiamo sognare di nuovo”.

Rinverdire vecchi fasti

Nel corso della sua storia, il Newcastle ha vinto in ambito nazionale quattro First Division, sei FA Cup e un Charity Shield. In ambito internazionale, una Coppa delle Fiere e una Coppa Intertoto UEFA. Risultando così il nono club inglese per numero di trofei vinti. Il periodo di maggiore successo del Newcastle risale agli anni 1910, quando vinse una FA Cup e tre titoli di First Division. E chissà, se a distanza di oltre cento anni, i Magpies riusciranno a rinverdire quei vecchi fasti. Ma, questa volta, sospinti dal carburante dei petroldollari sauditi. Donnarumma, Thiago Silva, Modric, Bale, Coutinho. Non svegliate le ‘gazze’ proprio ora che hanno iniziato a sognare.

 

Immagine di copertina tratta da Sky Sport.