Sic transit gloria Giuntoli

Sic transit gloria Giuntoli

Giugno 2, 2025 0 Di Luca Sisto

Mbombela Stadium, Sudafrica, 20 giugno 2010. Allo stadio delle “Giraffe”, per la curiosa sembianza architettonica, omaggio al vicino Kruger Park, si gioca la seconda partita del disastroso Mondiale degli Azzurri, campioni in carica, contro la Nuova Zelanda.

Dall’altra parte del mondo, negli stessi minuti in cui l’Italia non riesce a trovare la giusta trama offensiva per superare il muro oceanico, allo Stadio Simpatia, Pianura, quartiere di Napoli, quello che all’apparenza sembra un pazzo scriteriato di un metro e 90 per più di 90 kg si sta arrampicando sulla rete di recinzione che separa i soli 20 tifosi ospiti dal sintetico su cui si sta giocando Pianura – Carpi, ritorno della semifinale nazionale dei playoff di Serie D. Quell’uomo folle si chiama Cristiano Giuntoli, e sotto una pioggia battente che ha ridotto il campo ad un acquitrino, la squadra di cui è da pochi mesi DS ha appena realizzato il secondo gol, a fronte delle sei marcature degli uomini di casa, guidati da Mimì Gargiulo.

Pianura – Carpi e quel pomeriggio di un giorno da cani

All’andata, il Carpi ha vinto 5-0. Nessuno ipotizza anche solo minimamente cosa sarebbe accaduto quel 20 giugno.

Quando mancano 5 minuti al termine, con la famiglia Cafasso, proprietaria del Pianura, in preda ad una crisi di nervi nella tribuna a ridosso del campo, il portiere del Pianura Despucches ha mancato il rinvio della palla, beffato da una pozzanghera, consentendo agli avversari di accorciare le distanze quanto basta per qualificarsi alla finale. Il Carpi è in 10 dal 30′ della prima frazione per un colpo a palla lontana dell’attaccante Gherardi, e il Pianura ci credeva eccome, nella più grande rimonta mai vista su un campo da calcio. Quando Giuntoli e i suoi vanno ad esultare con i propri tifosi, il Carpi sembra quindi aver sferrato il colpo di grazia alle speranze dei pianuresi.

Ma i carpigiani non hanno ancora fatto i conti col dieci dei napoletani. Quel Tommaso Manzo che ha già segnato tre gol e che, dopo l’insperato 7-2 dei suoi, si prepara a ricevere un lungo cross dalla destra, mentre le lancette segnano ormai la fine del quarto ed ultimo minuto di recupero.

Non si tratta di un calciatore qualunque: parliamo di uno dei più grandi bomber delle minors campane. E il primo gol della sfida l’ha già segnato in mezza rovesciata. Possibile ripetersi al 94′, sotto il diluvio universale che si sta abbattendo sulla zona flegrea?

Mentre il Simpatia trattiene il fiato e il pallone, attraverso le gocce d’acqua, spiove lungo il vertice destro dell’area di rigore, in sottofondo, in una frazione di silenzio, in radio passano gli ultimi concitati secondi di Italia – Nuova Zelanda.

Qualcuno ha malignato che quella pazzesca partita non avrebbe dovuto giocarsi proprio in contemporanea con la Nazionale. E che i pianuresi, non avendo digerito la manita e i pesanti sfottò dell’andata, meditavano vendetta.

D’altronde, entrambe le squadre avevano già ricevuto informale comunicazione di ripescaggio in Lega Pro Seconda Divisione, pur non avendo avuto la meglio nei rispettivi gironi in D.

Tommaso Manzo, il bomber tascabile

Nel frattempo, Tommaso Manzo, il campioncino tascabile delle minors, decide di scrivere una pagina di storia del calcio, diventando grande in un tempo piccolo, come Califano, su di un campo troppo piccolo per il professionismo. In un attimo, i Mondiali di calcio e il Simpatia diventano testimoni di un unico straordinario avvento: mentre i neozelandesi firmano l’impresa contro i campioni uscenti a Mbombela – che in lingua siswati vuol dire “tante persone insieme in un posto piccolo” – al minuscolo stadio Simpatia Tommaso Manzo infila la spettacolare rovesciata dell’8-2 finale.

Italia vs Nuova Zelanda – World Cup 2010, Mbombela Stadium (Wikimedia Commons)

Al triplice fischio dell’arbitro, Cristiano Giuntoli è disperato. Non ha il coraggio di chiamare al telefono il presidente Stefano Bonacini. Non sa ancora che quella sconfitta assurda è solo il primo tassello del “Carpi dei miracoli”. Ovviamente, non può sapere che il Pianura avrebbe perso la finale contro il Matera, vincitore della Coppa Italia di Serie D ma solo nono nel girone H, lo stesso in cui il Pianura era arrivato secondo alle spalle del Neapolis, battendo i lucani sia all’andata che al ritorno. Neppure ipotizza che il Pianura, proprio per via di quel Simpatia non adeguato agli standard del professionismo, non si sarebbe iscritto in Lega Pro nonostante il ripescaggio per meriti sportivi.

E non sa che in cinque stagioni, il suo Carpi avrebbe ottenuto quattro promozioni, tornando sì a Napoli, ma in Serie A, pareggiando 0-0 all’andata al Braglia e perdendo solo 1-0, su rigore di Higuain, al San Paolo. Quel Gonzalo El Pipita Higuain che di lì a poco avrebbe realizzato 36 gol nel campionato 2015-16, superando il record di Gunnar Nordahl nella serie A a 20 squadre (impresa successivamente eguagliata da Ciro Immobile nella stagione 2018-19).

E di quel Carpi giunto fino alla massima serie, farà parte il terzino napoletano Gaetano Letizia, che quel giorno di giugno Giuntoli vide giocare nel Pianura.

Cristiano Giuntoli: dallo Scudetto alla Juventus

E soprattutto, Cristiano Giuntoli non sa, ma forse sospetta, che un giorno vincerà persino uno Scudetto, da dirigente del club di quella stessa città in cui aveva pianto, un pomeriggio di un giorno da cani, di un giugno di soli 13 anni prima.

Il DS Cristiano Giuntoli: questo Napoli è “figlio” suo

Siamo a maggio del 2023. Il Napoli accoglie la Fiorentina al Maradona dopo aver vinto, pochi giorni prima, il 4, in infrasettimanale, il suo terzo Scudetto, grazie al punto conquistato al Friuli di Udine.

Sul terreno di gioco, Cristiano Giuntoli appare quasi distaccato. Ha fatto il suo dovere, ha costruito un Napoli vincente agli ordini di Luciano Spalletti. Entrambi, al seguito di De Laurentiis, sembrano però già in procinto di fare un passo indietro. Luciano sostituirà Mancini alla guida della Nazionale. Giuntoli lascia Napoli per accettare la corte della squadra per la quale faceva il tifo fin da bambino, quando partiva da Prato col padre per andare a sostenere Platini e compagni.

Gli Elkann lo ricoprono di milioni, più di quanto AdL avrebbe mai potuto fare, mentre il Napoli sbanda. A Giuntoli il compito di risollevare le sorti della Vecchia Signora ferita dalla penalizzazione per il caso plusvalenze e dal conseguente mancato accesso alle Coppe.

Cristiano Giuntoli – Juve: un matrimonio breve ed un amore non corrisposto

Scelte subito impopolari, quelle di Giuntoli sponda bianconera. Via il Capitano Bonucci. Fiducia a termine ad Allegri, senza chance di ulteriore rinnovo.

La Juve tiene la scia dell’Inter per metà stagione, ma si lascia staccare a gennaio e arriva giusto giusto in Champions con una seconda parte di campionato da compitino.

La seconda stagione di Giuntoli si apre subito con il cambio allenatore. Via Allegri, dentro Thiago Motta, che ha fatto faville portando il Bologna in Champions. La Juventus, per motivi progettuali e di bilancio, lascia andare diversi giovani, fra cui Huijsen, il nazionale under-21 spagnolo ma nato ad Amsterdam, che veniva da un prestito alla Roma in cui De Rossi gli aveva dato spazio, ma non ritenendolo mentalmente pronto. Non è una cessione casuale, ma la Juve lo cede al Bournemouth in Premier per 15 milioni e un 10% sulla futura rivendita.

In Premier Huijsen si guadagna la nazionale maggiore e la chiamata del Real Madrid, che lo acquista per 60 milioni: è il capro espiatorio di una serie di critiche che abbattono la reputazione di Giuntoli. La Juventus di Thiago Motta frana, Giuntoli decide di cacciarlo e di affidarsi a Tudor, che riesce ad ottenere l’obiettivo minimo, la qualificazione in Champions.

Tutte le responsabilità di Cristiano Giuntoli

Gli acquisti di Koopmeiners, Douglas Luiz e Nico Gonzalez, dal valore complessivo di 150 milioni ma dal rendimento deludente, la scarsa valorizzazione del patrimonio della Juventus Next Gen, e il fallimento del progetto Motta, portano ad un’inevitabile separazione.

Il sogno di Cristiano Giuntoli alla Juventus porta in dote un leggero miglioramento dei conti e una Coppa Italia. Troppo poco per un club che non può solo competere, ma è costretto a vincere per DNA.

Le strade di Giuntoli e della Juventus si dividono dopo solo un biennio. Senza dubbio, uno dei migliori dirigenti italiani dell’ultimo decennio troverà diverse offerte sul tavolo, mentre la Juventus ha già annunciato Damien Comolli al suo posto, e ha decido per i pieni poteri, per quanto concerne l’area tecnica, alla leggenda Chiellini.

Sic transit gloria mundi. Come quella seconda triste versione dell’Italia Mondiale di Lippi.

Sic transit gloria Giuntoli. Che partì da Carpi per diventare grande nella città in cui aveva subito la più grande umiliazione della sua carriera. Un passato folle, che dimenticò di colpo, in un tempo piccolo.

 

Luca Sisto è cofondatore e direttore editoriale di Football&Life. Appassionato di sport, in particolare di calcio, basket e atletica. Tifoso del Napoli e della nazionale dei Leoni Indomabili del Camerun. Lavora nel turismo.

Immagine di copertina tratta da Wikipedia: lo stadio Simpatia di Pianura, Napoli.