Da Sentimenti a Noano Lang, a Napoli si canta da sempre
Agosto 3, 2025Pallone e musica, musica e pallone. Quando la sfera di cuoio abbraccia le sette note e queste diventano protagoniste, tra un allenamento da sessione estiva tra i monti e tra i sediolini di uno stadio. A Napoli, si sa, cantano tutti, tifosi e non tifosi, non è questo il punto. Non è un caso che la prima casa discografica italiana nacque nel 1901 dalle parti di Via Mezzocannone. Il signor Raffaele Esposito diede vita alla Società Fonografica Napoletana che poi, otto anni più tardi, si trasformò in Phonotype Records.
Un brand che in poco tempo oltrepassò i confini nazionali esportando la musica partenopea in tutto il mondo. Ma non è dell’intuizione di Esposito che vorremmo scrivere qui piuttosto degli intrecci tra mondo della musica e calcio. Un argomento che ha due o più facce se consideriamo gli inni scritti apposta per le squadre (negli anni ’70 furoreggiava “Con Clerici e con Braglia il Napoli è una mitraglia”, ad esempio), le canzoni famose ‘modellate’ sulla squadra del cuore (avete presente “Freed from desire” adattata a decine di team?) e quelle cantate ed interpretate dagli stessi calciatori. Ebbene, sarà quest’ultimo il nostro argomento principe. Mettete le cuffie ed ascoltate bene.
Quando è stato preso Noa Lang qualcuno ha esclamato, per gioco o per ironia tutta napoletana, “Uà, ammà accattat nu’ cantante!”. I ben informati sanno che la nuova ala del Napoli in Olanda è più di una rockstar (o piuttosto rapstar?). Wikipedia ne traccia un profilo che nemmeno chi ha vinto Sanremo può vantare. Cito testualmente :
“Nei Paesi Bassi, oltre ad esser noto per il calcio Noa Lang è molto conosciuto per la sua carriera nel mondo del rap, facendosi chiamare con lo pseudonimo Noano. Debutta con “7K Op Je Feestje” nel 2023, ottenendo il disco d’oro. Nel 2024 ottiene successo con il brano “Damage”, realizzato in collaborazione con Ronnie Flex. Nel 2025, insieme al rapper Emms, esce “Waka”, che raggiunge le cime delle più importanti piattaforme musicali, come Spotify o Soundcloud ottenendo più di 18 milioni di stream. Nello stesso anno esce anche il brano “Matcha Coco”, anch’esso ascoltato da milioni di utenti in patria e all’estero”.
Bene, adesso, dopo aver fatto una bella playlist delle sue canzoni su Spotify, che magari canteremo allo stadio dopo un suo gol o una sua serpentina, andiamo a fare un giro a ritroso nel tempo. Chi furono dunque i cantanti calciatori del Napoli prima dell’olandesino volante?
Negli anni ’30 era nota la canzone che Arnaldo Sentimenti, il portiere para rigori che giocò per ben quattordici anni nel Napoli tra il 1934 e il 1948, cantava dovunque e di continuo. Al campo, negli spogliatoi, nelle allegre cene coi compagni, quando girava per la città. E allora, siccome il titolo della canzone era “Cherì”, da sempre il numero uno modenese è stato conosciuto con quel soprannome.
Un grazioso omaggio che gli fu dato dopo che Sentimenti, al Teatro Diana, si era incantato ad ascoltare una soubrette francese che cantò una canzone intitolata proprio “Cherì”. Ovviamente questo è un riferimento puramente storico, di un amore spassionato per un motivetto e nessuno, all’epoca, avrebbe proposto a Sentimenti di inciderla sebbene pare che il giocatore fosse molto ben intonato. E crediamo che lo stesso portiere non avesse alcuna intenzione di firmare un contratto per la Phonotype record.

Il clou, i veri dischi realizzati da calciatori del Napoli arrivano in venti anni, a cavallo tra il 1967 e il 1987. Cominciò José Altafini, nel pieno della sua avventura napoletana, con il 45 giri “La rosa” su etichetta Ariston, mica gli ultimi arrivati. Era la squadra di Pesaola, una delle più divertenti della storia azzurra (nel senso che si divertivano dentro e fuori dal campo): Sivori, Juliano, Canè, Zoff, Bianchi, Stenti, Panzanato, l’amico Barison, un secondo posto dietro al Milan. In copertina un Altafini in splendida maglia azzurra con righino bianco ed una dedica speciale ai suoi tifosi.
Chissà chi avrà avuto l’idea di far cantare José, forse il suo essere brasiliano richiamava echi di samba e ritmi carnevaleschi. Il brano del lato A è firmato da Claudio Mattone mentre il lato B, “Dipingere”, dallo stesso Mattone e da Nunzio Gallo. “La rosa” è un mix di bossa nova ed easy listening assolutamente piacevole se inserito magari in qualche commedia italiana del periodo, ma il vero dramma è il testo: uno scarto di avanspettacolo di una banalità disarmante. José, ritornò a fare il bomber. E meno male!

Undici anni dopo, nel pieno del boom dell’era Savoldi, lo stesso centravanti bergamasco firmò due dischi a distanza di un anno, entrambi su etichetta Durium (una casa discografica che produceva addirittura disco-music!). Il primo, il più noto, è “La favola dei calciatori” (lato B “Tira…goal”), mentre il secondo fu “Uè”, un omaggio tutto partenopea alla città in cui giocava e alla quale si affezionò col passare del tempo. Sul lato B una scialba “Complimenti” ma entrambi i pezzi furono diretti ed arrangiati da un gran maestro come Pinuccio Pirazzoli. Forse i più anziani ricorderanno la litania del primo disco. E faceva esattamente così:
“Albertosi era amico di Zoff,
Antognoni Rivera incontrò
e tutti insieme poi si misero a giocare con un palla di giornale.
E poi Bettega Riva portò, Boninsegna con Rossi arrivò
e in quel cortile senza prato
noi facemmo un campionato
e chi vinse ebbe una coppa di gelato”.

L’unico calciatore napoletano di nascita ad avere inciso un disco è stato Gianni Improta. Era verso la fine del campionato 1979-80, l’anno del suo ritorno a Napoli dopo le esperienze con Sampdoria, Avellino e Catanzaro. Gianni mise insieme 21 presenze segnando in tre occasioni. Un po’ per gioco, un po’ per mettersi in gioco, un po’ perché era la moda del momento, quella di cantare canzoni per i bambini, sulla scia di quanto già fatto da Savoldi in precedenza, il ‘baronetto’ ci provò con “Pony popo” e “Tracalino tracalone”, un 45 giri su etichetta Fonit Cetra. In copertina un Gianni ancora capellone col suo dolce sorriso. Insomma, niente di più di allegria, divertimento e favole per bambini, lui che da ragazzo aveva amato i Beatles!

Il 1987 è il punto di svolta per la musica e il pallone perché è l’anno del primo scudetto. Come festeggiarlo, come cavalcare l’onda dell’entusiasmo in città? Ci pensano quasi contemporaneamente due (e più, aggiungerei) protagonisti di quella fantastica cavalcata. Il primo fu Claudio Garella che, insieme alla moglie Laura (forse perché era stonato come una campana?), incise “Vola azzurra” per una fantomatica etichetta romana King Steve. Sul lato B troviamo “Un giorno che somiglia a te”, un evidente ‘riempitivo’ per far uscire il 45 giri. Il secondo fu Diego Armando Maradona con “La favola più bella”, una canzone in cui dichiara tutto il suo amore per la città di Napoli.
La particolarità di questo brano, molto conosciuto anche oggi, è duplice. In primo luogo non esiste una traccia in vinile ma solo il video in cui si vede Diego al centro cantare e diversi giocatori del Napoli che gli stanno intorno e lo accompagnano nel coro. Compaiono Bagni, Carnevale, Ferrario, Giordano, Renica, Romano e perfino Sola che mai in vita sua si sarebbe aspettato di andare a registrare una canzone. Il video è molto bello perché si vedono anche immagini particolari della gara scudetto con la Fiorentina. Il testo sembra calzare a pennello sul personaggio Diego e fa così:
“Son venuto da lontano, qui è casa mia
Già ti conoscevo Napoli, seconda mamma mia
Grazie di chiamarmi figlio, adesso che ti sto vicino
Grazie per tutto il bene che mi vuoi
Io sognavo sempre Napoli, ma non ti ero vicino
Tu hai sempre avuto un posto qui nel cuore mio
Quando mi hai chiamato per curarti le ferite
Un guerriero hai trovato per combattere
Ritornello:
Tutti insieme vi vogliamo ringraziare
Per la fede che non si spegne mai
Napoli, Napoli, Napoli
Ti regaliamo il tricolore
Napoli, Napoli, Napoli
Sempre grande resterai”

Adesso attendiamo tutti che passi qualche anno, che Lang diventi un beniamino della folla partenopea e che ci regali qualche nuovo brano, magari insieme a Geolier. Non suoneremo più i vinili come una volta ma ti ascolteremo sulle piattaforme digitali. Stanne certo, Noa-no!
DISCOGRAFIA CONSIGLIATA PRIMA DI NOANO LANG
JOSE’ ALTAFINI La rosa / Dipingere (1967)
BEPPE SAVOLDI La favola dei calciatori/Tira….goal (1978)
BEPPE SAVOLDI Uè/Complimenti (1979)
GIANNI IMPROTA Pony popo/Tracalino tracalone (1980)
CLAUDIO E LAURA GARELLA Vola azzurra/ Un giorno che somiglia a te (1987)
DIEGO ARMANDO MARADONA (E IL NAPOLI) La favola più bella (1987)
Testo di Davide Morgera. Professore e scrittore, cultore della storia del calcio e del Napoli. Ha pubblicato quattro libri:
Cronache dal secolo scorso: atti unici nella storia del Napoli (con Urbone Publishing).
Azzurro Napoli. Iconografia inedita di una passione infinita.
Volevo essere Sergio Clerici. Memorie e storie di calcio.
L’immagine di copertina e le foto del testo sono tratte dall’archivio personale di Davide Morgera e utilizzate su autorizzazione dell’autore.


