Il Bologna e le squadre rumene: una storia dolce dolce

Il Bologna e le squadre rumene: una storia dolce dolce

Ottobre 21, 2025 0 Di Simone Rinaldi

Giovedì il Bologna sarà di scena alla Naționala Arena di Bucarest contro l’FCSB, erede più o meno legittima della leggendaria Steaua che a fine anni ’80 era tra le grandi d’Europa.

Ma quali sono i precedenti tra Petroniani e Daci? Non tantissimi, non tutti ufficiali ma decisamente dalla parte dei primi, ricordi talmente dolci che a volte la cronaca sportiva si incrocia, se non con quella rosa, con le notizie da tabloid.

Proprio per questo motivo, nel raccontarle, non andremo in ordine cronologico ma a ritroso nel tempo, in quanto agli incontri più accattivanti anche per un pubblico di non addetti ai lavori.

1998 – Intertoto? Cos’è, sì mangia?

L’estate del 1998 è un’estate strana per i tifosi del Bologna: il Divin Codino, una volta raggiunto l’obiettivo mondiale, ha deciso di dire basta e di trasferirsi all’Inter “non per soldi ma per vincere tutto” (per inciso a giugno lui e i suoi chiuderanno dietro al Bologna), e se n’è andato dopo quattro anni anche il totem Ulivieri, che il Presidente Gazzoni non ha rinnovato proprio perché sperava che Baggio mettesse radici sotto le Due Torri.

Mister Idrolitina però, Baggio o non Baggio, vorrebbe quell’Europa che il campionato non ha portato in dote, nonostante un gran girone di ritorno, ed iscrive la squadra al torneo Intertoto, allora sconosciuto ai più, che se vinto dá accesso alla Coppa Uefa.

Dopo 12 anni in panchina si rivede Carlo Mazzone, giudicato dai soliti pessimisti in servizio permanente ormai superato (i fatti dimostreranno il contrario) e, dopo che Kennet Andersson ha fatto infuriare il suo procuratore respingendo le avances della Juve, il mercato porta in dote buoni giocatori, come l’altro svedese Ingesson, Binotto, Bia, Cappioli ed il giovane brasiliano che in quel tempo si chiama ancora Eriberto ed ha (sulla carta) 19 anni.

Ciliegina sulla torta, un altro campione in cerca di rilancio, quel Beppe Signori la cui carriera sembra al capolinea ma che vivrà una seconda giovinezza.

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E va bene, giochiamocelo questo Intertoto. Nonostante lo scetticismo iniziale e i dubbi sul fatto che la preparazione anticipata possa in qualche modo influire a lungo termine sul rendimento in campionato, il 18 luglio, con tanta gente già al mare o ai monti al Dall’Ara non c’è il pienone, ma la fila alla vecchia biglietteria di via Andrea Costa è imponente, tanto è vero che qualcuno entra a partita già iniziata. Gli avversari sono gli sconosciuti rumeni del Național Bucarest (oggi noto come Progresul).

In un’atmosfera da primo giorno di scuola il Bologna, ancora senza Signori, va a segno quasi subito con Paramatti al quale segue Ingesson prima dell’intervallo, mentre nel secondo tempo la squadra tiene il campo senza sbavature. Sette giorni dopo a Bucarest fa più caldo che a Bologna ed anche l’ambiente è piuttosto vivo.

Dopo un quarto d’ora Kolyvanov trasforma un calcio di rigore – e meno male – perché approfittando prima del calo fisico dei rossoblù poi dell’espulsione di Marocchi il Național pareggia, va in vantaggio e segna ancora due volte perdendo la qualificazione solo per la regola del goal in trasferta.

1989: Pescara, la “vera” Steaua ed il sogno proibito Hagi

L’impatto con la serie A del Calcio Champagne di Gigi Maifredi, che due anni prima aveva dominato la serie B, facendo innamorare niente meno che l’Avvocato Agnelli, era stato altalenante. Belle cose ma anche tanti sciali, comunque il Bologna di riffa o di raffa si era salvato.

Per la stagione successiva il tandem Maifredi-Corioni (allenatore e presidente) aveva deciso di cambiare marcia. Il primo comprende saggiamente che il suo modulo schiacciasassi contro gli scafati attaccanti della massima serie necessita un minimo di protezione, il secondo promette e mantiene al primo acquisti di livello.

Al mercato vengono trattenuti i gioielli Luppi e De Marchi mentre gli acquisti di Giordano e Cabrini porteranno al gruppo la necessaria esperienza.

Cambiano anche gli stranieri. Dopo aver ingaggiato a sorpresa regista della nazionale brasiliana Geovani, Corioni, che ha ingenti affari nell’Europa dell’Est porta a casa il difensore bulgaro Iliev, ma le sue attenzioni sono rivolte soprattutto alla Romania dove è sponsor dell’Inter di Sibiu (sodalizio oggi scomparso e rimpiazzato dall’Hermanstad) e dove sembra disposto a fare follie per assicurarsi il “Maradona dei Carpazi” George Hagi.

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La trattativa va per le lunghe e sui giornali si legge di tutto: un giorno il rumeno è già a Casteldebole, il giorno dopo non arriva più. Alla fine la squadra parte per il ritiro ma Hagi non c’è, è rimasto a Bucarest, secondo il Pres “per problemi burocratici e politici”.

Poi però il Bologna e Hagi si incontrano: il Pescara invita ad un bel torneo sia il Bologna che i Vice Campioni d’Europa che si incrociano nella semifinale. Contro la squadra di Mister Iordanescu con Hagi, Lacatus, Ungureanu e compagnia, seppur ancora senza gli stranieri e con Marronaro e Cabrini a mezzo servizio, il Bologna se la gioca alla pari (d’accordo, si tratta di calcio d’agosto) e passa dopo dieci minuti nella ripresa con una rete di Pino Lorenzo. A fine partita Hagi, intervistato, cade un po’ dalle nuvole sostenendo di non sapere assolutamente nulla del suo eventuale passaggio in Italia.

Ci arriverà, qualche anno più tardi, sponda Brescia, dopo una parentesi al Real Madrid.

1970: Il torneo che non vide nessuno (e in cui nessuno vide nulla)

Giugno 1970. Mentre le attenzioni dei calciofili italiani sono tutte rivolte agli imminenti mondiali in Messico c’è ancora da giocare il girone finale di Coppa Italia.

Il Bologna di Edmondo Fabbri (proprio lui che quattro anni prima era stato cacciato con infamia dopo la Fatal Corea) approfitta in un certo senso della situazione andando a vincere 4-0 a Cagliari contro i Campioni d’Italia (privi di Riva, Albertosi, Domenghini e Cera già in ritiro con gli azzurri), poi regola 2-0 il Torino, portando la Coppa per la prima volta sotto San Luca.

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Niente vacanze però per i neo campioni. Il Presidente Venturi, convoca la truppa per una tournée in Romania, tra Bucarest e l’Oltenia, che dovrebbe servire da veicolo promozionale e portare in dote qualche soldino.

Con che spirito ci vanno i giocatori? Con quello di una scolaresca in vista d’istruzione e, più d’uno, particolarmente i più giovani o collaudati viveurs come Bruno Pace, con intenzioni “bellicose”.

Nell’albergo della capitale non disdegnano nemmeno i giornalisti, che a digiuno di lingua rumena si inventano il gioco di scrivere sul taccuino il numero della loro camera sperando in una risposta da parte di ospiti o cameriere. A qualcuno va bene mentre qualcun altro si sente dire qualcosa tipo: “che vuol dire 48? Se è la tua età io ne ho 25 e coi vecchi non ci vado!”

Ma tra tanti “Da” e “Nu” dall’Italia rimbalza un “Si” che manda Fabbri su tutte le furie, è quello che il Presidente ha detto al Milan quando gli hanno chiesto di vendere Bulgarelli. “Ma cos’è diventato matto quello là? Io rientro a Bologna stasera stessa, il Capitano non si muove, potete scriverlo! Fantini, pensa tu ai ragazzi e mi raccomando sorvegliali che se non vinciamo è una tragedia!”

Fantini si fa il giro delle stanze ma tra letti cigolanti e qualche lenzuolo alla finestra dopo un paio di porte si ritira sconfitto.

L’indomani si va a Craiova (dove un giocatore si è fatto seguire in treno dalla sua fresca amata rumena) dove per fortuna il Bologna vince 2-1 con reti propro dei più birichini.

Al ritorno in aeroporto tanti sorrisi, tranne quelli di una bella ragazza che piange a dirotto insultando Bruno Pace con tutte le parolacce che conosce. “Che le hai fatto?” – interviene Vavassori. “Non faceva che chiedermi se mi volevo sposare e io dicevo di sì, ma oggi ho dovuto dirle che intendevo con la mia fidanzata..”

“Sei un disgraziato – gli fa il portiere – non ti vergogni…?”

Lezione di vita che, divenuto allenatore, Pace affermò di aver imparato.

Al ritorno Fabbri è raggiante, Bulgarelli resta mentre Venturi lascia il soglio presidenziale a Montanari. “Bravi, avete vinto tutte le partite, ve lo avevo detto che Fantini è un sergente di ferro!”

I più trattengono a stento le risate, un paio prendono il vice da parte e gli fanno “Mister, se parla è un uomo morto!”.

“Va bene ragazzi, non ho visto niente, però poi voglio sapere chi ‘ci ha dato’ e chi no!”

E Giovedì? Continuerà la luna di miele?

 

Testo di Simone Rinaldi. Tifoso del Bologna e della Virtus, Simone vive lo sport a 360 gradi. Pubblica quotidianamente contenuti sui suoi gruppi “Calcio Caraibi” (con Davide Tuniz) e “Sportsaround” (con Luca Sisto). Per passione scrive su Football&Life.

Immagine di copertina tratta da Wikipedia: Gheorghe Hagi in maglia Steaua Bucarest.