Sebastien Desabre: il Vodoo child della RD Congo

Sebastien Desabre: il Vodoo child della RD Congo

Novembre 17, 2025 0 Di Luca Sisto

Sarà la Repubblica Democratica del Congo di Sebastien Desabre, a giocare i playoff interconfederazione di marzo, in rappresentanza della CAF, per accedere ai Mondiali di USA – Messico – Canada 2026.

L’allenatore francese si è reso protagonista di una vera impresa, superando con la selezione congolese la resistenza di Camerun e Nigeria in semifinale e finale playoff in Marocco, dopo aver concluso il girone I di qualificazione alle spalle del Senegal, superpotenza del continente.

Il calcio nella sua purezza ha fatto da sfondo ad una settimana folle a Rabat. Le nazionali, così come testimoniato da Alex Iwobi, hanno soggiornato in hotel di dubbio gusto e si sono scontrate sotto una pioggia battente, strano presagio della prossima Coppa d’Africa che si terrà proprio in Marocco da fine dicembre. Ci auguriamo che gli hotel scelti dalle federazioni per la rassegna continentale siano più confortevoli, quantomeno in vista dei Mondiali del 2030, quando il Paese nordafricano sarà co-ospitante insieme a Spagna e Portogallo.

Mister Desabre potrà aggiungere al suo CV, in marzo un ulteriore tassello, dopo la semifinale della Coppa d’Africa 2023 persa 1-0 contro i futuri campioni della Costa d’Avorio, e l’exploit alla guida dell’Uganda, quando nel biennio 2017-19 guidò le Gru fino agli Ottavi di Coppa d’Africa 2019, guadagnandosi la nomination fra le migliori 4 selezioni nazionali dell’anno.

Desabre, fra l’altro, in Camerun c’è stato, nel 2013, alla guida del Coton Sport de Garoua, vincendo il campionato di Elite One, senza dubbio uno degli highlight della sua fulminea carriera nel continente.

Marc Brys, allenatore del Camerun osteggiato ferocemente da Samuel Eto’o in una disputa con il Ministro dello Sport del Camerun, che ad oggi continua a proteggerne la scelta e l’incarico – si vedrà, se fino alla Coppa d’Africa o meno – ci ha pure provato a punzecchiare i congolesi, mettendo in evidenza un presunto stile “giochista” dei Leoni Indomabili in contrapposizione alla difesa e contropiede dei Leopardi. Gli è andata male, e peggio era finita a Praia, quando Livramento aveva praticamente regalato a Capo Verde il pass mondiale con una clamorosa fuga di 50 metri palla al piede.

Il Camerun non ha beccato gol in contropiede, né su azione, grazie anche alle parate di Onana, ma nel recupero è stato l’unico centenario, per presenze, con la maglia dei Leopardi, Chancel Mbemba, a realizzare il gol vittoria sugli sviluppi di un corner.

La Nigeria, intanto, aveva superato il Gabon ai supplementari per 4-1, con una doppietta di Victor Osimhen che aveva fatto dimenticare il pareggio del suo amico e compagno di squadra al Galatasaray, Mario Lemina (ex Juve), nonché il gol mangiato in pieno recupero.

Osimhen, contro il Congo RD, è uscito per un piccolo infortunio all’addome a cavallo fra primo e secondo tempo, sull’1-1, e la partita è completamente cambiata. Se i gol del vantaggio nigeriano e del pari congolese erano arrivati grazie a due errori difensivi di Tuanzebe (sì, proprio l’ex meteora del primo Napoli di Spalletti) e Ndidi, che hanno propiziato i gol di Onyeka ed Elia, nel secondo tempo e durante i supplementari, i nigeriani di Eric Chelle non hanno più trovato la via della porta avversaria, limitandosi a contenere gli attacchi del Congo che, va ricordato, era privo del suo miglior giocatore, Yoanne Wissa del Newcastle.

A proposito di Eric Chelle. L’allenatore maliano delle Aquile nigeriane si è lamentato tantissimo di presunti riti vodoo dalla panchina avversaria in occasione dei calci di rigore, che hanno visto 3 errori da parte nigeriana e due dei congolesi, i quali l’hanno spuntata ad oltranza. Nwabali della Nigeria e Mpasi del Congo RD ne hanno parati due per parte, mentre il primo rigorista nigeriano, Calvin Bassey, ha sparato alto e l’ultimo decisivo errore di Ajayi è stato seguito dall’ennesima rete decisiva di Mbemba, vero simbolo dei Leopardi insieme allo stregone bianco Desabre.

Zaire 1974: la mancata profezia Panini

Marzo è lontano. I congolesi hanno tutto il tempo per preparare il payoff interconfederazione, una volta conosciuti gli avversari. Il miraggio del primo Mondiale festeggiato a Kinshasa dai tempi dello Zaire nel 1974, non è più così nebuloso.

Più vicina, anzi prossima, è la Coppa d’Africa, che vedrà i Leopardi fra le pretendenti al trono, quantomeno a ridosso della Costa d’Avorio di Faé, campione uscente, al Marocco Paese organizzatore e semifinalista Mondiale, e al Senegal, unica nazionale insieme al Sudan in grado di battere il Congo RD nelle qualificazioni mondiali.

Se Il Camerun è in crisi identitaria a causa delle problematiche politiche della FECAFOOT, la Nigeria tenterà quantomeno di recuperare l’onore, cercando di bissare la finale di due anni fa, inopinatamente persa contro la Costa d’Avorio.

Ne va dell’eredità calcistica della generazione di Victor Osimhen, Lookman e compagni, reduci da due qualificazioni Mondiali toppate, e di una nazionale senza allora continentale dal lontano 2013.

Troppo talento sprecato in questi ultimi 12 anni.

 

Luca Sisto è cofondatore e direttore editoriale di Football&Life. Appassionato di sport, in particolare di calcio, basket e atletica. Tifoso del Napoli e della nazionale dei Leoni Indomabili del Camerun. Lavora nel turismo.

Immagine di copertina tratta da Wikipedia.