La rovesciata di McTominay è un classico anche per la Tartan Army

La rovesciata di McTominay è un classico anche per la Tartan Army

Novembre 19, 2025 0 Di Luca Sisto

“Hang it in the Louvre…or maybe not!”

Con la loro classica ineffabile ironia, i tifosi cari alla Tartan Army si erano già scatenati, ad Hampden Park come sui social, per inneggiare al capolavoro di Scott McTominay. Una rovesciata persino più spettacolare di quella, altrettanto decisiva, realizzata dallo scozzese per spingere il Napoli verso il quarto Scudetto. Un capolavoro che starebbe bene al Louvre, ma visti gli ultimi accadimenti, meglio di no. Battuta ormai classica sui social network.

La Scozia, uscita sconfitta dalla precedente sfida alla già eliminata Grecia, aveva beneficiato di un insperato regalo dalla Bielorussia, con quest’ultima che aveva costretto al pari la Danimarca.

Così, ad Hampden Park, gli scozzesi avevano la chance di ribaltare la qualificazioni ai Mondiali con una vittoria sui danesi. E non si sono fatti attendere: neanche scoccato il quarto minuto di gioco, Ben Doak ha messo in mezzo una palla morbida col sinistro, molto simile al cross con cui Politano aveva innescato McTominay contro il Cagliari. Lo scozzese stavolta non si è “limitato” a una sforbiciata di rapina, ma si è letteralmente librato in aria fino a 2 metri e 53 centimetri, scaraventando la sfera alle spalle di Kasper Schmeichel dal centro dell’area.

La Scozia prima di McTominay e Gilmour

La rovesciata di McTominay ormai è un classico. Essendo un centrocampista che attacca molto l’area, un “assaltatore”, come Antonio Conte ha definito sia lui che Anguissa nel Napoli, spesso lo scozzese si trova col corpo così proiettato verso la porta, che colpire la palla di testa non è più la soluzione ideale. Da qui i tentativi piuttosto frequenti di colpire la palla in rovesciata.

Certo, se la sforbiciata Scudetto all’ultima giornata era stata “absolute cinema”, rendendo realtà il finale del film che De Laurentiis avrebbe sognato di produrre (e ha prodotto), come Pelé / Fernandez in Fuga per la Vittoria, la rovesciata contro la Danimarca, nella partita più importante della storia di McTominay in nazionale – nonché una delle più importanti della Scozia quantomeno nel XXI secolo – ha riportato la Tartan Army ai Mondiali per la prima volta dal 1998.

Un’edizione Mondiale, quella, per la prima volta a 32 nazionali partecipanti, con la Scozia che non riuscì a spezzare la maledizione del primo turno, mai superato né in una fase finale di un mondiale né di un europeo.

La maledizione degli Ottavi di finale Mondiali

Certo, avere nel girone il Brasile campione in carica e futuro finalista, la Norvegia dell’ultima generazione d’oro – con la quale condivide il ritorno ai Mondiali nella prossima edizione – e il Marocco di Hadji, eliminato solo a causa dell’inopinata vittoria dei norvegesi contro il già qualificato Brasile, imbottito di riserve, si era rivelato un ostacolo insormontabile.

La Scozia aveva esordito contro il Brasile nella gara inaugurale, perdendo con un onorevole 2-1 per effetto di un gol e mezzo (la doppietta fu successivamente declassata a gol più autorete) di uno scatenato César Sampaio. Il pareggio con la Norvegia teneva in corsa la Tartan Army, che però subiva una sconfitta per 3-0 nell’ultima gara contro il Marocco a Saint Etienne. Questo è l’ultimo triste ricordo mondiale degli scozzesi.

Dopo 28 lunghissimi anni, in USA – Messico – Canada, potranno riaprire la scatola delle emozioni. E che emozioni. Perché, tornando ai giorni nostri, se è vero come è vero che McTominay è il simbolo di questa Scozia, tutta la squadra contro la Danimarca ha offerto una prestazione per gli annali del calcio, soprattutto nel finale di gara.

Il centrocampo, privo del contributo in palleggio e contenimento dei Billy Gimour, è andato per la verità in affanno per larghi tratti nonostante la strenua resistenza offerta dal bolognese Ferguson e compagni. Lo stesso McTominay non ha toccato palla per secoli. Il dubbio fallo – sanzionato da Marciniak dopo richiamo al VAR – del capitano Andrew Robertson su Isaksen, ha concesso all’altro napoletano ex-United Rasmus Højlund di pareggiare i conti dal dischetto, ma Hamdpen Park non è mai rimasto in silenzio.

Su calcio d’angolo tagliato di Lewis Ferguson, il bomber degli Hearts (attualmente primi in classifica nella Scottish Premier) Shankland riportava in vantaggio i suoi a 12 dalla fine, con la Danimarca sotto di un uomo per l’espulsione (secondo giallo molto discutibile) di Kristensen al quarto d’ora della ripresa.

La partita sembrava quindi in discesa per una Scozia però stremata, che continuava a subire gli attacchi della Danimarca nonostante l’inferiorità numerica. Il gol del momentaneo 2-2 arrivava direttamente da Manchester sponda United, con l’ex leccese Patrick Dorgu, lesto ad approfittare di una palla vagante in area.

Finita? Certo che no, perché anche la Danimarca era in debito d’ossigeno. Prima McGinn ha sfiorato l’incrocio con un sinistro velenoso, poi il subentrato Kieran Tierney ha azzeccato l’angolino nel recupero dai 25 metri, dopo una corta respinta della difesa danese: è il 3-2 che fa esplodere Hampden Park e tutti gli scozzesi (e i simpatizzanti, soprattutto a Napoli ormai!) a casa e nei pub di Scozia.

Come se non bastasse, arrivava il quarto eurogol (o meglio, worldcup goal) della serata, con un tiro da centrocampo di Kenny McLean, 33enne del Norwich City nella Championship inglese, che sorprendeva Kasper Schmeichel fuori dai pali. Per il figlio di Peter, sarà un ritorno amaro fra i pali del Celtic.

Estasi, tripudio e una buona dose di simpatia. Dal Maradona ad Hampden Park. Dalla rovesciata Scudetto a quella Mondiale. McTominay e compagni hanno regalato alle generazioni attuali e future gol “for the ages”.

E adesso? In un Mondiale a 48 squadre, non è utopia pensare a superare, per la prima volta, il girone.

 

Luca Sisto è cofondatore e direttore editoriale di Football&Life. Appassionato di sport, in particolare di calcio, basket e atletica. Tifoso del Napoli e della nazionale dei Leoni Indomabili del Camerun. Lavora nel turismo.

Immagine di copertina tratta da Wikipedia: la Tartan Army a France ’98.