Cronaca di un delitto perfetto: il Napoli, gli infortuni e un gennaio terribile

Cronaca di un delitto perfetto: il Napoli, gli infortuni e un gennaio terribile

Gennaio 30, 2026 0 Di Luca Sisto

La vittoria in Supercoppa Italiana del Napoli, nella discutibile cornice dell’Arabia Saudita, è già un ricordo lontano.

Era fine dicembre, gli azzurri erano ancora in piena corsa Scudetto, nonostante la deludente sconfitta di Udine.

Conte si era rifugiato nella sua Torino per pensare, riflettere, dopo Bologna. Ed era tornato con un nuovo modulo e nuove idee per far fronte alla moria delle vacche di una squadra in piena crisi di identità e con gli uomini contati per una serie inenarrabile di infortuni.

Tre-quattro-tre, Lang e Neres a supporto di Højlund, McTominay nei due centrali di centrocampo con Elmas prima e Lobotka poi, rientrato dall’infortunio per la Supercoppa con il macedone spostato in avanti al posto di Lang. Di Lorenzo a fare la spola fra il ruolo di esterno a tutta fascia o terzo di destra dei centrali (con Politano a centrocampo a tutta fascia), Spinazzola dall’altra parte con i suoi entry pass e le sue discese, Rrahmani e Buongiorno davanti a Milinkovic-Savic.

Col nuovo assetto il Napoli ha risposto presente. Dovendo fare a meno per mesi di De Bruyne e Anguissa, gli azzurri si sono affidati alla forza di McTominay e ad un Neres in formato Mondiale, finché la caviglia ha retto. Tre a uno all’Atalanta con doppietta del brasiliano e gol di Lang; uno a zero all’Olimpico contro la Roma con gol di Neres; vittoria contro il Qarabag in Champions; due a uno alla Juventus di Spalletti con doppietta di Højlund. Poi, la sconfitta di Udine e la vittoria in Supercoppa col duplice 2-0 a Milan e Bologna. I campioni d’Italia in carica che mettono il punto esclamativo su un 2025 memorabile.

A fine dicembre, altro 2-0 a Cremona (ancora doppio Højlund). Il gennaio terribile – 9 partite in neanche quattro settimane – si apre con la vittoria a Roma contro la Lazio, ancora 2-0, ma con una pessima notizia: il giocatore più in forma e decisivo delle ultime settimane, David Neres, quello che con aura over 9thousand aveva dichiarato dopo la vittoria contro l’Atalanta, a domanda “Sei tornato?”“I never left”esce dal campo con una caviglia malconcia, proprio in vista della settimana che avrebbe portato alla sfida di San Siro contro l’Inter.

Neres salta l’infrasettimanale contro il Verona, pareggio interno sotto il diluvio rimontando 2 gol e l’arbitraggio di Mariani ai limiti del praticabile – e la partitissima contro l’Inter. Al Meazza finisce 2-2 con uno straordinario McTominay e la sensazione che il Napoli stia dando tutto, contro gli infortuni e un destino beffardo, a che ancora una volta fa da contraltare alle stagioni degli Scudetti.

Conte e Chivu: opposti per necessità

Ed è lo 0-0 col Parma in casa, recupero della gara rinviata per la Supercoppa, terzo pareggio di fila, che accende nuovamente i riflettori su calendario, arbitraggio e lungodegenti: Neres gioca trenta minuti da subentrante ed esce nel recupero: verrà operato a Londra per una lesione alla caviglia, della quale non c’è traccia nei comunicati del club. Il Napoli pecca enormemente nella comunicazione e, in campo, è affetto da mali atavici.

Non ha la forza di andare oltre l’ostacolo di squadre che si chiudono 532 e lanciano sulle punte. Lo stesso Parma tocca palla solo quattro volte nell’area azzurra, ma è sufficiente una difesa arcigna e un gol annullato a McTominay per fuorigioco di una porzione di spalla di Mazzocchi, per tenere il punto.

Gli azzurri vincono soffrendo maledettamente contro il Sassuolo al Maradona, 1-0 con rete di Lobotka che non segnava dalla prima giornata del 2022-23 a Verona, la stagione del terzo Scudetto. Ma sale il conto degli infortuni: si fermano Politano e Rrahmani, mentre Antonio Conte è “costretto” a lanciare Antonio Vergara, 23enne talento di Frattaminore reduce da una stagione alla Reggiana in B molto positiva – nella precedente si era rotto il crociato a settembre ma aveva già convinto i dirigenti emiliani del suo valore – e un ottimo ritiro pre-campionato.

Vergara sarà fra i più positivi anche nella decisiva trasferta di Copenaghen in Champions. Gli azzurri sono alla canna del gas ma si ritrovano contro una squadra che non gioca gare ufficiali da inizio dicembre e sta svolgendo una nuova preparazione durante la pausa invernale del campionato danese. Højlund è un ex con tanta emozione ma poco incisivo, eppure il Napoli chiude la prima frazione in vantaggio di un uomo, per l’espulsione diretta del capitano danese Delaney, e di un gol, inzuccata di McTominay (e chi se non lui).

Nel secondo tempo, invece di forzare la mano e prendersi la qualificazione aggiustando la differenza reti, il Napoli si rilassa e subisce il pareggio, su rigore provocato da Buongiorno e realizzato dal figlio della leggenda svedese Henrik Larsson. Gli ingressi disperati di Ambrosino, Lang e Lucca, sul piede di partenza, non cambiano la situazione. Gli azzurri sono con un piede e mezzo fuori dall’Europa.

Si ritorna in campo 4 giorni dopo allo Stadium in un clima surreale, con Lang ceduto al Galatasaray e Lucca al Nottingham – entrambi arrivati a luglio e praticamente bocciati già dal ritiro – in prestito con diritto di riscatto, e il nuovo acquisto Giovane, brasiliano dal Verona con meno di mezza stagione in Serie A, convocato senza neanche un allenamento con Mister Conte, che sottolineerà per l’ennesima volta questo aspetto per mettere l’accento sul perenne stato emergenziale di una squadra che, al netto degli infortuni, ha mostrato gioco e solidità solo a tratti.

L’ennesimo episodio dubbio (rigore negato per una trattenuta di Bremer su Højlund nel primo tempo sul risultato di 1-0) poco aggiunge ad una prestazione incolore di un Napoli stanco, che soccombe alla Juve dell’ex Spalletti per 3-0. Il rientro di Lukaku con autonomia di 10-15 minuti è una parziale consolazione, anche perché il giocatore entra in campo subito dopo l’errore di Juan Jesus per il temporaneo e tagliagambe 2-0 bianconero.

Il terribile gennaio prosegue con l’audacia illusoria di 60 minuti di grande calcio nell’ultima gara del megagirone di Champions contro il Chelsea. Il golazo, primo in carriera col Napoli, di Vergara con tanto di ruleta e il solito Højlund ribaltano il vantaggio dei Blues su rigore, ma non sono sufficienti: nella ripresa Pedro, non il mitico Pedro Pe’ ma João Pedro, brasiliano del Chelsea, la vince per i suoi con una doppietta su assist del rientrante “Cold” Palmer, idolo dei ragazzini che imitano la sua esultanza in tutto il mondo.

Il Napoli esce mestamente dalla principale competizione europea, mentre Atalanta, Juve e Inter accedono ai playoff e affronteranno rispettivamente Borussia Dortmund, Galatasaray (degli ex Napoli Lang e Osimhen) e Bodø Glimt.

Per la seconda volta nella storia la squadra campione d’Italia non supera il girone. La prima? La Juventus di Antonio Conte, che nel dicembre 2013, nel gelo dell’Ali Sami Yen, perse contro il Galatsaray (altro rendezvous) con gol di Sneijder la partita decisiva, nella quale sarebbe bastato il pareggio.

Manca un solo giorno e un Napoli – Fiorentina alle 18 di sabato 31 gennaio alla fine di un mese che ha spento le speranze europee degli azzurri e portato la squadra a -9 dall’Inter capolista, al terzo posto in coabitazione con la Roma, un punto davanti alla Juventus e tre sul Como che inseguono a tutta forza.

Antonio Conte ha sottolineato quanto fosse folle, con una settimana intera a frapporre la gara con la Fiorentina alla successiva di Genova, giocare il match di sabato pomeriggio invece che di domenica.

I suoi sono ridotti all’osso e il fuoco amico è tornato a farsi insostenibile. Conte e la conferma della sua scarsa capacità di gestire il doppio impegno. Conte e l’allergia all’Europa. Manna e scelte di mercato discutibili, ovviamente avallate da Conte e De Laurentiis. La questione stadio. Il centro sportivo che non decolla. Il futuro finanziario del club e il mercato a saldo zero, nonostante le casse piene. E, dulcis in fundo, l’ennesimo divieto di trasferte per i tifosi del Napoli (e non solo), dimostrazione della scarsa volontà di gestire l’ordine pubblico di questo Paese in occasione di manifestazioni sportive e non.

Ma torniamo ai guai di Conte. Perché tanti infortuni da inizio anno? Preparazione sbagliata? Calciatori injury prone e troppo anziani? Sfortuna? Fatto sta che un Napoli con Rrahmani, Politano, Anguissa, De Bruyne, Neres (ed anche Meret, Lukaku e Gilmour) è una cosa. Senza un’altra. Come direbbe a modo suo lo stesso McTominay.

All’andata il Napoli vinse 3-1 a Firenze. C’era De Bruyne, che segnò il vantaggio su rigore. Era la prima di Højlund, che andò subito a segno. E nessuno sapeva cosa sarebbe accaduto di lì a qualche settimana. Una caterva di infortuni, una gestione discutibile della rosa e la quasi totale eliminazione dei nuovi acquisti dalle rotazioni, se non quando strettamente necessario e al netto dell’usato sicuro Elmas e di Milinkovic Savic – con Meret infortunato – e ovviamente di Højlund, preso a suon di milioni per sostituire Lukaku con Lucca sfiduciato.

Dall’altra parte, la Fiorentina di Pioli che ancora non sapeva di dover lottare per la salvezza. Oggi, Vanoli sta cercando di tirarla fuori, fra alti (pochi) e bassi (tanti).

La qualificazione in Champions resta obiettivo primario e cruciale nell’economia del club. Ma i tifosi si aspettano che il percorso, nel caso, duri più a lungo. Il Napoli ha retto finché ha potuto, è uscito con merito dall’Europa che conta e dovrà fare di tutto per tornarci, in una stagione che, a gennaio, racconta di campioni d’Italia vicini ad essere ex, per citare una frase estremamente infelice proprio di Mister Spalletti, che ha fatto infuriare l’ambiente partenopeo. Una frase che andrebbe stampata ed appesa all’ingresso dello spogliatoio, come motivazione extra a vendere cara la pelle fino all’ultima giornata.

Ma, vista la situazione, Conte non ha bisogno di questo per compattare i superstiti di una stagione disgraziata, nella disperata attesa del rientro di qualcuno degli infortunati di lungo corso.

 

Luca Sisto è cofondatore e direttore editoriale di Football&Life. Appassionato di sport, in particolare di calcio, basket e atletica. Tifoso del Napoli e della nazionale dei Leoni Indomabili del Camerun. Lavora nel turismo.

Immagine di copertina a cura dell’autore: la Curva B durante Napoli – Sassuolo del 17 gennaio 2026.