Il momento della Roma fra Europa League e campionato
Febbraio 1, 2026Alla vigilia della sfida contro il Panathinaikos, mentre i giornalisti preparavano i taccuini per raccogliere la solita litania sui calendari intasati e il logorio fisico, Gian Piero Gasperini ha risposto con una serenità che ha lasciato la sala stampa in un silenzio attonito: «Non mi preoccupa dover eventualmente giocare un turno in più: siamo migliorati giocando e la quantità di partite disputate ci ha permesso di crescere qualitativamente. Non ritengo un problema enorme l’eventuale turno da affrontare».
I cronisti, quasi increduli, hanno cercato conferme a fine match, convinti di aver frainteso. Ma Gasperini è stato irremovibile. La verità è che la forza della Roma, in questo inizio di anno, risiede nella gestione coraggiosa e obbligata — a causa delle indisponibilità di Ndicka ed El Aynaoui per la Coppa d’Africa — dei suoi giovani.
Mentre il mercato invernale soffiava promesse di minutaggio facile altrove per convincerli a lasciare Trigoria, Gasperini ha fatto scudo. Li ha “coccolati” in allenamento, proteggendoli dal rumore di fondo, per poi lanciarli nella mischia nel momento di massima pressione.
Non a caso il passaggio agli ottavi di Europa League porta la firma di Niccolò Pisilli, mattatore con una doppietta nella sfida contro lo Stoccarda, e di Zilkowski, che nel calderone di Atene contro il Panathinaikos ha risposto con una rete pesantissima che ha spento le ambizioni greche.
Senza dimenticare Ghilardi, che da oggetto misterioso è stato il miglior difensore del mese di gennaio, sbavatura greca a parte, dimostrando di aver assimilato al meglio i movimenti richiesti da Gasperini, sia difensivi che offensivi.
Proprio sul fronte delle trattative, si è percepito un netto cambio di filosofia societaria. La Roma sembra aver archiviato l’era degli acquisti “pronti all’uso” dai contratti onerosi e dai nomi altisonanti, ma spesso privi di prospettiva. Oggi la linea è chiara: puntare su profili giovani da far crescere sotto la guida sapiente della “vecchia guardia” e di un allenatore che ha fatto della valorizzazione del talento il suo marchio di fabbrica. È un progetto a lungo termine che mette al centro il lavoro sul campo piuttosto che il colpo mediatico.
I tifosi giallorossi aspettavano il mese di gennaio con ansia, sperando nell’arrivo dell’attaccante tanto richiesto. Se l’oggetto del desiderio sembrava Zirkzee, bloccato dall’addio di Amorim, e successivamente Raspadori, partito in direzione Bergamo, alla fine sono arrivati Donyell Malen e i due giovani Robinio Vaz e Venturino. Mentre i due ragazzi sono una scommessa da far crescere sotto l’ala gasperiniana, l’esordio dell’olandese è stato da sogno per lui e per il popolo giallorosso: gol contro il Torino e tanti bei movimenti alla ricerca dello spazio. Anche contro il Milan, Malen ha mostrato strappi che né Dovbyk né Ferguson avevano offerto nella prima metà di stagione.
Comunque, in questi mesi si è vista una crescita del gioco offensivo voluto da Gasperini. La Roma dell’1-0 firmato Ranieri ora arriva a rete attraverso triangoli continui e sovrapposizioni feroci, cercando lo spazio vuoto dietro il difensore. È questo meccanismo il più grande cambio rispetto alla stagione scorsa.
Gasperini ha trasformato i difensori in predatori, già capaci di mettere a segno 9 gol e 7 assist, come accaduto con la rete di Hermoso nella sconfitta contro il Torino in Coppa Italia. Un’uscita da una Coppa che negli ultimi anni ha dato poche soddisfazioni.
Un altro calciatore rigenerato sotto porta è stato Manu Koné. Il francese, pur rimanendo nel cuore della mediana, ha trovato due reti in un mese inserendosi con tempi perfetti. Tuttavia, con Koné ora ai box per infortunio, il peso del centrocampo graverà su Pisilli e sul rientrante El Aynaoui, chiamati a non far rimpiangere il compagno accanto al solito Bryan Cristante.
In questo quadro di crescita giunge però una nota dolente extra-campo. Il provvedimento che ferma le trasferte dei tifosi giallorossi, dopo gli scontri in autostrada con i sostenitori della Fiorentina, è una mazzata per l’ambiente. Una decisione forse dovuta per la gravità dell’episodio, ma che finisce per penalizzare la stragrande maggioranza dei sostenitori per colpa di pochi. Soprattutto, sarà la squadra a risentirne: affrontare i prossimi match fuori casa senza il “muro” giallorosso alle spalle sarà un handicap non indifferente.
Febbraio inizia con un prezioso posto Champions raggiunto grazie a un pareggio fondamentale a San Siro contro il Milan. Si è trattato del primo punto conquistato contro una big in questa stagione: un risultato vitale a livello mentale per rompere un tabù, ma estremamente beffardo per quanto visto sul rettangolo verde.
Il mese si apre anche con un vantaggio strategico: un solo match a settimana. Evitare gli spareggi del giovedì permetterà alla Roma di gestire meglio le energie, con la difficile trasferta a metà mese contro il Napoli e successivamente, per le Idi di marzo, la Juventus. I bianconeri quella settimana usciranno dalla doppia sfida contro il Galatasaray per i play-in che vale gli ottavi di Champions League, mentre la Roma arriverà allo scontro diretto fresca e lucida.
Resta, infine, la favola di Arena, il sedicenne di Sydney che sogna l’azzurro per onorare i nonni di Taurianova. Il suo gol ha donato speranza per il futuro a tanti tifosi, ma non bisogna dimenticare le parabole di Okaka o Afena-Gyan. Spesso, inizi folgoranti possono essere fuochi di paglia.
Gasperini, però, non vende sogni: vende qualità. E la sua Roma, tra triangoli e spazi vuoti, sembra finalmente aver trovato la strada per non bruciarsi.
Philip Supertramp, valenciano d’adozione e padre di quattro piccole “Furie Rosse”. Tifoso della Roma, cacciatore di storie dal mondo del calcio, è co-direttore di F&L e autore della pagina IG @ilsignoredellaliga.
Immagine di copertina tratta da Wikipedia.


