Iago Aspas, l’ultimo ballo del Principe
Febbraio 3, 2026La storia di Iago Aspas Juncal inizia in un vero e proprio vivaio di famiglia: dei quattro fratelli Juncal, ben tre sono diventati calciatori professionisti (Urbe, Jhonatan – il primo a vestire il celeste – e Iago stesso). Ma il DNA non mente: sono calciatori anche lo zio Cristóbal e i cugini Adrián Cruz e Aitor Aspas.
Figlio di una raccoglitrice di molluschi e di un meccanico, Iago ha forgiato il suo talento sulla sabbia della spiaggia di A Xunqueira, a Moaña, giocando con i fratelli mentre la madre lavorava. La svolta arriva con un provino ad A Madroa, il centro sportivo del Celta, per i nati nel 1986. I suoi non hanno l’auto, così lo accompagna lo zio. C’è un problema: Iago è dell’87. Quando lo scopre scoppia in lacrime, ma lo zio gli dà il consiglio che cambierà tutto: “Se ti chiedono l’età, tu di’ che sei dell’86”.
Si presenta con un paio di scarpe da calcetto in mezzo a 200 ragazzini. Ma non appena il suo piede tocca il cuoio, ogni paura svanisce: sul prato Iago è felice. Quella sera stessa, a Moaña, squilla il telefono: il Celta vuole fargli firmare il contratto.
Il percorso non è privo di ostacoli. Il carattere fumantino del giovane Iago gli costa diverse espulsioni nelle giovanili, tanto che il club decide di mandarlo “in esilio” al modesto Rápido de Bouzas per calmarne i bollenti spiriti. Dopo quell’anno di castigo, però, torna più forte di prima. Nel 2006, Fernando Vázquez lo convoca per la sfida di Coppa UEFA contro il Newcastle. Iago vede dalla panchina il fratello Jhonatan titolare, ma non entra: il suo momento non è ancora arrivato.
Il vero appuntamento con il destino è il 6 giugno 2009. Il Celta è sprofondato in Segunda División e rischia il fallimento economico. Alla penultima giornata, contro l’Alavés, la posta in palio è la sopravvivenza stessa del club: una sconfitta significherebbe la scomparsa della società. Eusebio Sacristán scommette sul “genio di Moaña” al 59′.
All’80’, Aspas segna il suo primo gol da professionista. Ma l’Alavés pareggia all’88’, gettando il Balaídos nel baratro. Un minuto dopo, però, accade l’incredibile: Aspas raddoppia. Lo stadio impazzisce, il Celta è salvo e Iago viene portato in trionfo dai compagni. Quel giorno nasce ufficialmente una leggenda.
Dopo aver riportato il Celta in Primera nel 2012, Aspas vive il suo primo anno nella massima serie tra luci e ombre. La sua foga gli costa cara in un derby contro il Deportivo: provocato dal veterano Marchena, accenna una testata. Rosso diretto, 4 giornate di squalifica e pioggia di critiche.
Ma Iago sa farsi perdonare. Il 1° giugno 2013, con il Celta che ha solo il 4% di probabilità di restare nell’élite del calcio spagnolo, Aspas trascina la squadra contro l’Espanyol, servendo l’assist decisivo per Natxo Insa. Il miracolo si compie e, ironia della sorte, la salvezza del Celta condanna proprio i rivali del Deportivo alla retrocessione.
Quella fu la sua ultima impresa prima di volare a Liverpool. In Inghilterra, complice la squalifica di Luis Suárez e poche vere opportunità, vive nell’ombra. Anche al Siviglia, nonostante la vittoria dell’Europa League, non trova spazio. Sembra l’inizio del declino, ma il Celta decide di riportarlo a casa.
A Moaña, Iago ritrova il sorriso e i gol. Nel 2017 trascina i galiziani a un passo dalla finale di Europa League, arrendendosi solo all’Old Trafford contro il Manchester United. Con le lacrime agli occhi, promette ai tifosi: “Torneremo a giocare in Europa”.
Seguono anni di successi personali: quattro Trofei Zarra (eguagliando David Villa) e la convocazione per il Mondiale 2018. Se molti ricordano il rigore sbagliato contro la Russia, troppi dimenticano che fu la sua magia al 91′ contro il Marocco a qualificare la Spagna agli ottavi.
Oggi, a 38 anni, Iago Aspas continua a scrivere la storia. Recentemente, un suo gol all’Alavés gli ha permesso di eguagliare il mito Ferenc Puskás nella classifica marcatori della Liga. Anche se il suo minutaggio diminuisce, la sua leadership resta intatta, come dimostrato dalla recente vittoria al Bernabéu.
Siamo davvero vicini all’ultimo ballo del Principe de las Bateas? A Vigo, sponda celeste, nessuno vuole sentire pronunciare questa parola. Per il popolo del Celta, Iago è semplicemente eterno.
Oskar González è il creatore della pagina Instagram @futboldeotrosiglo
Immagine di copertina tratta da Wikimedia Commons.


