Cronache di un folle martedì di calcio
Marzo 18, 2026Il calcio moderno ha abbandonato da tempo la pretesa di essere uno sport confinato entro i limiti del rettangolo verde.
Esistono serate in cui i fusi orari si intrecciano, le decisioni burocratiche pesano quanto un calcio di rigore e le storie di provincia si mescolano ai grandi palcoscenici internazionali in un vortice di emozioni difficili da catalogare.
Quello che segue è il resoconto, in ordine sparso, di quanto accaduto nelle ultime ventiquattr’ore: una panoramica che spazia dalle aule della CAF ai campi della Serie B, passando per i grandi stadi della Champions League.
C’erano troppe cose di calcio ieri sera per essere solo un martedì.
1. Il trionfo burocratico del Marocco
Il Marocco è ufficialmente campione d’Africa…a tavolino. Squalificato ex post il Senegal dalla CAF per abbandono. Si tratta di una decisione clamorosa destinata a far discutere per mesi, se non anni, riscrivendo la gerarchia del calcio continentale lontano dal campo. Ci sarà controricorso al TAS, la storia è lunga e promette di trascinarsi nelle sedi legali ben oltre la fine delle celebrazioni ufficiali, lasciando un’ombra di incertezza su un trofeo che, per ora, torna a Rabat.
2. Kvaratskhelia e la dura realtà dei Blues
Kvaratskhelia ha segnato ancora, confermandosi in uno stato di forma straripante che lo pone tra i profili più attesi d’Europa.
Una crescita, la sua, che viaggia di pari passo con quella del collettivo parigino. Se quest’estate il Chelsea sembrava aver colmato il gap vincendo la finale del Mondiale per Club – un trofeo che, alla luce di ieri sera, rimane una fantastica “notte di mezza estate” di shakespeariana memoria – ieri sera si è dimostrato che i Blues non sono ancora pronti a tornare stabilmente tra le grandi d’Europa. In pochi mesi il rapporto di forza è stato stravolto: si è passati da un pesante 3-0 subito dai parigini a un incredibile 8-2 a loro favore. Una metamorfosi tecnica e mentale impressionante del PSG che rimette i londinesi al loro posto e conferma le ambizioni dei campioni d’Europa in carica.
3. La redenzione di Vinicius sotto la cura Arbeloa
Vinicius ieri sera ha litigato col pubblico del City almeno quattro volte. Un rapporto di amore-odio con gli spalti. Se in Spagna questa battaglia personale sembra spesso condizionarlo, in Europa lo carica a molla. In questi frangenti ha aggiunto due gol buoni e uno annullato. Sotto la guida di Arbeloa sta tornando a livelli da Pallone d’Oro, proprio davanti a Rodri, che due anni fa glielo aveva “scippato” sul più bello. Da qui parte delle ragioni della polemica esultanza contro i tifosi del City.
Questa sua versione sembra poter essere fondamentale in vista del Mondiale. Nel mentre in Brasile, dopo le convocazioni di Ancelotti, si continua a discutere sul dualismo generazionale: Neymar sì o Neymar no. Vinicius, intanto, risponde sul campo.
4. Edoardo Bove: cuore matto
Edoardo Bove ha segnato nel recupero, dieci minuti dopo il suo ingresso in campo, il definitivo 3-1 del Watford contro il Wrexham.
Una rete che racconta molto della determinazione e dell’intelligenza tattica di questo calciatore. Come si possa non voler bene a questo ragazzo come un figlio o un fratello minore, sinceramente, non lo so.
5. Il brusco ritorno in Italia di Ashley Cole
Ashley Cole torna in Italia dopo l’esperienza “dimenticabile” con la Roma di Rudi Garcia. Questa volta ha esordito sulla panchina del Cesena, in quella che rimane una delle scelte più randomiche della storia recente della serie B. L’impatto con la realtà tattica italiana è stato però brutale: il Mantova ha bagnato il suo debutto con un secco 3-0. Poteva andare meglio, ma la strada per l’ex terzino inglese nel campionato cadetto sembra già estremamente in salita.
6. Il tramonto della favola Bodø Glimt
È finita per adesso la favola Bodø. Remuntada Sporting 5-0 ai supplementari. Calcisticamente un massacro, 38 tiri verso la porta norvegese, 9 grandi chance create. Ma i ragazzi dell’Artico avevano già dato il meglio: difficile chiedere di più a una squadra che ha saputo far sognare un intero popolo oltre il circolo polare, ben oltre e ben al di là delle polemiche sul sintetico dell’Aspmyra Stadion e su un mal di trasferta che, infine, è tornato a farsi vivo al José Alvalade.
Fun fact: lo Sporting è l’unica sopravvissuta delle non troppo magnifiche 8 affrontate dal Napoli in Champions, nonché una delle sole due, col Qarabag, con cui gli azzurri hanno ottenuto i 3 punti. Fu la miglior partita di De Bruyne, non un caso.
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7. Geopolitica e dinieghi FIFA: il caso Iran
L’Iran ha chiesto formalmente di poter giocare le proprie partite ai Mondiali in Messico, un tentativo di spostare il baricentro logistico e forse politico per ragioni extra-calcistiche. La FIFA, tuttavia, ha detto no, mantenendo ferma la programmazione originale e le sedi prestabilite.
La presenza degli iraniani resta il più grande rebus di questi Mondiali. Ma su questo torneremo, data la tragica situazione politica internazionale.
8. L’Arsenal e l’onore della Premier League
L’Arsenal, per ora, salva l’onore della Premier League superando il Leverkusen in una sfida tatticamente complessa e vinta di misura. Si resta ora in attesa di Liverpool, Newcastle e Tottenham, che hanno rispettivamente discrete (vs Galatasaray), poche (vs Barça) e pressoché nulle (vs Atletico) chance di passare il turno, fotografando un momento di difficoltà per le big inglesi.
9. Emergenza rientrata in Baviera: Urbig salva il Bayern
Il Bayern ha vissuto ore di pura ansia con tutti i portieri professionisti infortunati, una situazione paradossale per un club di tale caratura. Per la sfida con l’Atalanta si era già scaldato il giovanissimo Leonard Prescott, un talento americano di soli 16 anni che, per questioni anagrafiche e protocolli sui minori, alle 23 dovrebbe tassativamente andare a letto…
Il rischio di vedere un adolescente tra i pali in Champions era concreto, mentre si cercava disperatamente di recuperare Jonas Urbig, bloccato dal protocollo anti-concussione. L’allarme sembra finalmente rientrato proprio nella giornata di ieri: l’esperienza di Urbig, tornato ad allenarsi, dovrebbe proteggere i pali bavaresi.
10. L’assenza del numero più grande
La 10 non c’è perché l’hanno ritirata.
Un vuoto che pesa, ma che in una serata così densa di eventi sembra quasi l’unico punto fermo della discussione calcistica globale.
Immagine di copertina tratta da Wikipedia, con Vinicius Jr.



la nota più bella è sicuramente il grande Edo 💛❤️
ridicolo ciò che è successi fra marocco e Senegal. Un tribunale non potrà mai decidere il vincitore di una finale
Concludo dicendo che in serie A si dovrebbe pensare di fare ciò che è successo in Portogallo, dove la lega ha fermato la partita da calendario dello sporting per agevolarne il possibile passaggio del turno, mossa vincente dato che gli uomini in maglia bianco nero e verde andavano a 2000!
Aspettiamo la sentenza del TAS. Purtroppo c’è molta corruzione in tutte le federazioni calcistiche e la CAF non fa eccezione, anzi.
Quello dei calendari saturi è uno dei grandi temi del calcio moderno. A nostro avviso la soluzione sarebbe quella di ridurre il numero di squadre di Serie A e di club professionistici in generale. Ma finché la C e la D peseranno più della A e della B non è possibile. E, sinceramente, capisco anche questo punto di vista. Bisogna capire qual è il vero obiettivo: se è raccattare voti per la politica del calcio, si continuerà a scontentare tutti per accontentare più persone possibile. Se l’obiettivo è la crescita del movimento calcistico allora toccherà fare delle scelte difficili. Grazie ancora per aver commentato.