Hugo Sánchez e la sua unica, sfortunata stagione al Rayo

Hugo Sánchez e la sua unica, sfortunata stagione al Rayo

Giugno 15, 2026 0 Di Stefano Picasso

Domenica 22 maggio 1994, Vallecas: nell’andata dello spareggio interdivisionale tra Rayo e Compostela, con il punteggio ancora sullo 0-0, viene fischiato un calcio di rigore in favore dei padroni di casa per un fallo su Onésimo.

Sul dischetto si presenta nientemeno che Hugo Sánchez: i tifosi locali sono sicuri che la partita stia per sbloccarsi, impossibile che la loro stella sbagli un rigore… A sorpresa, invece, il tentativo di trasformazione del messicano viene neutralizzato in due tempi dal portiere Iru. Sarà il Compostela a passare in vantaggio alla mezz’ora, con il franjirrojo Ismael Urzaiz che ad un passo dall’intervallo rimetterà le cose a posto.

Dieci giorni dopo, mercoledì 1° giugno 1994: dopo che anche il ritorno a Santiago de Compostela si è chiuso in parità (0-0), le due squadre sono costrette ad affrontarsi di nuovo per la ripetizione, sul campo neutro del Carlos Tartiere di Oviedo. Il Rayo è sotto 2-1 e prova a strappare l’ennesimo pareggio, quando al 72′ ancora Hugo Sánchez si rende protagonista in negativo, facendosi espellere per un brutto fallo su Bodelón. I vallecani perderanno poi 3-1, dicendo quindi addio alla massima serie: sarà l’ultima apparizione di Hugol con la maglia franjirroja.

Facciamo però un passo indietro, a quasi un anno prima: è il 19 agosto 1993 quando il Rayo ufficializza il ritorno a Madrid di Hugo Sánchez. Si tratta del secondo grande acquisto mediatico nella storia dei vallecani, dopo quello dell’uruguaiano Fernando Morena nel 1979, e, possiamo affermare senza paura di sbagliare, del più importante di sempre: più dello stesso Morena o di altri grandi nomi come Laurie Cunningham o Radamel Falcao.

Nonostante, nella stagione precedente, l’attaccante abbia militato in patria, nel Club América, in Spagna il ricordo delle sue gesta con le maglie di Atlético e Real è ancora molto vivido e non potrebbe essere altrimenti dopo la valanga di trofei conquistati, tra cui ben cinque Trofei Pichichi (uno con i colchoneros e quattro con i blancos).

Laurie Cunningham, un calciatore differente

Hugo Sánchez Márquez nasce a Città del Messico l’11 luglio 1958 e inizia a giocare con il Pumas UNAM, guadagnandosi ben presto il posto in nazionale. Prima punta dotata di grandissima classe e fantasia, Hugo segna praticamente in tutti i modi possibili: di destro, di sinistro, da calcio piazzato, in acrobazia. Nel 1981 sbarca in Spagna e firma con l’Atlético Madrid, con cui vince una Coppa del Re, mentre nel 1985 passa ai rivali cittadini del Real Madrid, dove i titoli si moltiplicano: cinque campionati, una Coppa del Re, tre Supercoppe spagnole e una Coppa UEFA. In Spagna si consacra come ‘re della rovesciata’, gesto tecnico che lo ha reso celebre, e nella stagione 1989-90 vince anche la Scarpa d’oro grazie alla bellezza di 38 gol, segnati tutti di prima (altro suo marchio di fabbrica).

Torniamo quindi a quell’estate del 1993, quando Hugo Sánchez diventa il primo calciatore a vestire le maglie delle tre più importanti squadre della capitale spagnola in massima serie.

A Vallecas da tre anni c’è un nuovo presidente, José María Ruiz-Mateos, imprenditore affamato di attenzione mediatica: e quale occasione migliore per far parlare di sé che mettere a segno un acquisto come quello di Hugo Sánchez? Il messicano ha voglia di tornare a Madrid e Ruiz-Mateos non se lo fa ripetere due volte, facendo firmare all’ormai 35enne attaccante un contratto annuale.

Tutto questo nonostante il parere non entusiastico dell’allora tecnico Felines, che lo considera ormai finito e vecchio: Felines non resterà comunque a lungo in panchina, dato che in quell’annata sfortunata si succederanno altri due allenatori, Fernando Zambrano e David Vidal.

Sánchez viene presentato ai suoi nuovi tifosi il 23 agosto 1993, in occasione del V Trofeo de Vallecas contro il Valladolid, e nella stagione regolare mette a segno un ottimo bottino di sedici reti, poco meno della metà di quelli realizzati da tutta la squadra (40). Ma l’avventura vallecana di uno dei migliori attaccanti di tutti i tempi non è tutta rose e fiori: come abbiamo visto, le reti del numero 9 non impediscono al Rayo di affrontare lo spareggio per non retrocedere; ma è soprattutto il rapporto con la presidenza (sia con Ruiz-Mateos che con la moglie Teresa Rivero, subentrata ufficialmente al marito a partire da gennaio) ad essere a dir poco turbolento.

Nonostante nel contratto del messicano sia previsto un premio di dieci milioni di pesetas al raggiungimento delle quindici reti (in caso di venti reti il premio era di quindici milioni, mentre per la vittoria della classifica marcatori era prevista una Rolls-Royce), Ruiz-Mateos si rifiuta di pagare.

Il proprietario del club accusa il suo giocatore di essere conflittuale, di bere troppo e di non prendersi cura di sé, oltre che di non voler giocare, ritenendo inventato l’infortunio che lo tiene fuori causa nelle ultime cinque giornate di campionato: ‘autolesión malintencionada’, l’espressione utilizzata dal presidente, che assume anche degli investigatori privati per spiare l’attaccante.

Ruiz-Mateos insinua anche che il giocatore non voglia giocare per preservarsi in vista dell’imminente Mondiale e minaccia di informare la federazione messicana della situazione e magari convincerla a non convocarlo. “Se la gamba gli fa male che se la tagli con una sega” e “non voglio danneggiare nessuno (riferendosi al rapporto da inviare alla federcalcio messicana), ma il danno che sta recando a Vallecas e al club non è tollerabile”, sono due delle frasi più taglienti del sempre pittoresco e senza peli sulla lingua patron rayista.

Le due parti finiscono in tribunale (altra dichiarazione forte: “non voglio parlare di Hugo, parleranno i tribunali; ho posto tutta la mia fiducia in lui e lui mi ha dimostrato di essere un sinvergüenza”), ma Hugo Sánchez torna comunque in campo per quel maledetto triplo spareggio, e non lo fa sicuramente nelle migliori condizioni fisiche né mentali, come dimostrano quel rigore sbagliato e quell’espulsione.

Nell’estate del 1994 Hugo lascia sia Vallecas che la sua nazionale. La neopresidentessa Teresa Rivero gli attribuisce la colpa del descenso e il contratto ovviamente non viene rinnovato, ma un giocatore di quel livello quasi sicuramente non sarebbe rimasto in Segunda neanche se la relazione con la presidenza fosse stata buona. Ad ogni modo, nonostante le minacce di Ruiz-Mateos, l’ottima stagione regolare gli permette di venire convocato per il suo terzo Mondiale, dopo Argentina ’78 e Messico ’86, diventando così il secondo calciatore del Rayo a partecipare ad una Coppa del Mondo: Antonio Guzmán (1978), Hugo Sánchez e Wilfred Agbonavbare (1994), Pathé Ciss (2022 e 2026) e Abdul Mumin (2026) sono i cinque ‘mondialisti’ rayisti.

Willy! Willy! La storia di Wilfred Agbonavbare

Ad USA ’94 Hugo parte titolare nella sconfitta all’esordio contro la Norvegia, poi rimane in panchina sia nella vittoria sull’Irlanda che nel pareggio contro l’Italia: le quattro squadre chiudono il girone con quattro punti, ma gli aztecas passano come primi grazie al numero di gol fatti, per poi soccombere ai calci di rigore negli ottavi di finale contro la Bulgaria, con l’attaccante di nuovo relegato in panchina; quella partita contro la Norvegia resta quindi la sua ultima apparizione in nazionale, dopo 58 presenze e 29 reti.

Dopo il mondiale statunitense Hugo Sánchez fa ritorno in patria e firma con l’Atlante, per poi terminare la sua carriera da calciatore nel 1998, dopo aver vestito le maglie di LASK Linz, Dallas e Celaya.

Due anni dopo comincia un’avventura non molto brillante da allenatore, partendo da quella che era stata la sua prima squadra da calciatore, il Pumas, per poi proseguire sulle panchine del Necaxa, della nazionale messicana, dell’Almería e del Pachuca, ad oggi la sua ultima esperienza, terminata con l’esonero nel novembre del 2012.

 

Genovese e tifoso del Rayo Vallecano, Stefano Picasso è creatore e presidente del Rayo Vallecano Italian Fan Club e cofondatore del gruppo Rayistas por el Mundo. Scrive cronache e articoli vari sul sito del Fan Club (rayovallecanoitalianfanclub.wordpress.com) ed è particolarmente appassionato alla storia del club della franja, sulla quale ha pubblicato online due libri: “Storia del Rayo Vallecano 1924-2024: il Centenario” e “Storia del Rayo Vallecano: volume 2”.

Immagine di copertina tratta da Wikipedia, Public Domain, ripulita con AI Chatgpt.