Mastantuono alla Fiorentina per diventare grande

Mastantuono alla Fiorentina per diventare grande

Agosto 7, 2026 0 Di Philip Supertramp

Chi avrebbe immaginato, appena dodici mesi fa, di vedere Franco Mastantuono con la maglia della Fiorentina? Il ragazzo destinato per molti a raccogliere un giorno l’eredità della diez dell’Argentina, il talento che il Real Madrid ha deciso di acquistare a soli diciotto anni investendo 45 milioni di euro, è sbarcato a Firenze tra l’entusiasmo di migliaia di tifosi. In un caldo pomeriggio del 6 agosto, l’aeroporto è diventato il primo palcoscenico della sua avventura viola: cori, sciarpe, applausi e la sensazione che, con quell’occhialino e quella somiglianza con un giovane Ewan McGregor, la città stesse accogliendo una star.

Perché ci sono giocatori che arrivano per rinforzare una squadra e altri che, ancora prima di esordire, accendono l’immaginazione di un’intera tifoseria. Franco Mastantuono alla seconda categoria.

Il talento, del resto, parla per lui. Con il River Plate ha conquistato il calcio argentino a una velocità impressionante, diventando il più giovane protagonista di un Superclásico grazie a una punizione straordinaria contro il Boca Juniors, una giocata che ha fatto il giro del mondo.

Da lì è arrivata la chiamata dell’Albiceleste e poi quella del Real Madrid, che lo ha individuato come uno dei prospetti più promettenti della sua generazione.

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L’ultima stagione in Spagna, però, è stata complicata, tanto per lui quanto per l’intero ambiente madridista. Ecco perché la Fiorentina rappresenta molto più di una semplice tappa: è l’occasione per rilanciarsi, mentre Fabio Grosso è pronto ad affidargli le chiavi della fantasia di una squadra che vuole tornare protagonista.

Franco Mastantuono è un numero 10 nel senso più romantico del termine. Mancino, fantasista, uno di quei giocatori che chiedono il pallone tra le linee e provano a cambiare la partita con una giocata. È inevitabile, allora, che il suo arrivo riporti la memoria all’ultimo grande numero 10 della storia recente della Fiorentina: Adrian Mutu.

Arrivato nell’estate del 2006 dopo l’esperienza alla Juventus, Mutu trovò a Firenze l’ambiente ideale per rilanciarsi definitivamente.

In cinque stagioni con la maglia viola disputò oltre 140 partite, realizzando più di 60 reti e diventando il punto di riferimento tecnico della squadra. E, soprattutto, il partner ideale dei grandi centravanti che si alternarono al suo fianco: prima Luca Toni, poi Giampaolo Pazzini e infine Alberto Gilardino, con cui formò una delle coppie offensive più affiatate della Serie A.

Sotto la guida di Cesare Prandelli, Mutu fu il volto di una Fiorentina brillante e spettacolare, capace di riportare stabilmente il club ai vertici del calcio italiano con due qualificazioni in Champions League e prestazioni che fecero innamorare il Franchi. Dribbling, fantasia, gol e una personalità fuori dal comune resero il romeno il simbolo di quella squadra, capace di accendere ogni partita con una giocata.

Mastantuono nasce nell’agosto del 2007, poche settimane dopo la conclusione della prima straordinaria stagione di Mutu in maglia viola. Il romeno è il leader tecnico della squadra, l’uomo capace di infiammare Firenze con gol impossibili e giocate di pura classe.

Due anni e mezzo più tardi sarebbe arrivata la positività al controllo antidoping, la lunga squalifica e un finale amaro che avrebbe inevitabilmente segnato la sua avventura in viola. Proprio quella squalifica privò la Fiorentina del suo giocatore più talentuoso nella storica doppia sfida degli ottavi di Champions League contro il Bayern Monaco, decisa anche dal celebre gol in fuorigioco di Miroslav Klose.

L’epilogo, però, non cancella ciò che Mutu ha rappresentato. Per tanti tifosi resta ancora oggi l’ultimo vero numero 10 della Fiorentina. Da allora, molti hanno provato a raccoglierne il testimone. Nessuno, però, è riuscito davvero a riportare la numero 10 ai fasti di un tempo.

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È la maglia di Giancarlo Antognoni, il capitano che per quindici anni è stato l’anima della Fiorentina. È la maglia di Rui Costa, il “Maestro”, il fantasista che negli anni Novanta trasformò ogni pallone in un’opera d’arte e fece innamorare un’intera generazione di tifosi viola. Ed è impossibile non pensare anche a Roberto Baggio, il talento cresciuto a Firenze prima di tradirla e poi diventare uno dei più grandi calciatori italiani.

Ma proprio negli ultimi giorni è stata presa una decisione dalla società che ha acceso il dibattito. La Fiorentina ha infatti scelto di ritirare la maglia numero 10 per la stagione del Centenario, rendendo omaggio a Giancarlo Antognoni, il più grande simbolo della propria storia. Una scelta che proprio l’ex capitano non ha compreso, soprattutto a causa di una discussione avvenuta cinque anni fa. che ne ha incrinato il rapporto e ha portato a una brusca separazione. E proprio per questo, il tributo gli è apparso quasi contraddittorio.

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Il Centenario, però, non può vivere soltanto di ricordi. Per questo la Fiorentina ha scelto di accompagnare gli omaggi alla propria storia con un mercato ambizioso, mettendo mano al portafoglio per costruire una squadra capace di tornare protagonista.

Fabio Grosso, dopo una stagione deludente come quella passata, avrà il compito di costruire una squadra capace di tornare a lottare per l’Europa. Il mercato racconta questa ambizione.

La difesa è stata rinforzata con gli arrivi di Viery e Radu Dragusin al centro, oltre a João Mário e Víctor Valdepeñas sulle corsie laterali. A centrocampo sono arrivati Giovanni Fabbian, Marco Brescianini, Arthur Atta e Oulai, un mix di qualità, intensità e fisicità destinato a cambiare il volto della mediana viola. In avanti, invece, Jiménez aggiunge fantasia, velocità e nuove soluzioni offensive.

A due settimane dall’inizio del campionato, la Fiorentina si presenta ai nastri di partenza profondamente rinnovata: una squadra più completa, più profonda e costruita per aprire un nuovo ciclo.

Concludiamo come abbiamo iniziato con Mastantuono, il giovane argentino arriva a Firenze con un bagaglio di aspettative enorme, alimentato da quanto ha già mostrato in Sudamerica e dalla fiducia che un club come il Real Madrid ha deciso di riporre in lui. Adesso, però, inizia la parte più difficile della sua carriera: dimostrare di poter diventare un protagonista anche nel calcio italiano.

La numero 10, almeno per questa stagione, resterà custodita come simbolo del Centenario. Forse è giusto così. Perché la storia della Fiorentina insegna che certi numeri non si ricevono in regalo e non si conquistano con il nome scritto sulla maglia.

Si conquistano con il tempo, con il talento e con le emozioni regalate a un popolo. Esattamente come fecero Antognoni e, molti anni dopo, Adrian Mutu. Mastantuono, oggi, ha soltanto una certezza: il viaggio è appena cominciato.

 

Philip Supertramp, valenciano d’adozione e padre di quattro piccole “Furie Rosse”. Tifoso della Roma, cacciatore di storie dal mondo del calcio, è co-direttore di F&L e autore della pagina IG @ilsignoredellaliga.

Immagine di copertina: screen riadattato da YouTube.