Il Centenario del Napoli e poco di cui essere…Allegri

Il Centenario del Napoli e poco di cui essere…Allegri

Agosto 9, 2026 0 Di Luca Sisto

L’estate dei Mondiali ha distolto l’attenzione dalle solite beghe della Serie A appena conclusa.

Con Juve e Milan fuori dalla Champions nel modo più rocambolesco possibile, l’Inter agevolmente scudettata e le sorprese Como e Roma a guidare il nuovo che avanza fra le prime quattro, il Napoli di De Laurentiis ha suggellato la vigilia del Centenario con un secondo posto che ha lasciato dubbi e strascichi per la chiusura anticipata del rapporto con Antonio Conte.

L’allenatore leccese ha portato in dote il quarto Scudetto, una Supercoppa Italiana e un secondo posto in due anni. Una mentalità vincente che aveva fatto seguito ad un impensabile decimo posto successivo allo straordinario terzo Scudetto targato Spalletti.

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Diversi calciatori di livello, come Scott McTominay, a illuminare la scena, ma anche un mercato fatto di tanti calciatori over 30, diverse scommesse fallite seppur profumatamente pagate (Lucca, Lang in particolare) e pochissimi under 23 a fare da contraltare ad una delle rose più vecchie – e soggette ad infortuni lunghi – della Serie A.

Il Napoli e i suoi tifosi hanno celebrato così il Centenario del Primo Agosto – al netto delle interpretazioni storiche sottolineate dallo stesso De Laurentiis – con una grande festa in parte rovinata dallo sciame bradisismico che ha colpito nelle stesse ore i Campi Flegrei, mettendo in ginocchio diversi quartieri di Pozzuoli.

Una festa che è stata soprattutto una grande operazione di marketing, anticipata da alcune splendide maglie gara con il logo del Centenario, ma anche un’occasione per mostrare al pubblico il nuovo allenatore, Massimiliano Allegri, reduce dal fallimento last minute col Milan, incapace di mantenere una posizione Champions che era apparsa piuttosto solida durante l’arco della stagione, con una sconfitta casalinga all’ultima giornata contro un Cagliari già salvo. Giova ricordare, sarebbe bastato un pareggio, dopo che il Milan aveva accusato una flessione netta negli ultimi mesi, dovuta anche alla fuga inarrestabile dell’Inter (pur battuto nel derby all’andata e al ritorno), ma anche a seguito della bella vittoria di Genova alla penultima.

Proprio dalla trasferta di Genova ripartirà il campionato di Max Allegri e del Napoli, con un inizio di stagione che promette scintille, in attesa del sorteggio e del calendario Champions. Dopo Marassi, il Como in casa e l’Inter a San Siro. Non c’è tempo per gli esperimenti, in una piazza più calda del cambiamento climatico, ma apparsa piuttosto freddina sia nei confronti di un vecchio “nemico” come Max, sia nei confronti di un progetto che, almeno stando ai giornali, sembra più concentrato sugli snodi fondamentali del nuovo centro sportivo e dello stadio di proprietà, progetti in cantiere – ma ancora senza cantiere – che dovranno rilanciare le ambizioni di lungo periodo del club, troppo lontano per fatturato dalle grandi d’Italia e ovviamente d’Europa.

Dicevamo perciò del progetto tecnico. Il Napoli non ha ancora ufficializzato acquisti e diversi cavalli di ritorno non hanno convinto Allegri, dopo essere già stati bocciati da Conte. Nel frattempo, con l’obbligo di sfoltire una rosa immensa e ricca di esuberi strapagati, il Napoli ha ceduto l’ottimo esterno sinistro Miguel Gutierrez al Bayer Leverkusen, per circa 30 mln di Euro, un segnale – a parer di chi scrive – negativo per il club, costretto a privarsi di un elemento che aveva espresso un buon calcio nella seconda parte di stagione, per poter sbloccare il mercato in entrata.

In attesa di cedere il fantasma di Lukaku al Fenerbache per pochi spiccioli – uno degli eroi del quarto nonché fedelissimo di Conte, rimasto ai box praticamente l’intera scorsa stagione per l’infortunio occorso un anno fa – il Napoli si trova anche a fare i conti con l’infortunio di Buongiorno, che resterà fuori fino al 2027, e con i problemi al tendine di Beukema.

In una difesa da reinventare ma che si basa sugli stessi pilastri da 4 anni ormai – Capitan Di Lorenzo, Rrahmani, Olivera – anche Marianucci sembra aver accusato qualche problema al ginocchio, tutto da valutare, nell’ultima amichevole contro il Celta Vigo, dove si è rivisto Kevin De Bruyne, giusto il tempo di perdere il pallone che ha consegnato il pareggio ai galiziani.

Manna, nel frattempo, ha bloccato il terzino destro Favasuli del Catanzaro, mentre è ancora in forse la permanenza di Noa Lang, richiesto dall’Ajax, apparso però fra i più in palla a Castel di Sangro: il Napoli non si strapperebbe i capelli per trattenerlo se dovesse arrivare un’offerta intorno ai 25 + bonus.

A questo punto però, con l’abbondanza a destra dell’attacco (Politano, Neres e Giovane) si aprirebbe un piccolo buco a sinistra dove il solo Alisson sarebbe di ruolo, e qualsiasi altro calciatore adattato.

Infine, con la permanenza a centrocampo di Anguissa, Lobotka, Gilmour e De Bruyne, e lo slittamento di Vergara alla mezzala destra nel presunto 4-3-3 allegriano, l’ultimo rebus riguarda il centravanti di riserva di Højlund, con Lucca che continua a non convincere nessuno e che non ha pretendenti intenzionati a pagare neppure metà di quanto elargito dal Napoli per prelevarlo dall’Udinese, a maggior ragione a seguito di un infruttuoso prestito semestrale al Nottingham a confermare il terribile momento del calciatore.

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Davvero la suggestione Gabriel Jesus, altro calciatore che si avvia ai 30 anni e reduce da diversi infortuni, basterebbe ad accendere gli animi un po’ depressi della piazza? Per non parlare di Badiashile, centrale difensivo del Chelsea che, come tanti del Napoli negli ultimi due anni, ha passato più tempo in infermeria che sul rettangolo verde.

Come sempre, il campo parlerà. Le premesse della stagione del Centenario, però, sono molto tiepide. Forse, dopo il carico fisico e mentale del biennio di Conte, è meglio così: partire a fari spenti, nonostante i proclami Champions di De Laurentiis, e affidarsi ad Allegri e alla vecchia guardia per raggiungere gli obiettivi stagionali della squadra. Per quanto concerne il club, invece, siamo sicuri che all’orizzonte, speculazioni a parte, e una volta create le strutture, non ci sia la volontà di cedere (in parte o in toto) alle migliori condizioni possibili?

Le risposte a tutti questi interrogativi non tarderanno ad arrivare. Aggiate pacienz’.

 

Luca Sisto è cofondatore e direttore editoriale di Football&Life. Appassionato di sport, in particolare di calcio, basket e atletica. Tifoso del Napoli e della nazionale dei Leoni Indomabili del Camerun. Lavora nel turismo.

Immagine di copertina tratta da Wikimedia Commons.