Chelsea – Fulham: come nacque il West London Derby

Chelsea – Fulham: come nacque il West London Derby

Agosto 23, 2026 0 Di Philip Supertramp

Siamo nel 1904 a Londra. La capitale britannica è una delle città più grandi del pianeta. Il Tamigi ne attraversa il cuore, mentre treni, tram e le prime linee della metropolitana collegano quartieri che fino a pochi decenni prima erano ancora separati dalla campagna.

È una città divisa tra le grandi residenze della borghesia e dell’aristocrazia e i quartieri popolari, dove si concentra una classe operaia sempre più numerosa. Ed è proprio in questi anni che il calcio sta conquistando la città: da gioco praticato nelle scuole e nei circoli privati si sta trasformando in uno spettacolo popolare, capace di attirare migliaia di persone ogni sabato.

È in questa Londra in movimento che Gus Mears, un uomo d’affari inglese, aveva acquistato Stamford Bridge, allora un impianto atletico situato nella zona di Fulham, nel sud-ovest di Londra. L’idea era trasformarlo in uno stadio di calcio e la prima squadra alla quale pensò di affidarlo fu proprio il Fulham, che dal 1896 giocava a Craven Cottage, sulle rive del Tamigi. Il club aveva trovato casa in quello che era stato un antico terreno di caccia, dove sorgeva un piccolo cottage, poi distrutto da un incendio.

Commons - Public Domain)

Il Fulham prima della nascita del Chelsea (Wikiedia Commons – Public Domain)

Craven Cottage era ormai diventato parte dell’identità del Fulham e convincerlo a trasferirsi non sarebbe stato così semplice.

L’accordo, infatti, non arrivò. Il Fulham rifiutò le condizioni proposte da Mears, così l’imprenditore decise di fondare una nuova società. Il 10 marzo 1905, al Rising Sun Pub, proprio di fronte a Stamford Bridge, nacque il Chelsea Football Club.

Bisognerà aspettare però qualche anno prima del primo confronto ufficiale tra Chelsea e Fulham, che arriva il 3 dicembre 1910, a Craven Cottage. Quel giorno è il Fulham ad avere la meglio, imponendosi per 1-0. È il primo capitolo di una sfida destinata a diventare una presenza fissa nel calcio londinese: il West London Derby.

Un secolo dopo, i due club continuano a vivere praticamente uno accanto all’altro. Stamford Bridge e Craven Cottage sono separati da pochi chilometri, nella stessa parte di Londra, sulle rive del Tamigi, e proprio nel Monday Night della prima giornata di questa nuova Premier League si giocherà il West London Derby.

Ed è qui, da Madrid a Londra, che si intreccia nuovamente il destino di Xabi Alonso e Álvaro Arbeloa. Il destino è strano: pochi mesi fa erano legati allo stesso club, uno allenatore del Real Madrid e l’altro del Castilla. Poi, a metà stagione, Xabi Alonso viene mandato via e Florentino Pérez decide di affidare la panchina della prima squadra ad Arbeloa. Ma anche quest’ultimo non riesce a raddrizzare una stagione ormai indirizzata male. Oggi si ritrovano uno di fronte all’altro nella capitale inglese, pronti per una nuova avventura: Alonso al Chelsea, Arbeloa al Fulham.

Arbeloa in, Xabi out: il Real torna alle origini

Arbeloa riparte un po’ da dove era riuscito a far meglio, dalla Fábrica. I Cottagers hanno deciso di puntare sui giovani e, soprattutto, sulla possibilità di farli crescere. Non sorprende quindi che tra i primi movimenti importanti dell’estate ci siano stati proprio due giocatori provenienti dal Real Madrid.

Gonzalo García e César Palacios hanno lasciato la capitale spagnola per trasferirsi a Craven Cottage. Il primo, attaccante di 22 anni, è costato circa 34 milioni di sterline; il secondo, centrocampista di 21 anni, circa 8,5 milioni.

Arbeloa li aveva infatti allenati nel percorso che li aveva portati verso la prima squadra del Real Madrid. Adesso li ritrova in un ambiente completamente diverso, con il compito di trasformare il talento mostrato a Madrid in rendimento in Premier League.

Ma il progetto del Fulham non si ferma alla Fábrica. In estate sono arrivati anche Shea Charles, centrocampista nordirlandese di 22 anni proveniente dal Southampton, e Jonah Kusi-Asare, attaccante svedese di appena 19 anni acquistato dal Bayern Monaco. Quattro acquisti giovani, quattro giocatori ancora con ampi margini di crescita.

Gonzalo e Palacios rappresentano il legame più diretto con Arbeloa e con il Real Madrid; Charles e Kusi-Asare confermano invece una strategia più ampia: investire su giocatori giovani, accompagnarli nella crescita e provare a costruire una squadra che possa migliorare nel corso degli anni.

Se il Fulham ha scelto di ripartire dalla gioventù, il Chelsea ha deciso di modificare, almeno in parte, la propria ricetta.

Negli ultimi anni i Blues si erano fatti conoscere in tutta Europa per una politica di mercato quasi estrema: acquistare tantissimi giovani, spesso giovanissimi, con l’idea di anticipare la concorrenza e costruire una squadra per il futuro. Il problema, però, era che, come visto nella stagione scorsa, quel futuro doveva anche diventare presente.

Una formazione del Chelsea nel 1905, anno della fondazione (Wikimedia Commons - Public Domain)

Una formazione del Chelsea nel 1905, anno della fondazione (Wikimedia Commons – Public Domain)

L’arrivo di Xabi Alonso sembra aver portato una correzione di rotta. Il Chelsea continua a investire sui giovani, ma durante questo mercato ha cercato di farlo in maniera più equilibrata e accurata, cercando profili interessanti, come il nostro connazionale Marco Palestra, ma aggiungendo alla rosa anche una dose maggiore di esperienza e personalità.

Gli arrivi di Danny Welbeck e Jordan Henderson sono probabilmente l’esempio più evidente. Due giocatori che conoscono la Premier League, che hanno attraversato tante stagioni ad alto livello e che possono offrire allo spogliatoio qualcosa che non si trova facilmente nei giovani talenti: esperienza, leadership e conoscenza delle partite che contano.

Accanto a loro sono arrivati giocatori come Maxence Lacroix e Pep Chavarría, elementi in una fase della carriera nella quale possono ancora raggiungere il loro miglior livello, ma che arrivano con un bagaglio di esperienza decisamente superiore a quello dei teenager sui quali il Chelsea aveva costruito parte della propria strategia.

E naturalmente, oltre al terzino ex Cagliari, sono approdati vari giovani come Emanuel Emegha e Valentín Barco, dopo l’esperienza allo Strasburgo (sister club della proprietà nella Ligue1 francese), mentre il portoghese Geovany Quenda, acquistato già nella stagione precedente, è arrivato a Stamford Bridge dallo Sporting Clube.

Forse la vera sfida di Alonso sarà non cambiare completamente il Chelsea, ma dare una forma a tutto quello che il club ha accumulato negli ultimi anni, trasformando una rosa piena di giocatori giovani, talentuosi e costosi in una squadra.

Il Chelsea di Alonso è ancora tutto da scoprire. Il Fulham di Arbeloa lo è ancora di più. Entrambi hanno cambiato allenatore, entrambi hanno modificato la rosa ed entrambi cercano una nuova identità.

E così il primo Monday Night della Premier League mette subito di fronte il Chelsea e il Fulham. E forse non poteva esserci modo migliore per cominciare una nuova stagione: due quartieri vicini, due progetti differenti, due allenatori legati dallo stesso passato e un derby che, ancora una volta, nasce da una storia cominciata molto prima del fischio d’inizio.

Da Mears ad Alonso e Arbeloa.

Da Stamford Bridge a Craven Cottage.

Il West London Derby è pronto a ricominciare.

 

Testo di Philip Supertramp, redattore per F&L e autore della pagina IG @ilsignoredellaliga

Immagine di copertina tratta da Wikimedia Commons: veduta dall’alto dello stadio del Chelsea, Stamford Bridge, nel Borough di Fulham.