Fabregas, il Como e la Champions: il rapporto di Cesc con la Coppa

Fabregas, il Como e la Champions: il rapporto di Cesc con la Coppa

Settembre 11, 2026 0 Di Philip Supertramp

Ieri sera, sulle rive del lago di Como, Cesc Fabregas ha potuto riascoltare l’inno della Champions League. Questa volta, però, non più in campo, ma dalla panchina, come siamo ormai abituati a vederlo da qualche tempo.

Per Fabregas, ex calciatore che ha attraversato diversi Paesi e vissuto alcune delle esperienze più importanti del calcio europeo — dall’Inghilterra, con le maglie di Arsenal e Chelsea, alla parentesi nella sua Barcellona, fino agli ultimi anni della carriera al Monaco — la Champions League è stata una presenza costante. Una competizione che, più di ogni altra, ha accompagnato il suo percorso da calciatore e che ieri sera è tornata a far parte della sua vita, questa volta da una prospettiva diversa.

Nel frattempo, il Como ha giocato la prima partita in una competizione europea della sua storia, e l’ha fatto esordendo in Champions League nel modo più spettacolare possibile: un 4-1 al RB Lipsia al Giuseppe Sinigaglia. Una notte che resterà nella storia del club e in quella personale del suo allenatore, soprattutto se si pensa che i “lariani”, fino a pochi anni fa, non potevano nemmeno immaginare una serata del genere: nella stagione 2018-19 giocavano ancora in Serie D e oggi, appena pochi anni dopo, si ritrovano a calcare il palcoscenico più prestigioso d’Europa.

Al centro di questa trasformazione c’è proprio Fabregas, con le sue idee portate avanti con convinzione e sostenute dalla totale fiducia del club. Un progetto costruito attorno a un calcio propositivo, fatto di possesso palla, qualità tecnica e coraggio, nel quale i giocatori sono chiamati a sentirsi protagonisti. Una mentalità che, in questi anni, si è spesso trovata a fare i conti con quella più tradizionale del calcio italiano, dove pragmatismo e attenzione all’equilibrio hanno storicamente avuto un peso maggiore. Fabregas, invece, ha scelto di insistere sulla propria visione, cercando di dare al Como un’identità precisa e riconoscibile.

La qualificazione alla Champions League è arrivata al termine di una stagione straordinaria. Il Como ha chiuso la Serie A 2025-26 al quarto posto, il miglior piazzamento nella storia del club, conquistando così l’accesso diretto alla fase campionato della massima competizione europea. Un sogno diventato realtà anche grazie al passo falso del Milan nell’ultima giornata, mentre il Como completava il proprio lavoro andando a vincere in trasferta.

Come detto all’inizio, la Champions League per l’allenatore spagnolo è stata una presenza costante nella sua vita calcistica. Da giocatore l’ha sfiorata, l’ha inseguita, l’ha vista da vicino. Ma non è mai riuscito a sollevarla.

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La prima grande occasione arrivò quando era ancora giovanissimo. Nel 2006, con l’Arsenal di Arsène Wenger, Fabregas raggiunse la finale di Parigi contro il Barcellona. Aveva appena 19 anni e si trovò di fronte proprio il club nel quale era cresciuto. L’Arsenal passò in vantaggio nel primo tempo con Sol Campbell, ma il Barcellona ribaltò la partita nel finale con Samuel Eto’o e Juliano Belletti. Per Fabregas fu la prima grande ferita europea.

La Champions sarebbe tornata nella sua carriera con il Barcellona. Cinque anni dopo Parigi, rientrò in Catalogna da campione affermato, ma arrivò troppo tardi per poter essere considerato vincitore della Champions conquistata dai blaugrana contro il Manchester United a Wembley qualche mese prima.

E proprio con i blaugrana ebbe un’altra possibilità nella stagione 2011-12. Il Barça arrivò in semifinale contro il Chelsea di Roberto Di Matteo. All’andata i Blues si imposero per 1-0 a Stamford Bridge con un gol di Didier Drogba. Al ritorno, dopo essere andati in doppio vantaggio con Busquets e Iniesta, i catalani si fecero rimontare con un gol nel recupero del primo tempo da parte di Ramires e, nei minuti finali della partita, un contropiede di Fernando Torres sigillò il passaggio alla finalissima dei Blues.

E pensare che i ragazzi di Pep Guardiola avrebbero potuto chiudere il match quando erano sul 2-1, con un rigore sbagliato da Leo Messi, che lo stesso Fabregas si era procurato. Il Chelsea avrebbe poi conquistato la sua prima Champions League a Monaco contro il Bayern Monaco ai rigori.

Una curiosità quasi beffarda accompagna la sua storia: il Chelsea sarebbe diventato, qualche anno dopo, la sua terza squadra. Al calcio, a Cesc, sono capitati avversari destinati, prima o poi, a diventare capitoli della sua vita.

Adesso, però, la musica è cambiata: Cesc non è più in campo a suonarla, ma in panchina a dirigerla. 

E il suo Como ha risposto con una sinfonia paradisiaca. Martin Baturina ha segnato il primo gol della storia europea del club al 15’, prima che Tasos Douvikas raddoppiasse poco prima dell’intervallo. Nella ripresa, Assane Diao ha portato il risultato sul 3-0. Il Lipsia ha provato a riaprire la partita con Maksimovic, ma il Como non si è fatto spaventare. Nel finale, Maximo Perrone ha firmato il definitivo 4-1.

Quattro gol per cominciare una storia che nessuno, a Como, aveva mai potuto raccontare.

E mentre il Sinigaglia festeggiava, Fabregas poteva guardare la scena da una prospettiva privilegiata. Da una parte c’era il ragazzo che vent’anni fa giocava una finale di Champions a Parigi. Dall’altra, l’allenatore che oggi conduceva una squadra al suo esordio assoluto nella competizione.

Fabregas non è ancora riuscito a prendersi quella coppa che ha inseguito per tutta la carriera. Ma oggi, sul Lago di Como, è tornato a vivere le sue notti di Champions. E chissà se, prima o poi, riuscirà a sollevarla anche da allenatore.

Al momento, l’unica cosa che sappiamo è che questa storia è appena cominciata. E ad aspettare il suo Como ci saranno squadre come Manchester United, Paris Saint-Germain e Barcellona.

 

Philip Supertramp, valenciano d’adozione e padre di quattro piccole “Furie Rosse”. Tifoso della Roma, cacciatore di storie dal mondo del calcio, è co-direttore di F&L e autore della pagina IG @ilsignoredellaliga.

Immagine di copertina tratta da Wikimedia Commons.