L’unica vittoria del Rayo al Bernabéu e la maledizione allenatori nella stagione 1995-96
Ottobre 1, 202621 gennaio 1996. È una giornata uggiosa per il Real Madrid, sia dal punto di vista dell’umore che del tempo atmosferico. Tre giorni prima i blancos sono stati eliminati dalla Coppa del Re per mano dell’Espanyol: inutile la vittoria per 2-1, dato che i catalani all’andata si erano imposti addirittura con un netto 4-1.
In Liga le cose non vanno certamente meglio: i madridisti sono reduci da due pareggi contro Mérida e Real Zaragoza (entrambi per 2-2) e stazionano in un deludente settimo posto. Il tecnico Jorge Valdano, che l’anno prima aveva vinto il campionato ma che aveva iniziato la nuova stagione perdendo la Supercoppa contro il Deportivo La Coruña, è sulla graticola e ancora non sa, anche se ne ha già il sentore, che quella contro il Rayo Vallecano sarà la sua ultima partita sulla panchina delle merengues.
Come dicevamo, il clima non aiuta a migliorare l’umore del Santiago Bernabéu, che sotto una pioggia torrenziale assiste all’ennesima delusione stagionale e alla prima gioia vallecana, almeno nel feudo del Real. Il Rayo infatti non aveva mai battuto i vicini a domicilio (e non ci è più riuscito nemmeno in seguito) fino a quel 21 gennaio, quando una doppietta del brasiliano Guilherme de Cássio Alves, considerato probabilmente il miglior ‘9’ della storia della franja insieme a Fernando Morena, rende inutile il momentaneo 1-1 di un giovanissimo Raúl González Blanco, che in quella Liga segnerà 19 reti a soli 18 anni di età.
Nonostante l’esplosione della sua futura leggenda, quel Real Madrid vivrà un’annata anonima: a Valdano succederà Arsenio Iglesias, il cui nome è legato indissolubilmente al Deportivo ma che non riuscirà a migliorare più di tanto la situazione, con un sesto posto finale che preclude la partecipazione alle coppe europee. Per quanto riguarda il Rayo, neanche i vallecani vivranno la loro miglior stagione, ma il finale di campionato entrerà comunque nella storia, con la salvezza conquistata eroicamente in uno spareggio contro il Mallorca, con un 2-0 nel match di ritorno in inferiorità numerica che ribalterà la sconfitta per 1-0 dell’andata.
Decisivo, ancora una volta, Guilherme, oltre a Onésimo, gli autori dei due gol. Oltre che per quella salvezza storica, la stagione 1995-96 del Rayo è ricordata anche per una sorta di ‘maledizione’ per gli allenatori: Jorge Valdano non fu infatti l’unico tecnico costretto a lasciare il suo club dopo aver affrontato i franjirrojos in quell’annata e nemmeno la panchina rayista fu esente da avvicendamenti.
Iniziamo proprio dalla situazione allenatori del neopromosso Rayo, che per la nuova avventura in massima serie sceglie come guida il navarro Pedro María Zabalza, reduce da otto annate nel club della sua città natale, l’Osasuna. L’esperienza vallecana di Zabalza, però, si rivela molto breve: sette giornate, con ben sei sconfitte e una sola allegria (la vittoria per 3-2 sul Valencia).
Dopo la parentesi del traghettatore Francisco Baena, che guida il Rayo solo nel 2-2 contro il Tenerife, viene scelto come nuovo allenatore Marcos Alonso, che debutta con un successo per 2-0 sull’Albacete: la situazione sembra migliorare, con tanto di trionfo al Bernabéu, ma una striscia negativa di sette partite senza vittorie (un solo punto su ventuno) è fatale al padre dell’omonimo attuale difensore del Celta Vigo. Per le ultime tre giornate i vallecani decidono così di puntare su Fernando Zambrano, fino a quel momento segretario generale del club, che conquista sei punti su nove evitando la retrocessione diretta e poi salva la squadra dopo il già raccontato spareggio.
Nonostante il subentro a stagione in corso e l’allontanamento ad un passo dal traguardo, è proprio Marcos Alonso il fautore dei tre scossoni alle panchine avversarie: tre vittorie rayiste in trasferta, tutte con lo stesso identico risultato di 1-2, tre esoneri o dimissioni dei malcapitati allenatori rivali.
Un mese dopo l’impresa del Bernabéu, il Rayo non è più riuscito a ritrovare la strada della vittoria e si presenta a Salamanca per affrontare la squadra di Juanma Lillo, considerato l’inventore del moderno 4-2-3-1 e che molti anni più tardi diventerà una sorta di mentore, nonché un fidato collaboratore, di Pep Guardiola. Lillo è un idolo nella località salmantina, grazie alla doppia promozione dalla Segunda B alla Primera tra il 1993 e il 1995, ma in massima serie le cose non stanno andando per il verso giusto: il penultimo posto e la sconfitta contro i vallecani (ancora con reti di Guilherme e Onésimo) ne decretano l’esonero, ma il suo successore, Jorge d’Alessandro, non riuscirà ad evitare l’ultimo posto e quindi la retrocessione.
Due settimane più tardi, il 10 marzo 1996, per il Rayo si presenta un’altra trasferta, questa volta ad Albacete. La storia del tecnico bianconero Benito Floro è simile a quella di Juanma Lillo: anche Floro aveva conquistato i suoi tifosi con due promozioni consecutive dalla Segunda B alla Primera (1990 e 1991), ma nel 1992 aveva tentato il salto ad una big, ovvero il Real Madrid; un’avventura conclusa con l’esonero nonostante due trofei (una Coppa del Re e una Supercoppa di Spagna). Floro era quindi tornato all’Albacete nel 1994 e aveva vissuto la retrocessione sul campo ma anche il ripescaggio, a causa del polemico allargamento della Liga a 22 squadre.
Al momento di quell’Albacete-Rayo la squadra era fuori dalla zona retrocessione, ma la rimonta subita per mano di Daniel Aquino e Alfonso Cortijo sancisce la fine dell’era Benito Floro. In questo caso, però, il tecnico non viene esonerato, ma si dimette e viene sostituito da Iñaki Sáez: anche l’Albacete, come il Rayo, affronterà uno spareggio interdivisionale, ma la sorte non sarà così benevola come con i madrileni. La doppia sconfitta per 1-0 contro l’Extremadura porta ad una nuova retrocessione, questa volta senza salvataggi extracampo.
Genovese e tifoso del Rayo Vallecano, Stefano Picasso è creatore e presidente del Rayo Vallecano Italian Fan Club e cofondatore del gruppo Rayistas por el Mundo. Scrive cronache e articoli vari sul sito del Fan Club (rayovallecanoitalianfanclub.wordpress.com) ed è particolarmente appassionato alla storia del club della franja, sulla quale ha pubblicato online due libri: “Storia del Rayo Vallecano 1924-2024: il Centenario” e “Storia del Rayo Vallecano: volume 2”.
Immagine di copertina tratta da screen youtube highlights Real Madrid – Rayo Vallecano 1-2 del 21 gennaio 1996.


